Archivi del mese: settembre 2012

La crème de la crème

E così Luca Cordero di Montezemolo (e si noti la “di” minuscola, nobiliare!) sbarca a Mogliano. E da par suo non poteva non riunire la crème de la crème della società moglianese: chi avesse visto l’articolo sulla Tribuna di ieri non può non aver notato lo sfoggio della lista di personalità della politica, dell’imprenditoria, del volontariato e perfino della ricerca universitaria!

Purtroppo non ho potuto partecipare all’incontro indetto sul tema della Città Metropolitana, e me ne dispiace sinceramente per due motivi:

  1. mi interessa il discorso: la prima proposta formale di abbandonare Treviso per Venezia è partita proprio da questo blog
  2. in sovrappiù ci avrei sinceramente tenuto a vedere all’opera  il loro modus operandi: «Vogliamo sostenere il progetto anche dal basso» ha spiegato il presidente di Italia Futura Mogliano, Angelo Brunello «ispirandoci ai principi della democrazia partecipata e radicandoci nel territorio»

Non poteva mancare l’immarcescibile ex sindaco – ed ex consigliere regionale del PD, ex fondatore di Verso Nord con Galan… – Diego Bottacin: che annusa dove tira l’aria con un olfatto estremamente selettivo. Si aggiunge anche Roberto Zago con la sua lista civica (che lo segue in toto?): consigliere comunale ed ex candidato sindaco della coalizione Mogliano Volta Pagina – PD alle scorse elezioni.

Mica scherzano questi di Italia Futura: mai partecipato a nessuna elezione e possono già annoverare almeno un consigliere regionale ed uno comunale; così senza colpo ferire! Chi te la fa fare di presentarti alle elezioni quando puoi raccogliere i tuoi rappresentanti a destra e a manca?!

Per il momento più a manca, ma non è ancora detta l’ultima parola… Io, fossi al posto loro, un paio di altri candidati da sondare ce li avrei qui a Mogliano: per il momento ci andranno cauti, ma sarei pronto a scommettere almeno su un nome quando sarà l’ora giusta per piazzare le natiche.

Intanto abbiamo capito cos’è la democrazia partecipativa: io ti eleggo e poi tu vai a rappresentare chi vuoi quando vuoi. E’ contrapposta alla democrazia rappresentativa dove se io ti ho eletto tu dovresti rappresentare le mie posizioni.

E’ anche definita “libertà di coscienza degli eletti” e qui certo di eletti (e non solo nel senso di vincitori di elezioni) non ne mancano vista la sfilata di ex cariche proposta nell’articolo! Immagino – a margine – che non avranno difficoltà a finanziare le attività del circolo: beati loro!

Comunque sia chiaro: qui non si rappresenta, ci si radica nel territorio e si partecipa!

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Mogliano è da cambiare (ed anche il modo di intendere la politica)

Ho letto con interesse ed attenzione l’appello a firma di cittadini moglianesi, alcuni dei quali amici (una volta si sarebbe detto “compagni”, ma ormai il termine pare sia desueto), pubblicato nel numero di settembre de L’Eco di Mogliano (n. 8, settembre 2012, pag. 16 “Il Mondo è cambiato – la politica sembra non accorgersene!”).

L’appello è rivolto alle forze politiche del centrosinistra moglianese con l’invito ad una azione unitaria che, superando le divisioni e le incomprensioni del passato, porti a riprendere in mano il destino del nostro comune scalzando l’attuale amministrazione su cui esprime un giudizio tranciante:  “dilettanti, che sembrano intendere la politica ed il governo solo funzionali all’autoreferenzialità se non addirittura al proprio interesse politico personale”.

Per altro non si limita a critiche o generici auspici, bensì propone in alcuni passaggi delle prospettive piuttosto precise: “fate tutti un passo indietro!”, “proponete alla città un unico candidato sindaco che possa rappresentare tutti”, “smettiamola con la farsa delle primarie” (vengono definite prive di garanzia contro possibili “inquinamenti”). Infine chiude con il monito a recuperare la fiducia dei cittadini che si può realizzare solo in un modo: “Mettiamo da parte le cose che ci dividono, ragioniamo su quanto condividiamo, ricostruiamo un futuro su valori condivisi e proiettato alla speranza di una società migliore […] Diamo il senso che la politica torna finalmente ad essere impegno sociale per gli altri e non per sé stessi”.

