Archivi del mese: maggio 2012

Torno sul tema delle candidature per l’Agcom…

Già trattato qualche post fa, per diffondere una iniziativa di Agorà Digitale che ritengo utile ed azzeccata in fatto di democrazia dal basso e scelte condivise. Riporto la mail così come è stata inviata.

Cari Amici, Care Amiche,

È questione di giorni prima che il parlamento nomini i membri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’ufficio del Garante della Privacy, molti passi avanti sono stati fatti, stiamo lavorando infatti per fissare i principi della trasparenza in maniera stabile nei processi elettivi del parlamento, ma non basta.
Ottenere i curricula, le dichiarazioni patrimoniali e di assenza di conflitto di interesse è un successo, ma non ci aiuta a capire quello che i candidati pensano sui temi fondamentali che questi organismi dovranno affrontare nei prossimi anni come internet, innovazione e agenda digitale, per tutto ciò ci serve il tuo aiuto!
Abbiamo creato uno spazio virtuale dove tu potrai proporre delle domande che noi sottoporremo ai candidati, basta andare all’indirizzo http://questionariotrasparenza.ideascale.com/ per dire la tua!

Abbiamo poco tempo! Il 6 giugno avverrà l’elezione, ma tutti assieme possiamo fare luce e allontanare le ombre dei vecchi schemi e degli accordi sottobanco rendendo le autorità indipendenti veramente tali.

Grazie


Niccolo’ Beduschi
Tel: (+39) 0668979271
http://www.agoradigitale.org/

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Chiamiamola pure una caduta di stile….

Ma sinceramente la dichiarazione del Presidente della Repubblica, fatta oggi a proposito della parata del 2 giugno, quella di cui tantissimi hanno chiesto la soppressione a suo tempo e quantomeno l’annullamento ora, di fronte alla tragedia del terremoto, mi ha lasciato basito!

Cosa significa che “dobbiamo smetterla di piangerci addosso“?! Cosa significa che “Anche in questo momento le Istituzioni devono dare esempio di fermezza e serenità“?!

Perchè non va nei paesi rasi al suolo a dire di non piangersi addosso o a parlare di fermezza e serenità?!

Che vergogna: 3,5 milioni di euri spesi per far marciare fanti, cavalieri e carri armati; far volare aerei da combattimento; sotto gli occhi di un tot di autorità per la maggior parte delegittimate dalla mancanza di un voto popolare e dalla crescente sfiducia degli italiani.

Con quei soldi cosa avremmo potuto fare invece che contare sulla spending rewiev: cosa che probabilmente servirà – lo dico per inciso – a far digerire anche qualche misura impopolare con la scusa che servono i soldi per le popolazioni terremotate!

Ci ripensi il Presidente Napolitano: si scusi con le popolazioni terremotate e si batta il petto. Più dignità e più “fermezza e serenità” avremmo dimostrato se fossimo stati capaci di mobilitare in tempo reale le truppe che invece sfileranno; se avessimo dirottato immediatamente i fondi – pagando sull’unghia per una volta! – sull’emergenza; se fossimo stati capaci di varare subito una legge che imponga verifiche certe sulla resistenza degli edifici; interventi di manutenzione su quelli antichi. Questa sarebbe stata fermezza, la capacità di legiferare seriamente ed efficacemente pur colpiti dall’emergenza avrebbe dimostrato serenità ed equilibrio. Non la parata del 2 giugno!

Faccio un appello: lasciamoli soli. Se ne stiano a casa gli italiani, magari a fare un SMS per donare 2 euro per le popolazioni colpite.


Immagino che anche voi…

possiate condividere questi punti programmatici per il governo del nostro paese! Dedicate un minuto a leggerli e poi provate a rispondere alla domanda che vi pongo alla fine…..

