Tutti uguali? Uguale sarà lei!

Riportiamo integralmente un articolo apparso sul sito del Comitato Regionale del Veneto di Rifondazione Comunista.

Nella polemica di questi giorni sui “costi della politica”, dove l’obiettivo non sembra essere quello di rendersi utili per evitare e far cessare abusi, malversazioni e sprechi, bensì di alzare un polverone per legittimare tagli alle strutture portanti della democrazia diretta, ci interroghiamo come mai altrettanta attenzione non sia stata dedicata alle iniziative con cui in epoca non sospetta abbiamo proposto misure concrete per rendere trasparente l’operato degli eletti nelle istituzioni e, naturalmente, negli esecutivi.

Il 27 aprile 2010, primo giorno della nuova legislatura del Consiglio Regionale Veneto, la Federazione della Sinistra/Rifondazione Comunista, firmatario il consigliere Pietrangelo Pettenò, depositava ufficialmente una Proposta di Legge  (presentammo un pacchetto di leggi, in particolare sul lavoro, sul reddito sociale, contro la delocalizzazione… ) avente per titolo: “Istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti”.La nostra idea era (e tutt’ora è) creare il presupposto indispensabile alla garanzia di trasparenza e buona amministrazione, dando assoluta garanzia di controllo delle assemblee elettive e, allo stesso tempo, rispondere alla crescente volontà da parte dei cittadini utenti di ricevere informazioni dettagliate sulle attività legislative, deliberative e di gestione delle amministrazioni pubbliche regionali. Con questa legge verrebbero pubblicati sui siti internet:

  • i dati e le informazioni sulla Giunta regionale e sul Consiglio regionale, relativamente a emolumenti, indennità, gettoni di presenza e rimborsi erogati a qualunque titolo dal Consiglio regionale;
  • la dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’assunzione dell’incarico, agli anni in cui il consigliere ricopre il mandato e a quello successivo alla cessazione del mandato;
  • le spese sostenute per eventuali collaborazioni; il bilancio delle spese del gruppo, comprensive in particolare delle spese dello staff, della spese per l’ufficio, delle spese per viaggi sia dell’eletto che dello staff, delle spese telefoniche e per la dotazione informatica.

Ovviamente, non essendo la nostra cultura politica fondata su presupposti inquisitori e forcaioli, abbiamo anche ritenuto che tra gli elementi di trasparenza di cui render conto ai cittadini elettori, si dovessero includere anche gli atti presentati con relativo iter fino alla loro conclusione, le presenze ai lavori dell’istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati.Insomma, un insieme di elementi di garanzia e trasparenza relativi ai Consiglieri regionali, ai gruppi consiliari, ma anche al Presidente del Consiglio e alla Giunta Regionale, comprensivo dell’obbligo di dichiarare non solo i finanziamenti ricevuti, ma anche eventuali doni, benefici o assimilabili.Ripetiamo, questa nostra proposta porta la data del 27 aprile 2010, ma – forse perché come numero progressivo di Proposta di legge le è stato attribuito l’infausto n. 17 – non abbiamo avuto troppa fortuna: di questo nostro lavoro, infatti, i media – di piccole come di grandi dimensioni – non hanno ritenuto di dover adeguatamente rendere conto all’opinione pubblica.

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