Voglio innanzitutto sottoscrivere totalmente lo spirito che anima questo intervento. Io stesso (per la prima volta firmerò un intervento su questo blog assumendomi in prima persona le responsabilità di portavoce del Circolo) sono un “senza tessera”, tornato alla politica attiva che avevo lasciato decenni fa, con due obiettivi: lavorare per l’unità a sinistra e contribuire, per quanto consentito dalle mie modeste possibilità, a scalzare la Lega – e più in generale questa destra raffazzonata – dal (mal)governo di Mogliano, restituendolo ad una Politica rivolta ai cittadini, solidale, trasparente e condivisa.

Ciò premesso, ritengo sia bene non partire lancia in resta armati della certezza delle proprie ragioni (che in genere presuppongono i torti altrui!). Sia perché non esiste una via solitaria verso l’unità, che richiede – al contrario – disponibilità all’ascolto ed alla conciliazione delle differenze. Sia per evitare il rischio di contraddizioni non solo apparenti: come conciliare la scelta di un candidato da parte dei “dirigenti dei partiti” (questa è una delle richieste), con la necessità di coinvolgere i cittadini nelle decisioni? Rischiamo di ricadere nel difetto – tutto italiano – della periodica individuazione de “l’Uomo della Provvidenza”, il salvatore che ci guiderà,bontà sua, fuori dal guado.

Mogliano ha purtroppo una lunga – e spesso infausta – esperienza di giovani, cambi generazionali, ripulitori sociali che, sull’onda di un rinnovamento declinato tutto in termini anagrafici, l’hanno portata (ci hanno portato!) ad arenarsi in un progressivo degrado che è ormai sotto gli occhi di tutti.

Ora non so se – o quanto – questo appello debba anche intendersi come un “parlare a nuora perché suocera intenda”: tra i firmatari – almeno tra coloro che annovero tra gli amici – vi sono persone il cui impegno si è a lungo intrecciato con la storia del PCI-PDS-PD e che sono certo capaci di (pre?)vederne le possibili dinamiche, sia costruttive che distruttive, certo tutt’altro che ininfluenti su un possibile futuro governo di Mogliano!

Ma, attenendomi alla lettera di quanto scritto, accetto critiche, moniti e suggerimenti. Ed anzi vorrei sottoscriverlo, ma con una postilla: un invito rivolto a mia volta ai cittadini che – come i firmatari – hanno a cuore il futuro della nostra città. Scendete in campo. Non limitatevi a fidarvi (o diffidare) delle scelte dei dirigenti: non lavatevene le mani ritenendo che se faranno come dite voi andrà bene, altrimenti sarà colpa loro. Non lasciate i partiti ed i loro esponenti/dirigenti soli a decidere quello che ritenete sarebbe meglio per voi. Le divisioni politiche non sono (solo/sempre) frutto di incomprensioni o lotte di potere tra classi dirigenti: ma spesso anche di incomprensioni o differenze di intenti tra i cittadini che le eleggono o le supportano; di interessi divergenti, di modi diversi di intendere un futuro auspicabile.

Da almeno un paio d’anni assistiamo ad un progressivo convergere di obiettivi e contestazioni tra comitati, associazioni, portatori di interessi e cittadini senza bandiere. Di molti di questi obiettivi il centro-sinistra moglianese è stato alfiere, pur nella generale impossibilità di incidere poi sulle scelte finali che hanno sempre finito per penalizzare Mogliano ed i suoi cittadini. Ma – senza voler lanciare accuse, attribuire responsabilità o cercare giustificazioni – l’interesse comune  e la buona politica non sono concetti così oggettivi e comunemente intesi da consentirne un’unica definizione accettabile da tutti. In altre parole è velleitario chiedere di “fare la cosa giusta” perché tale concetto varia, a volte in maniera sostanziale, anche solo da individuo ad individuo.