  1. Realizzare un audit del debito pubblico. Rinegoziare gli interessi e sospendere i pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa e tornino la crescita e l’occupazione.
  2. Esigere dalla Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.
  3. Alzare l’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno.
  4. Cambiare la legge elettorale perché la rappresentanza parlamentare sia veramente proporzionale.
  5. Aumento delle imposte sulle società per le grandi imprese, almeno fino alla media europea.
  6. Adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso.
  7. Proibire i derivati finanziari speculativi quali Swap e Cds.
  8. Abolire i privilegi fiscali di cui beneficiano la Chiesa e gli armatori navali.
  9. Combattere il segreto bancario e la fuga di capitali all’estero.
  10.  Tagliare drasticamente la spesa militare.
  11. Alzare il salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese).
  12. Utilizzare edifici del governo, delle banche e della chiesa per ospitare i senzatetto.
  13. Aprire mense nelle scuole pubbliche per offrire gratuitamente la colazione e il pranzo ai bambini.
  14. Fornire gratuitamente la sanità pubblica a disoccupati, senza tetto o a chi è senza reddito adeguato.
  15. Sovvenzioni fino al 30% del loro reddito per le famiglie che non possono sostenere i mutui.
  16. Aumentare i sussidi per i disoccupati. Aumentare la protezione sociale per le famiglie monoparentali, anziani, disabili e famiglie senza reddito.
  17. Sgravi fiscali per i beni di prima necessità.
  18. Nazionalizzazione delle banche.
  19. Nazionalizzare le imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua …).
  20. Scommettere sulle energie rinnovabili e la tutela ambientale.
  21. Parità salariale tra uomini e donne.
  22. Limitare il susseguirsi di contratti precari e spingere per contratti a tempo indeterminato.
  23. Estendere la protezione del lavoro e dei salari per i lavoratori a tempo parziale.
  24. Recuperare i contratti collettivi.
  25. Aumentare le ispezioni del lavoro e i requisiti per le imprese che accedano a gare pubbliche.
  26. Riformare la costituzione per garantire la separazione tra Chiesa e Stato e la protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all’ambiente.
  27. Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei.
  28. Abolizione di tutti i privilegi dei deputati. Rimuovere la speciale protezione giuridica dei ministri e permettere ai tribunali di perseguire i membri del governo.
  29. Smilitarizzare la guardia costiera e sciogliere le forze speciali anti-sommossa. Proibire la presenza di poliziotti con il volto coperti o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Cambiare i corsi per poliziotti in modo da mettere in primo piano i temi sociali come l’immigrazione, le droghe o l’inclusione sociale.
  30. Garantire i diritti umani nei centri di detenzione per migranti.
  31. Facilitare la ricomposizione familiare dei migranti. Permettere che essi, inclusi gli irregolari, abbiano pieno accesso alla sanità e all’educazione.
  32. Depenalizzare il consumo di droghe, combattendo solo il traffico. Aumentare i fondi per i centri di disintossicazione.
  33. Regolare il diritto all’obiezione di coscienza nel servizio di leva.
  34. Aumentare i fondi della sanità pubblica fino ai livelli del resto della Ue (la media europea è del 6% del Pil e la Grecia spende solo il 3).
  35. Eliminare i ticket a carico dei cittadini nel servizio sanitario.
  36. Nazionalizzare gli ospedali privati. Eliminare ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario.
  37. Ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: nessun soldato fuori dalle frontiere della Grecia.
  38. Abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele. Appoggiare la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967.
  39. Negoziare un accordo stabile con la Turchia.
  40. Chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato.

Ditemi la verità: fino al punto 33 avete pensato si trattasse delle proposte per il prossimo governo della Federazione della Sinistra?! Forse qualche dubbio vi è venuto al punto 8 sull’abolizione dei privilegi per gli armatori navali…

E’ il programma di Syriza, il partito della sinistra greca probabile vincitore delle prossime elezioni del 17 giugno. Ne ho preso la traduzione dal blog di Gad Lerner.

Che ne dite: basta un copia/incolla, una sostituzione automatica di “Grecia” con “Italia” e giusto un paio di ritocchini e potrebbe andarci benissimo no?!


I soldi della parata del 2 giugno ai terremotati

Rilanciamo più che volentieri l’appello di Emergency:

I soldi della parata del 2 giugno ai terremotati: scriviamo al Presidente della Repubblica

INVIAMO UNA MAIL A:

presidenza.repubblica@quirinale.it

https://servizi.quirinale.it/webmail/

Egregio Presidente Giorgio Napolitano

Lei ha chiesto ai giovani di aprire porte e finestre, anche qualora le trovassero chiuse.

Le chiediamo con tutto il rispetto di dare l’esempio: apra porte e finestre alla solidarietà; trasformi il 2 giugno da festa della Repubblica militare a festa della Repubblica solidale.

Annulli la parata, che l’anno scorso era costata 4,4 milioni di euro e che secondo il ministero della Difesa quest’anno costerà quasi 3 milioni di euro.

Quei denari siano investiti in opere di solidarietà con la popolazione stremata dal terremoto e quei contingenti chiamati a sfilare vengano utilizzati nelle zone bisognose di aiuti.

Grazie con tutto il cuore,


Presidio a difesa dell’Articolo 18 – Mestre 29 maggio ore 17.30 in Piazza Ferretto

Comunicato Stampa “Presidio a difesa dell’Articolo 18 promosso da Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà”

CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO MONTI SUL MERCATO DEL LAVORO, PER LA DIFESA DELL’ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI
Presidio in Piazza Ferretto, martedì 29 maggio dalle ore 17,30

Il DDL sul Lavoro proposto dal Ministro Elsa Fornero che il Parlamento si accinge a discutere scardina gli elementi vitali di garanzia, manomette diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori.

