Archivi del mese: giugno 2012

Comunicato stampa: dopo l’incontro dei migranti con Questura e Prefettura

Oggi migranti e precari hanno manifestato in presidio sotto la Prefettura di Bologna. Sotto un sole cocente, decine di persone si sono radunate per dire NO alla legge Bossi-Fini e mandare al governo, alla Prefettura e alla Questura delle richieste precise. In primo luogo, è stata trasmessa al governo la richiesta di una moratoria urgente per i permessi di soggiorno nelle zone terremotate, sostenuta dalle centinaia di adesioni arrivate in queste settimane.

Inoltre, abbiamo presentato un dossier nel quale sono illustrate le interpretazioni restrittive dell legge Bossi-Fini applicate a Bologna, alle quali opponiamo una diversa interpretazione, che tenga conto di possibili soluzioni immediate per migliaia di lavoratori e di famiglie, scaricabile a questo link: 30 giugno male pratiche.

Dopo aver ottenuto un incontro, una delegazione ha incontrato i vertici di Prefettura e Questura, dal quale è emerso che:

  • per responsabilità di Prefettura e Questura la legge Bossi-Fini, già pessima, è stata se possibile peggiorata, e tutti i punti sollevati sono concretamente migliorabili attraverso un’interpretazione meno restrittiva delle norme in vigore;
  • la durata del permesso per ricerca lavoro è stata di soli 6 mesi non in base a quanto stabilito dalla legge, che indica solo una durata minima, ma in base ad una prassi adottata dalle Questure;
  • l’atteggiamento delle istituzioni è particolarmente punitivo nei confronti dei lavoratori, richiedendo prova del pagamento dei contributi INPS e mettendo così a rischio il permesso di soggiorno. Un atteggiamento particolarmente grave, nel contesto della crisi economica, che scarica sui lavoratori le inadempienze dei datori di lavoro;
  • l’atteggiamento delle istituzioni risulta particolarmente punitivo per quanto riguarda il rilascio delle carte CE ai famigliari di persone che ne sono già in possesso, mettendo così in difficoltà famiglie che vivono e lavorano da anni nel nostro paese;
  • i tempi di rinnovo dei permessi che, dopo il presidio dello scorso anno, erano migliorati rientrando all’interno dei termini di legge, si stanno nuovamente allungando, arrivando anche ad attese di diversi mesi, producendo un grande disagio nella ricerca del lavoro in un momento di crisi, dato che la ricevuta della richiesta di rinnovo spesso non viene considerata dai datori di lavoro e dalle agenzie interinali;
  • nel caso della sanatoria truffa del 2009, a causa delle incongruenze della legge e delle procedure, si sono prodotti “buchi” a danno dei lavoratori, che hanno versato 500 euro senza ottenere nulla in cambio.

Sui punti sollevati pretendiamo risposte. Per questo, dietro nostra richiesta torneremo ad incontrare i responsabili di Prefettura e Questura, che si sono impegnati a fissare un prossimo appuntamento, con anche la presenza di un responsabile dello sportello unico e dell’ufficio stranieri, nei prossimi giorni.

Coordinamento Migranti Bologna e provincia, sportello medico-legale Al-Sirat, scuola d’Italiano con migranti XM24, Laboratorio On the Move, Migranda, (s)connessioni precarie.

Annunci

Cosa abbiamo saputo del bilancio 2012 di Mogliano

Proseguiamo con la serie della Politica Partecipata (perdonate se mi sfugge un filo di sarcasmo!) in salsa leghista: dopo quello che abbiamo saputo sul PAT, oggi si passa al bilancio previsionale, approvato ieri sera da un consiglio comunale tuttaltro che affollato.

Impossibile riportare numeri, se non il pochissimo che abbiamo potuto arraffare al volo da una presentazione di slide pressoché illeggibile e commentata con crescente fastidio (non si sa se più suo o del pubblico) dal vice sindaco Boarina che elencava numeri come un rosario e non tralasciava nemmeno le note a piè pagina; ma s’è ben guardato da renderla pubblica sul sito del comune: al cittadino non far sapere… Ovvero: occhio non vede, cuore non duole.

Possiamo dire che le entrate previste sono leggermente aumentate rispetto all’anno scorso: calano i trasferimenti ma ampiamente compensati dalla nuova IMU e dalle aliquote dell’addizionale Irpef.