Certo la politica non può prescindere dalla ricerca della cosa giusta da fare; ma questa sarà sempre una scelta tra le molte cose giuste possibili. La differenza tra una buona politica ed il vergognoso degrado che viviamo ormai da anni (e non mi riferisco solo al piano locale) non sta (solo) nella scelta della cosa giusta (contrapposta alle cose sbagliate), ma nella ricerca di una sintesi tra scelte in parte convergenti (ma solo in parte!) che consenta alla maggioranza dei cittadini che le appoggiano di riconoscersi in un comune obiettivo, posto ad un livello magari meno immediato, ma raggiungibile.

Per ottenere ciò è necessario – a mio modesto parere – che i portavoce, i dirigenti, i rappresentanti, siano continuamente incalzati, controllati e motivati in questa faticosa ricerca; ed in questo senso l’appello raggiunge l’obiettivo. Ma anche che il confronto e la proposta si dipanino in un contesto più ampio e partecipato possibile: consentendo di avere un dibattito trasparente ed una costante risposta di ritorno (feedback si direbbe in inglese) sull’efficacia e la condivisione – o meno – delle proposte che vengono prospettate.

Se c’è un punto che – a mio parere – deve stare in cima al programma del futuro governo, se si intende veramente dare una svolta alla nostra società, è la partecipazione dei cittadini: trasparenza, dialogo, discussione; e coinvolgimento di quanti ritengono di avere proposte o risposte ai problemi, oltre le simpatie o appartenenze (pur senza voler prescindere dalle differenze: vero sale del confronto).

Voi avete dimostrato di avere degli obiettivi e delle proposte per raggiungerli: adesso non abbandonatele lì, dove sparirebbero tra le pagine di un vecchio numero di un giornale. Fatene il vostro grimaldello se ritenete; accettate di metterle in gioco ed in discussione; difendete le vostre proposte ricercando con chi le condivide, ma anche con chi le ignora oppure le critica (come in parte ho fatto io), le ragioni e le soluzioni per raggiungere insieme gli obiettivi comuni.

Dunque il mio appello a coloro che spingono per scelte unitarie è questo: avete fatto un primo passo importantissimo incalzando i partiti a lavorare per un futuro migliore; adesso facciamo il passo successivo: allarghiamo quanto più possibile la partecipazione alla ricerca delle soluzioni condivise.

Francesco Valotto
Portavoce del Circolo dei Comunisti
Federazione della Sinistra


Ricredendomi

Devo correggere il tiro riguardo all’iniziativa che ieri sera ha visto dibattere sulla domanda “E’ servito all’Italia avere il più grande partito comunista d’Europa?”. Il dibattito s’è dimostrato abbastanza interessante e la risposta non scontata: non per tutti almeno.

Non s’è trattato come poteva apparire di un’iniziativa strettamente di partito, sebbene i reduci del partito socialista fossero la gran maggioranza tra il pubblico. C’è stato spaio per posizioni diverse, domande e risposte, ma anche per un po’ di storia degli ultimi decenni italiani, di attualità e persino per qualche curiosità.

Peccato che il pubblico fosse piuttosto ridotto e composto in buona parte dai “soliti noti” perchè penso sarebbe potuto tornare utile a molti – giovani in primis – seguire quanto è stato detto, esprimere i propri dubbi, confrontarsi con le diverse posizioni.

Proprio i giovani sono stati l’anello debole (credo): presentati come campione delle nuove generazioni, sono riusciti a tirar fuori poco più che luoghi comuni predigeriti dalla comunicazione dominante ed anche scarsamente meditati.

Comunque una serata nel complesso interessante: la correzione di tiro era dovuta rispetto a quanto espresso nel post di ieri.


Eppur si muove

Pare che ci sia una sorta di risveglio della politica a Mogliano, per il momento ancora nebuloso ed indistinto, ma certo preparatorio di qualcosa di più chiaro.

La cosa non può che far piacere a chi, come noi, la politica la vive costantemente anche in tempi non sospetti, anche se appaiono strani certi “sommovimenti” che pare difficile definire. Probabilmente si tratta di un limite nostro: non siamo sufficientemente informati per poter cogliere certi aspetti delle cose che chiariscono tutto facilmente, oppure vediamo “manovre” dove in realtà c’è solo dibattito culturale, evidentemente incapaci di togliere l’ “organico” di gramsciana memoria dall’accoppiata con il termine “intellettuale”.