E’ un attacco da respingere con decisione e che deve tradursi in una grande mobilitazione popolare.

Le conseguenze di questa controriforma sarebbero nefaste: l’obbligo di reintegrare il lavoratore ingiustamente licenziato verrebbe meno e il reintegro sarebbe ridotto a situazioni estreme e improbabili. Siamo di fronte a una vera e propria aberrazione.

La possibilità di reintegro del lavoratore verrebbe nei fatti abolita:

  • basterà che il datore di lavoro parli di “licenziamento disciplinare” perché un atto illegittimo sia riconosciuto come ammissibile;
  • basterà che il datore di lavoro apponga l’etichetta del “motivo economico” perché il licenziamento sia effettivo; la “manifesta insussistenza”, prevista nel disegno di legge del Ministro Fornero, è di fatto indimostrabile e comunque nemmeno in quel caso la reintegra sarebbe un diritto, ma solo una possibilità.

E’ inoltre gravissima la contemporanea manomissione delle garanzie procedurali nei licenziamenti collettivi.

La cancellazione del diritto alla reintegra – inizialmente applicato al settore privato ma presto esteso anche al pubblico, aprirà la via ad arbitri senza precedenti nei rapporto di lavoro; verrà così meno il valore deterrente dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e questo in un Paese che già oggi ha un livello di protezione ridotto e inferiore alla media europea.

Il DDL Lavoro, non solo non cancella nessuna delle tipologie di lavoro precario, ma equipara invece i contratti a termine e il lavoro in somministrazione al contratto a tempo indeterminato, con l’abolizione delle causali giustificative.

A tutto ciò si aggiunge la drastica riduzione della copertura degli ammortizzatori sociali, i cui effetti si combinano in maniera micidiale con la controriforma delle pensioni.

Con questa controriforma la precarietà diventerà condizione generale: le lavoratrici e i lavoratori adulti e anziani espulsi con la crisi dai posti di lavoro, si ritroveranno competere con i loro figli e le loro figlie per un posto precario.

Ci opponiamo e ci opporremo a questa controriforma: con le mobilitazioni oggi, con il referendum domani.

Noi consideriamo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori una norma di civiltà.

L’obbligo della reintegra per chi viene ingiustamente licenziato è una garanzia essenziale per ogni singolo lavoratore; esso è al contempo il fondamento per l’esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori e per la conquista di livelli salariali e condizioni di lavoro dignitosi.

Se l’articolo 18 fosse manomesso, sarebbero minate alla radice le agibilità e le libertà sindacali perché i lavoratori sarebbero tutti molto più ricattabili.
Noi chiediamo, al contrario, l’estensione dell’articolo 18 a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.
Per tutte queste ragioni, promuoviamo, in occasione dell’apertura del dibattito parlamentare sulla controriforma del mercato del lavoro, una prima giornata di mobilitazione con presidio in Piazza Ferretto, martedì 29 maggio 2012 dalle ore 17,30.

Tutti i lavoratori, i cittadini, di delegati e dirigenti sindacali, i giovani e i pensionati che hanno a cuore la difesa dei diritti dei lavoratori, sono invitati ad aderire.


Alle radici dell’antipolitica…

Riceviamo e volentieri diffondiamo!


Buongiorno Assessore Regionale, R.Sernagiotto, (PDL )
siamo dei cittadini, mamme, papà, nonni, molto indignati, perchè abbiamo appreso dal Quotidiano La Nuova VE.del giorno 23 maggio u.s. dove Lei afferma e consiglia per problemi economici, di iscrivere i nostri figli alle scuole Paritarie ( Private ) gestite da Cattolici, e non alla scuola Pubblica perchè costa troppo.

Ma evidentemente Lei vive in un’altra realtà!

Siamo in Italia, in un paese ancora Laico, dove ognuno può scegliere liberamente di iscrivere i loro figli dove vuole..

In Italia tutti noi sappiamo, che siamo in un momento di grande recessione, anche per colpa del suo Partito che Lei rappresenta.

Proprio Lei, stipendiato con i soldi di tutti i cittadini, seduto comodamente in una poltroncina morbida, stipendio certo,e, STATALE, fa queste proposte?

Le scuole Paritarie costano meno allo Stato perchè:

1° gli edifici sono Eclesiastici, esentati da pagare l’IMU
2° le Suore lavorano in ” nero ” o svolgono volontariato
3° agli Insegnanti o Docenti, non viene applicato il contratto Nazionale del lavoro

inoltre noi cittadini con le nostre tasse contribuiamo a dare cospicui Milioni di Euro alle scuole Paritarie.

Se sono Private si dovrebbero gestire con le loro risorse, senza chiedere ulteriormente contributi erogati dai cittadini.

