Politica e antipolitica

Agosto si sa, in Italia è un mese di fiacca, dove tutto rimane come sospeso: politica, lavoro, informazione… Ma quest’anno, complice forse la crisi e quel 60% degli italiani che se ne resterà a casa, assistiamo – almeno per quanto riguarda la politica – ad un rimescolamento continuo delle cose con rilevanti novità che pure faticano a superare la barriera del disinteresse.
Non si tratta, a mio modesto modo di vedere, di qualcosa di organico, quanto piuttosto di una serie di segnali che però, se visti insieme, tracciano un quadro più ampio le cui tinte non saprei se definire fosche o solo incerte (ma tendo a propendere per la prima).

L’Italia si avvita sempre più nel montismo. I partiti non riescono ad accordarsi su una legge elettorale perchè non ne trovano nessuna che possa far vincere contemporaneamente sia la destra (ops: centrodestra!) che la sinistra (ops: centrosinistra!). Se ne avvantaggia il centro che fa presente che tanto le scelte che si stanno facendo ora non potranno essere discusse domani e dunque tanto vale non votare. O, se proprio si deve, che si taglino gli estremi: che ce ne facciamo di centrodestra e centrosinistra quando in entrambi c’è il centro?!

Anche Monti si avvita sempre più nel montismo. L’ultima uscita sull’autonomia dei governi rispetto alle scelte parlamentari ha avuto un’eco – per altro interessatamente polemica – solo in Germania. In Italia chi si accorge più che il Parlamento esiste? Del resto che la democrazia rappresentativa sia da noi ormai arrivata alla frutta non è certo una novità. Se il governo attuale è arrivato a far votare obtorto (o meno) collo la 33esima fiducia ci sarà bene un senso no?! Non che per i precedenti il parere del Parlamento fosse molto più vincolante; ma del resto ormai lo scranno è più che altro un premio per chi, prono, aiuta il capo: non si vorrà mica lasciargli anche voce in capitolo nelle decisioni?!

Il centrosinistra esiste (dai: non ve ne eravate accorti?!). Stralciata dalla “Foto di Vasto” la presenza di Di Pietro (avete presente quelle vecchie foto delle parate in piazza rossa dove il dirigente caduto in disgrazia veniva fatto sparire?), l’entrata a gamba tesa di Casini ha spinto Niky Vendola a rompere gli indugi: parteciperà alle primarie! Non si capisce bene se a quelle del PD, della Lista dei Sindaci oppure di coalizione. Anzi: per la verità io la coalizione fatico proprio ad individuarla. E non sono il solo visto che, dopo le sue dichiarazioni, c’è stata una levata di scudi tale nella stessa SEL da costringerlo a far marcia indietro su Youtube.
Non me ne vogliano i compagni di SEL se mi permetto di chiedere qualche chiarimento in proposito: ma la strategia fondata sulla partecipazione popolare, le fabbriche delle idee, l’unità della sinistra, i beni comuni, l’altro mondo che è possibile, ecc. ecc. in questo momento a me personalmente sfugge. Come mi sfugge il come sia possibile uscire dal montismo con un’alleanza preventiva con i due (dei tre) partiti che più convintamente sostengono il governo Monti.
Potrei capire se si cercasse un forte consenso elettorale a sinistra per poi cercare di farlo pesare nelle future scelte di governo (in questo caso con un’alleanza post elettorale), ma l’annunciata quanto preventiva partecipazione alle primarie – ammesso e non concesso che si tengano – mi pare che abbia valenza politica analoga all’elezione di Miss Padania; più o meno con le stesse probabilità in seguito di influire sulle scelte dell’esecutivo. Ma certo questi dubbi derivano dalla mia visione limitata delle dinamiche reali…

L’altro terzo della “Foto di Vasto si avvicina sempre più al gorgo grillino. L’impressione che fa a me è proprio quella del galleggiante che, gira e rigira, si approssima al centro del gorgo che lo trascinerà sott’acqua. A sentire le ultime direi che gli resta un’unica speranza di restarne fuori: il rifiuto di Grillo che non sembra ben disposto a spartire la sua dote di sano populista con i convertiti dell’ultima ora. Il Movimento 5 Stelle accetta solo populisti DOC.

Forse proverà a salvarlo Rifondazione Comunista? Leggendo i commenti sul blog del partito appare sempre più frequente l’insistenza a formare un’alleanza elettorale con l’IdV in nome dell’anti-montismo. Fa forse un po’ ridere quando lo stesso comento conclude ricordando l’obiettivo dell’unità della sinistra e – magari – maledicendo il Vendola traditore del proletariato.

Quel che è certo è che la sempre (e da tutti) auspicata unità della sinistra, se prima appariva un vago orizzonte di speranza lontana, mo s’è proprio defilata da qualsiasi visione, pure utopica.

Pare che le future dinamiche della sinistra si giocheranno tutte intorno allo scontro per l’egemonia tra due grandi blocchi strategici: l’asse FdS-IdV contrapposto all’asse PD-SEL-UDC… Non è escluso che il vincitore risulti colui che saprà recuperare ciò che resta della Lega Nord in chiave operaista.

E poi ci si chiede quando uscirà una seria analisi sociologica che spieghi i motivi dell’antipolitica!

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