Provo comunque a presentare per cenni tre convegni che saranno realizzati a Mogliano e che godono del patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

Il primo, questa sera al centro sociale, tenterà di rispondere all’annosa domanda “E’ servito all’Italia il più grande partito comunista d’Europa?” presentato con l’auspicio “Queste sono anche le speranze di gran parte del popolo italiano che guarda al ruolo determinante che stanno svolgendo le grandi formazione politiche europee: popolari, liberali, ambientalisti e soprattutto socialisti, che hanno davanti a sé l’occasione storica di riprendersi il ruolo di centralità e di svolgere un’azione di coagulo della sinistra italiana, ancora troppo divisa“.

Nel dibattito verrà presentato il libro dell’ex sindaco socialista Corrado Tegon che porta come titolo la domanda di cui sopra e sulla cui risposta – in particolare in merito al ruolo soprattutto dei socialisti – nutriamo scarsi dubbi. Coordina – e questo per noi è fonte di domande su cosa si stia muovendo! – Arthur Carponi Schittar. Persona che certamente stimiamo, ma che dopo essere stato candidato di una coalizione tra la sua civica e l’UDC, è diventato coordinatore (o segretario? Ci scusi l’eventuale imprecisione) di questo stesso partito.

Come dicevamo abbiamo massima stima per Arthur, ed abbiamo apprezzato diverse posizioni di Tegon: ma qualche dubbio ci rimane sul fatto che siano proprio le persone più obiettivamente disinteressate a valutare senza preconcetti il “ruolo egemone avuto dal PCI nella seconda metà degli anni Novanta” (citiamo sempre dalla presentazione). Quanto all'”occasione storica di riprendersi il ruolo di centralità“, gli italiani (con la stretta dovuta all’enorme debito pubblico) stanno ancora pagando le conseguenze della prima centralità dei socialisti: potrebbe bastare no?!

Altri eventi, altro fronte, stesso patrocinio dell’amministrazione comunale, questa volta in ottima compagnia: provincia di Treviso e regione Veneto!
Si tratta di due “convegni culturali” come dice la locandina, rispettivamente dal titolo “I giovani chiedono alla politica: quale sarà il nostro futuro?” e “Gli uomini di buona volontà e i cristiani impegnati in politica“. Sullo spirito che anima i due convegni culturali penso ci siano pochi dubbi.

Semmai il dubbio è cosa c’azzecchi la Lega che governa regione, provincia e comune, con Federitalia, l’IPF  e VEOSPSS che sono i tre promotori degli eventi a cui “presenzieranno le maggiori autorità civili e religiose” (sempre dal volantino).

Qualcuno poi si chiederà anche (giustamente!) chi siano costoro. Abbiamo fatto qualche piccola ricerca.

La sigla impronunciabile VEOSPSS sta per “Venerabilis Equestre Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri“. Non vi dice ancora nulla? Un ordine equestre legato al santo sepolcro… Comunemente vengono definiti Templari. Nella loro presentazione si legge che “Il nostro Ordine si basa sulla parola di Cristo, quella vera, priva di sovrastrutture dottrinali successive“.
Ora, io non sono un teologo, ne uno storico del cristianesimo, ma mi è subito venuto da chiedermi se tra le “sovrastrutture dottrinali successive” cia sia anche – vedi tu – la scelta di quali fossero i vangeli attendibili e quali no, effettuata su basi puramente politiche dal Concilio di Nicea più o meno (non sto a controllare) nel IV secolo dopo cristo. Anche non fosse (immagino non sia!) mi chiedo comunque come siano venuti a conoscenza di “quella vera” considerando che il nazareno non ha lasciato scritti e ciò che si sa delle sue parole deriva da una selezione effettuata molto successivamente di trascrizioni di informazioni riportate da coloro che si autodefinivano suoi apostoli. Ma tant’è: ciascuno è libero di credere in ciò che preferisce!
Ci resta comunque la curiosità di sapere quali siano le “sovrastrutture dottrinali successive” che tanto disturbano i templari.