Assessore Sernagiotto cominci a vedere i problemi reali delle famiglie che devono già sopportare spese anche per la scuola Pubblica,come:
il trasporto per andare a scuola,
l’entrata anticipata per i genitori ancora fortunati che un lavoro ce l’hanno,
materiale didattico e altro.

La informiamo che tante di noi famiglie abbiamo un mutuo da pagare a scadenza fissa, e altre famiglie hanno perso il lavoro e, in alcuni casi entrambi i genitori, costringendo i nonni a fare da armotizzatori, bollete aumentate, e l’elenco sarebbe ancora lungo.

La informiamo Assessore Regionale, che nell’ultimo sondaggio Nazionale 2012, indica che la qualità dell’insegnamento nella scuola Paritaria, confrontandola con quella Statale è molto inferiore.

Ma è scellerato fare queste affermazioni  pubbliche, cosa pensa che noi cittadini possiamo spendere 3.500 euro all’anno per iscrivere i nostri figli alle scuole Private? ( Paritarie).

Se c’è l’anti politica è perchè ci sono politici come Lei che non fanno sana politica per i cittadini.

Delocalizziamo anche la SCUOLA PUBBLICA, non ci provate!

Siamo certi che la nostra SCUOLA PUBBLICA, con il suo prestigioso insegnamento sia già allineata agli standard
degli altri paesi Europei.

Siamo pronti a mobilitarci e, saremmo in tanti e molto attenti, perchè non passino leggi scellerate come Lei propone.

Cordialmente La salutiamo,
per i cittadini e studenti,
 Gianna Masieri.


Tecnicismi? No: libertà!

Sino ad ora non ero entrato nel merito di questa cosa, sia perchè un po’ aleatoria (purtroppo) nella possibilità di ottenere qualche risultato, sia perchè non lo consideravo argomento di interesse diffuso: ma qualcosa ora sta cambiando!

L’Autorità Garante dei dati personali e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono scadute. Fino ad ora queste (come le altre) Autorità con compiti di controllo, sono state nominate partenndo da candidature di partito: ciascuna forza politica designava un nome che poi veniva semplicemente formalizzato. I componenti erano 8 ridotti a 4 con un recente decreto del Governo.

Questa volta però c’è stata una grossa novità: prevalentemente dalla rete sono emerse delle candidature spontanee di personaggi ritenuti unanimemente competenti e soprattutto veramente attenti alle problematiche di cui questi organismi sono investiti. Purtroppo i tempi stretti non lasciavano molte speranze di riuscita. Il fatto nuovo è che a seguito di un appello sottoscritto da un nutrito gruppo di associazioni e rafforzato da un dibattito pubblico, la Commissione parlamentare incaricata delle nomine ha deciso di sospendere la procedura e vagliare il curriculum dei candidati (anche di quelli provenienti dalla società civile!) per decidere. Si tratta di un fatto inusitato, che però potrebbe trasformarsi in un semplice contentino per poi procedere alla selezione dei candidati indicati dai partiti, come di consueto.

l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (agcom) in particolare è e sarà investita di diverse scelte fondamentali, da cui dipenderà la libertà di comunicazione ed opinione e la distribuzione delle frequenze televisive. C’è forte dibattito sulla questione del copyright e del rischio di equiparazione tra blog e testate giornalistiche: dibattito che potrebbe sfociare in poteri straordinari di censura (e addirittura chiusura di siti) per la stessa Agcom.
Sulla questione delle frequenze televisive poi i partiti – ed il PDL in particolare – si battono come leoni per il controllo di un bene di tutti il cui accentramento in poche mani ha creato danni enormi al sistema delle comunicazioni del nostro paese e – attraverso le televisioni – anche alla politica e non solo.

Capirete dunque che su questo fronte si gioca una vera e propria partita dalla quale dipende il futuro della comunicazione e dell’informazione in Italia, e con queste anche il futuro della nostra democrazia.

Diviene dunque fondamentale, ottenuta la sospensione delle nomine, che i cittadini possano far pesare le proprie idee e preferenze perchè il tutto non divenga una sorta di melina dalla quale si uscirà con i soliti incarichi decisi in base alla fedeltà al capobastone e non alla preparazione ed all’autorevolezza.

Per parte nostra, pur apprezzando tutte le candidature dal basso, facciamo decisamente il tifo per Sergio Bellucci: persona estremamente preparata, seria, impegnata sui temi della rete e della libertà d’espressione e – il che non guasta! – un compagno.

Per sostenere la sua candidatura – già abbondantemente appoggiata da una miriade di associazioni e gruppi su Intenet – è in corso una raccolta di firme a cui si può aderire con pochi clic. Invitiamo dunque tutti a prendere visione delle posizioni di Bellucci (nel caso non le conosceste già) ed a sottoscrivere l’appello per la sua candidatura qui: http://www.firmiamo.it/bellucci-agcom


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