Quanto all’IMU si è deciso – giusto per favorire un mercato immobiliare alla canna del gas, con quasi 1.500 abitazioni non utilizzate, e con un numero crescente di famiglie in seria difficoltà! – di non applicare nessuna aliquota di favore per chi affitti l’abitazione a prezzi calmierati.
L’emendamento proposto in tal senso dal consigliere Bortoluzzi ha ricevuto parere contrario da tutti gli organi di controllo perchè “mancante della copertura finanziaria“. Interessante considerare che, visto il numero di case affittate, sarebbe stato sufficiente aumentare l’aliquota dello 0,01 per mille su quelle inutilizzate per coprire la differenza… Ma, come hanno scritto sul PAT, i nostri amministratori fidano sulle giovani coppie e gli studenti universitari attratti da un ambiente vivibile, dalle grandi vie di comunicazione e dai bassi costi delle abitazioni!

In compenso nella graduatoria tra chi sale e chi scende nei budget, abbiamo avuto a malapena il tempo di appuntarci tre soli dati, che riportiamo perchè ci paiono significativi:

  • Polizia Locale: + 12,31%
  • Territorio e ambiente: – 9,5%
  • Istruzione: – 20,67%

Altra cosa certa (ma il numero non c’è stato il tempo di segnarlo) la riduzione delle spese di personale. Naturalmente questo non significa meno posti di lavoro in una fase di grave recessione… Ringraziamenti al solito Direttore Generale per l’importante contributo.

Di linee programmatiche e strategia di sicuro non hanno parlato: le loro sono precise scelte politiche (sic!), ma quali scelte siano non è dato sapere a noi comuni cittadini. La linea politica è rimasta assolutamente invariata: “non è colpa nostra: abbiamo ereditato…“, “il patto di stabilità ci impone…“, “i moglianesi pagano un sacco di tasse e tornano solo le briciole!“. La consueta ed ormai stanca tiritera di alti lai a cui ci ha abituato questa amministrazione, che non ha una visione (o se ce l’ha la tiene ben nascosta!) e galleggia nel quotidiano pretendendo di addossare ad altri responsabilità che non sa prendersi.

Pare nessuno si ricordi il fatto che il sindaco Azzolini è, a Mogliano, certamente il politico di più lungo corso, potendo vantare circa 15 anni di presenze in varie amministrazioni oltre al secondo mandato come sindaco. Ma ovviamente lo stato delle finanze del comune non ha nulla a che vedere con lui – che non c’era e se c’era dormiva? – ma è sempre colpa di generici e (non tanto) misteriosi altri.

Sul patto di stabilità e le ricadute negative che ha per la capacità di spesa delle amministrazioni locali, c’è (o meglio ci sarebbe: in un contesto serio che ieri sera è mancato!) poco da scherzare. Che questo non imponga, praticamente a parità di entrate, un taglio di un quinto degli stanziamenti per l’istruzione – lasciando invariati quelli per le scuole materne private! – è un altro paio di maniche.

Su quanto pagano i moglianesi e quanto poco ricevano, sindaco e vicesindaco verdebardati fanno a gara nel dimenticarsi ciò che spillano da altri canali:

  • distruggendo il territorio con faraoniche tangenziali pagate dalla provincia
  • premeditando ulteriori sfregi con terragli ovest finanziati dalla regione
  • sventolando fantomatiche cittadelle della salute erogate dall’ASL (regione) in sedi che dovrebbe pagare il comune ma per le quali non c’è un euro a bilancio!
  • fondando tutto la strategia (?!) del prossimo decennio sul fatto che Mogliano sarebbe punto nodale di 3 grandi vie di comunicazione nessuna delle quali (mai che lo tengano presente!) costa un euro al comune di Mogliano

Insomma: secondo loro le tasse pagate dai cittadini dovrebbero rimanere in gran parte qui; ma non qui nel territorio tradotte in servizi: bensì qui nelle loro disponibilità per permettere di fare cosa?! Quali politiche di sviluppo o di solidarietà?

Ad esempio – ma di questo non se n’è parlato! – avrete tutti notato che i fiorellini delle aiuole del centro, quelli famosi piantati da Boarina in autunno e che avrebbero dovuto durare pressochè in eterno (a sentire lui), sono stati estirpati e sostituiti da nuove e fresche pianticelle multicolori, con buona pace dei tagli a tutto il resto e della scarsità d’acqua che si può prevedere per i prossimi mesi: attendiamo di vedere quanto dureranno questa volta.