L’IPF invece è l’Istituto Per la Famiglia, che nella sua presentazione ci dice essere “un’associazione di volontariato e di protezione civile, fondata in ossequio alla legge n. 266/91 e registrata al n.81/94 dell’Albo Regionale della Calabria“. Magari sapendolo (che è calabrese) Zaia, Muraro e compagnia verde ci avrebbero pensato su prima di dare il patrocinio?

Ma forse sono stati convinti dalla sonorità di Federitalia. Dal loro sito si evince trattarsi della “Federazione Italiana per l’assistenza, sport e tempo libero“, dunque il “Feder” non strizza l’occhio al federalismo caro alla Lega, ma è abbreviazione di Federazione.
Devo dire che personalmente questa associazione non m’è nota (colpa mia senzaltro!), ma in compenso scopro dal loro sito che è “Accreditata come unico Ente di Promozione Sportiva dal V.E.O.S.P.S.S.  nel Territorio Cistercense dell’Antico principato di Seborga“. To’ guarda: nuovamente i templari! Non è chiaro cosa centrino con l’antico principato che si trova tra le montagne dei dintorni di Bordighera (ai limiti della Liguria), ma evidentemente, malgrado risulti essere democratico, considerato che il principe viene eletto dal popolo, qualche stretto legame ci deve essere.

Mah.. Non ci facciamo certo influenzare da romanzetti più o meno fortunati: i templari sono associazione registrata e riconosciuta, nulla a che vedere con le trame esoteriche da film. Non è strano però che arrivino a Mogliano con tali e tanti patrocini, a parlare di politica e di cristiani in politica giusto ora: a qualche mese dalle elezioni nazionali ed un anno circa da quelle locali?

Una cosa è certa: malgrado nel volantino ci sia scritto che sono invitati “Movimenti e Partiti Politici di Mogliano Veneto“, a noi non è pervenuto alcun invito. Cercheremo di farcene una ragione; più che altro mi spiace per le massime autorità civili e religiose che dovranno fare a meno di noi.


Mogliano che vorrei

E’ nato un nuovo sito web: si chiama Mogliano che vorrei ed è promosso dal coordinamento delle forze del centrosinistra e della sinistra moglianese.

E’ frutto del lavoro di analisi ed elaborazione di proposte svolto per il nuovo PAT (Piano di Assetto del Territorio) che è in fase di elaborazione e – direi quasi soprattutto – come reazione alla totale assenza di confronto con la popolazione, le associazioni, i comitati, le rappresentanze e così via da parte di questa amministrazione comunale.

La nostra prima reazione è stata: com’è possibile che si intenda elaborare un piano strategico, della portata del PAT, che definirà il futuro di Mogliano almeno per i prossimi 10 anni, senza che sia avviato un confronto serio e capillare?! Purtroppo è possibile: la maggioranza Lega – Arlecchino ci ha abituato a questo modo di operare: decidono alle nostre spalle e sulla nostra pelle nelle loro buie stanze. A parole “assumendosene la responsabilità politica“: sempre rivendicata quando si tratta di gestire in proprio affari e scelte, rapidamente dimenticata quando non addirittura scaricata su altri, non appena le scelte fatte mostrano tutta la loro limitatezza (o dannosità come spesso accaduto!).

Bene: noi a questa logica non ci stiamo! Per prima cosa, con uno sforzo notevole, abbiamo organizzato tre incontri che hanno avuto il merito di far chiarezza sul PAT, sulle procedure messe in campo ed anche sulle scelte clandestine (nel senso che erano nascoste nelle pieghe burocratiche del discorso). Ma hanno anche aperto un dibattito ed evidenziato posizioni alternative e ragionate da parte di molti: associazioni di categoria o ambientalistiche, comitati di difesa del territorio, semplici cittadini.

Durante questi incontri abbiamo promosso l’idea di organizzare dei gruppi di discussione e confronto che possano approfondire argomenti specifici legati al PAT per poi intervenire nelle procedure: si tratta di un meccanismo che stiamo mettendo in moto in questo periodo. Nel frattempo però si è pensato anche di avviare uno spazio preliminare (mi si consenta la definizione impropria) dove la discussione possa comunque avviarsi, senza attendere i tempi lunghi (e faticosi!) necessari perche possano incontrarsi persone ed associazioni.

Questo è il senso di Mogliano che vorrei: uno spazio dove dibattere. Si tratta infatti di un sito che offre uno strumento di discussione – i forum – aperto a chiunque sia interessato a pubblicare la propria opinione ed a discuterla con gli altri. Non dunque (e ci preme sottolinearlo!) un blog o una raccolta di documenti o interventi dell’esperto di turno – anche se chiunque può inviare il suo contributo anche in questo senso – ma uno spazio di discussione, disponibile per l’esperto, l’associazione, il cittadino… Chiunque voglia dire la propria o fare domande o saperne di più dell’opinione altrui.

La lettura e consultazione sono libere ed aperte a tutti. Per poter intervenire nel dibattito (che ci auguriamo si creerà) è necessario registrarsi, ma la registrazione è aperta ed immediata – non deve sottostare ad autorizzazioni –  e consente subito di intervenire.

Il nostro augurio è che questo spazio venga utilizzato, veramente da tutti, per cercare di disegnare un futuro migliore per il nostro territorio in primis, ma anche (il PAT incide su moltissimi aspetti della vita cittadina!) per la vita del comune e dei sui cittadini. Vi aspettiamo


Noi ci siamo

Con (incolpevole) ritardo, veniamo a conoscenza della proposta dell’ex sindaco Ugo Bugin (il Gazzettino, domenica 2 settembre) di indire un referendum cittadino per decidere se Mogliano debba rimanere a far parte della costituenda provincia unificata di Treviso-Belluno oppure chiedere l’adesione alla futura Città Metropolitana di Venezia.

Accogliamo con estremo piacere la discesa in campo dell’ex sindaco Ugo Bugin – padre nobile, se così ci è permesso, della sinistra moglianese e tra l’altro candidato indipendente nella lista di Rifondazione Comunista alle scorse elezioni comunali.

Fin dall’annuncio che la soppressione delle province avrebbe coinvolto anche Treviso, proprio da parte nostra è partita l’idea dell’adesione di Mogliano alla nascente città metropolitana di Venezia. Subito dopo l’annuncio, per l’esattezza il 23 luglio, ben prima che il sindaco dott. Giovanni Azzolini la ventilasse per guadagnarsi qualche minuto di televisione oltre che (forse) per giocarsela in un eventuale futuro braccio di ferro all’interno della Lega Nord.

Questa è un’idea che reputiamo coerente con lo sviluppo demografico e sociale di Mogliano ma – come giustamente rileva Bugin –  che non può discutersi nelle buie stanze ma deve essere valutata dalla cittadinanza nel suo complesso e – auspichiamo – a fronte di una chiara e trasparente valutazione di tutti i pro ed i contro.

E’ dunque con entusiasmo e disponibilità che accogliamo la proposta della costituzione di un comitato di valutazione che possa divenire rapidamente promotore di un referendum cittadino. Mettiamo fin d’ora a disposizione le nostre esigue forze per promuovere l’eventuale referendum al quale garantiremo tutta la visibilità che siamo in grado di offrire e certamente anche spunti ed idee per il dibattito che dovrà informare i cittadini e permettere loro di scegliere a ragion veduta.


Per fortuna c’è il governo tecnico!

Televideo RAI – 10 settembre 2012 h. 10.26:

Istat: Pil -2,6%, crolla spesa famiglie

L’Istat ha rivisto al ribasso le stime preliminari sul Pil del II trimestre 2012, che ha registrato un calo dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% su base annua (le stime davano rispettivamente -0,7% e -2,5%).
Su base tendenziale è il dato peggiore dal IV trimestre 2009 (-3,5%).
Si riduce la spesa delle famiglie italiane: nel II trimestre dell’anno,per l’Istat, la spesa delle famiglie è diminuita del 3,5%, a causa del calo del 10,1% degli acquisti di beni durevoli e dell’1,1% per gli acquisti di servizi.

Ma tutto il gotha economico e il centro politico preme per un Monti bis che tenga alto il nostro prestigio in Europa…


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