Abbiamo intravisto (purtroppo a tal velocità e con scritte così piccole da risultare illeggibili) ipotesi di stanziamenti consistenti per la cultura. Non ci fidiamo a darlo per certo perchè i dati risultavano veramente illeggibili e, non avendo nulla in mano, non vorremmo incorrere in qualche svarione. Ma l’impressione è che la cifra fosse elevata.
Che sia la volta buona che chi fa cultura a Mogliano possa disporre di spazi e contributi decenti oppure…?
Tremiamo all’idea di quante cene a base di radicchio possano essere imbandite da associazioni compiacenti in giro per l’Europa. Oppure di quante sagre con radici dialettali si possano realizzare, con palii dei quartieri, ricchi premi e cotillons (verdi ovviamente!) con la cifra intravista.
Tremiamo soprattutto nel dubbio che ci sia chi fatica a distinguere tra “cultura” e “coltura”, o che in questo capitolo possa magari rientrare l’Accademia del Rugby con i relativi costi di ospitalità…

Insomma: la situazione è grave, ma non è seria.

POST SCRIPTUM: alla fine abbiamo sentito un forte odore di uova marce, nessuno è riuscito a determinare con certezza se la causa fosse l’incendio domato alla Nuova ESA di Marcon oppure dipendesse da cause interne


«Vabbe’, ma non c’è bisogno di offendere…»

Per questo lo staff di Fútbologia ha deciso di lanciare il crowdfunding. In cento giorni a partire da oggi.


Pensiamoci bene!

Appello urgente al Parlamento

Il Parlamento sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che:

  1. aumenta la spesa pubblica;
  2. aumenta la spesa per gli armamenti;
  3. impegna non meno di 230 miliardi per i prossimi 12 anni a sostegno di un enorme apparato militare;
  4. autorizza il Ministero della Difesa a vendere armi italiane nel mondo;
  5. taglia il personale e vende le caserme per comperare nuove armi;
  6. stabilisce che in caso di calamità naturali gli interventi di soccorso dell’esercito dovranno essere pagati da chi li richiede;
  7. trasforma le FFAA in uno strumento da guerre ad alta intensità.

Mentre s’impongono agli italiani tanti sacrifici, mentre si taglia la spesa pubblica e la spesa sociale, noi sottoscritti chiediamo al Parlamento di non approvare questa legge delega e di avviare una seria riforma dello strumento militare
rendendolo compatibile con le possibilità economiche del Paese e coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.

Tavola della pace, Libera, Acli, Cgil, Arci, Articolo 21, Cipsi, Focsiv, Pax Christi, Lettera 22, Unione degli Universitari, Unione degli Studenti, Rete della conoscenza, Link Coordinamento Universitario, Beati Costruttori di Pace, Emmaus Italia, Lega per i diritti e la Liberazione dei Popoli, Centro per la Pace Forlì-Cesena, Solidarietà internazionale, Associazione “Voglio Vivere”, Movimento Federalista Europeo, Movimento Europeo, Terra del Fuoco


Che facciamo oggi?!

“Idea!!! Diciamo a Bersani che il futuro è nel governo di coalizione tra moderati e progressisti, senza il PDL, così lui ci crede e scarica la sinistra! D’Alema non vede l’ora…”

“E poi?”

“E poi, quando s’è fatto le primarie da solo gli diciamo che o si prende Casini come premier perchè è l’unico che può trattare le larghe intese con la destra, per la salvezza nazionale; e Buttiglione presidente della repubblica in nome del primato della filosofia, oppure si arrangia!”

“Sai che risate: e tutti i lavoratori lì a chiedere l’articolo 18! Si dai, che ci divertiamo!”


Abbiamo anche noi i nostri “uccellini”

Ed uno ci ha detto che a breve, pare addirittura dal primo luglio prossimo, la ristorazione dell’Istituto “Costante Gris” passerà di mano: da Mo.Se. a (sembra) Serenissima Ristorazione.

Ci limitiamo a riportare le voci che ci giungono. Se fosse vero l’unica cosa che troviamo davvero stravagante, è che si tratti di quella azienda che da ormai un anno, sia qui che nelle battaglie per il costo del buono mensa a scuola, indichiamo come quella che subentrerà a Mo.Se.

Se così fosse potremmo avere un futuro: previsori di vincitori di gare d’appalto! Chissà in quanti sarebbero disposti a pagare fior di quattrini per sapere chi vincerà con un anno abbondante d’anticipo!

Siamo comunque certi che, in ogni caso – ammesso e non concesso che l’uccellino dica il vero – la procedura non possa che essere stata men che regolare: fa fede la cristallina reputazione del nuovo Commissario Straordinario!


Bisogna costruire Syriza anche in Italia

Malgrado la sintassi lasci a volte un po’ a desiderare (;-D), crediamo che i concetti siano pienamente condivisibili, per cui riportiamo questo intervento di Paolo Ferrero da Rifonda.

Il risultato delle elezioni greche segna una vera  novità nella situazione europea. Per la prima volta una forza di sinistra contro le politiche di austerità europee, dichiaratamente antiliberista e anticapitalista, raggiunge una percentuale del 27% e complessivamente le forze della sinistra antiliberista arrivano attorno al 40%. Lo fa in nome di una altra Europa, di una Europa democratica basta sui diritti sociali e civili, dove il rovesciamento delle attuali politiche europee non è finalizzato ad un nuovo nazionalismo ma ad una nuova Europa.
Il messaggio che ci viene dalla Grecia è quindi un messaggio di speranza perché ci parla della possibilità di rovesciare le folli politiche neoliberiste. Sarebbe infatti sbagliato pensare che la vicenda greca sia chiusa con queste elezioni. Oggi, in virtù di una legge elettorale maggioritaria Nuova Democrazia può formare il governo ma tra qualche mese, quando sarà chiaro che la situazione è destinata a peggiorare, la situazione sarà molto più bollente. In questa condizione, pensare che il governo che verrà formato in questi giorni sia destinato ad aprire una fase di stabilità per la Grecia è una pura illusione. Anche perché la Merkel ha già pensato bene di spiegare a tutti che non farà sconti al governo greco. Come abbiamo visto nel caso spagnolo, questi delinquenti che governano l’Europa, sono disponibili a mettere risorse (100 miliardi) per salvare le banche, ma non sono disponibili a permettere alla BCE di salvare gli stati, cioè i popoli. Le banche vengono salvate, le famiglie no.
La situazione greca è quindi tutt’altro che stabilizzata e nei prossimi mesi Syriza è nelle condizioni di costruire – da sinistra – una opposizione sociale, politica e culturale alle politiche europee, ponendo le condizioni per un deciso cambio di marcia. In altre parole la Grecia ci dice che è possibile anche in Europa avviare un percorso come quello imboccato negli ultimi decenni dall’America Latina, in cui le politiche neoliberiste sono state sconfitte e con esse buona parte delle forze politiche che le proponevano.
Il punto è di non lasciare isolata la sinistra greca. La Grecia da sola non può cambiare l’Europa, serve il contributo di tutti , a partire dal nostro.  Per questo è necessario costruire anche negli altri paesi europei una sinistra antiliberista che abbia due caratteristiche fondamentali:
In primo luogo di essere molto netta nelle posizioni contro le politiche di austerità europee. Non si tratta quindi di fare qualche emendamento – come propongono il PD e i partiti socialisti – ma di rovesciare radicalmente l’impostazione economica e sociale: occorre demolire la speculazione, ridistribuire reddito e costruire un intervento pubblico in economia finalizzato alla riconversione ambientale e sociale dell’economia. Si tratta di costruire una sinistra che individuando chiaramente l’avversario da battere nella finanza e nelle multinazionali, riesca a raccogliere i disoccupati, i pensionati, i lavoratori e le lavoratrici, gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori. Si tratta cioè di fare un sinistra che per la chiarezza degli obiettivi  difenda gli interessi della maggioranza della popolazione.
In secondo luogo si tratta di fare un sinistra che superi i confini delle attuali organizzazioni politiche. Per questo penso che il nostro compito sia quello di costruire una Syriza italiana, di dar vita ad un processo di aggregazione paritario tra tutti coloro che ritengono necessario costruire questo polo di sinistra, autonomo dal PD e dal centro sinistra.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: