Combinato disposto

il combinato disposto è una modlità interpretativa dei testi normativi in base alla quale si ricava una norma attraverso la combinazione di due o più disposizioni normative.

Il Comune di Mogliano ha, nel suo Regolamento della refezione scolastica, all’art. 23 – Consumazione di pasti freddi, alternativi al servizio di ristorazione scolastica – l’indicazione che “non è di norma consentito consumare cibi diversi da quelli previsti nella tabella dietetica adottata” prevedendo espressa deroga per questioni mediche, religiose o filosofiche. Aggiunge poi che “Qualora la deroga avvenga per altri motivi, si fa presente che il consumo di pasti freddi, confezionati a domicilio dell’alunno all’interno dei refettori scolastici, rappresenta un comportamento insostenibile dal punto di vista della correttezza nutrizionale, in particolar modo se questo avviene con una certa frequenza (parere S.I.A.N. Azienda U.L.S.S. N. 9, prot. n. 108889/16.11.2005)“. Dunque è possibile derogare benchè sia espresso il parere che ciò non debba andare a discapito della correttezza nutrizionale.

A casa mia ciò dovrebbe significare che non posso vietarti di consumare cibi portati da casa e, visto che c’è di mezzo la correttezza nutrizionale (valore di per sé fondamentale in età evolutiva in particolare!) ti raccomando di attenerti quanto più possibile ad una dieta equilibrata e corretta.

All’art. 3 invece, tra le altre cose definisce le competenze dei vari soggetti ed in particolare:

Competenze della Mo.Se. S.p.A.:

  • produzione, preparazione, trasporto e consegna dei pasti
  • distribuzione pasti
  • allestimento dei locali refettorio
  • riordino e pulizia dei refettori
  • responsabile della sicurezza e dell’igienicità dei locali
  • riscossione delle contribuzione dell’utente

Competenze delle Istituzioni scolastiche:

  • orario e turnazioni per la somministrazioni pasti
  • assistenza agli alunni in refettorio
  • controllo della corretta somministrazione dei pasti (diete)
  • prenotazione ed ordinazione giornaliere dei pasti

Si noti che nessuna norma dice che Dirigenti Scolastici o tantomeno insegnanti debbano garantire che siano consumati solo ed esclusivamente pasti forniti da Mo.Se. ne afferma che la responsabilità per eventuali carenze igieniche o di altro genere debba ricadere su questi soggetti. Inoltre non si dice che Mo.Se. deve garantire gli spazi dove vengono consumati i suoi pasti, ma piuttosto i locali adibiti a refettorio.

Poi arrivano i tagli dei contributi comunali, che si sommano alla crisi economica e si combinano con la scellerata volontà di questa giunta di vendere Mo.Se. ad un soggetto privato (individuato nella cerchia ristretta degli amici, con l’obiettivo di rafforzarne il monopolio).

Mo.Se. è costretta a tagliare i costi e contemporaneamente perde una grossa fetta di mercato (si valuta un 30% circa di pasti in meno erogati). A questo punto decide, per ridurre i costi del personale, di pulire solo le zone dove vengono erogati i suoi pasti. Facendo ciò – in questo supportata dall’amministrazioen comunale! – determina serie carenze igieniche e rischi di contaminazione dei cibi. l’ASL di Treviso, interpellata (e imboccata?) dall’amministrazioe comunale, valuta inaccettabile questa condizione e, sebbene senza dirlo in maniera chiara (non potendolo fare!) scarica sui dirigenti scolastici l’eventuale responsabilità in caso di incidenti.

I Dirigenti Scolastici, spaventati dalle ventilate conseguenze, emettono circolari via via più restrittive sui cibi portati da casa, imponendo (per forza di cose!) al personale docente e non docente compiti di controllo, assistenza e pulizia decisamente impropri.

Gli insegnanti – che non hanno altre armi a disposizione – scaricano su genitori ed allievi dando indicazioni assurde, contraddittorie, al limite dell’illegalità e finendo addirittura per adottare sanzioni nei confronti degli allievi che – è opportuno ricordarlo! – sono bambini di età compresa tra i 3 ed i 13 anni circa.

Il combinato disposto di regolamenti, suggerimenti e prescrizioni che non hano la benchè minima valenza normativa (!!!) comporta la creazione di una scuola di classe, basata sul censo, che discrimina pesantemente i bambini le cui famiglie non possono più permettersi un servizio di refezione divenuto troppo costoso.

Di fronte alle contestazioni ed alle proposte dei genitori, l’Amministrazioen Comunale non trova di meglio da fare che acuire lo scontro con indicazioni progressivamente sempre più punitive, modalità di erogazione e prenotazione macchinose e demenziali, pressioni su Mo.Se. che pure è governata da incaricati di provenienza politica, velate minacce nei confronti dei dirigenti per lasciare a loro il lavoro sporco.

La situazione si può raddrizzare solo con il rispetto delle regole ed un po’ di buon senso: tutte cose sconosciute all’attuale amministrazione purtroppo!

  1. Si valuti esattamente quanto incide la pulizia dei locali sul costo del pasto Mo.Se. e si paghi separatamente la differenza di costo (certamente cifre ridicole, anche su base annua!) tra la pulizia dell’intero locale e quella della sola zona dove vengono mangiati i pasti Mo.Se. per ripristinare la corretta igiene degli ambienti
  2. Si produca una breve circolare da distribuire alle famiglie che indichi i principi per una dieta equilibrata e le poche norme di buon senso per la corretta conservazione dei cibi portati da casa
  3. Si consenta a tutte le famiglie che lo desiderano (senza i “di norma” ed i “sconsigliato“!) di portare cibo decente da casa, senza limitare la possibilità a panini o altri palliativi che comportano necessariamente diete sbilanciate
  4. Si supporti per altra via (magari con un modesto contributo comunale!) il costo del personale necessario a garantire l’aiuto nel consumo dei cibi anche ai bambini più piccoli ed anche se mangiano cose fornite dai loro genitori
  5. soprattutto si smetta di fare terrorismo informativo tirando in ballo questioni che nulla hano a che vedere: i bambini allergici corrono gli stessi rischi mangiando a fianco di chi porti un panino o di chi mangi un pasto Mo.Se.; Mo.Se. non risponde in caso di contaminazioni derivanti da pasti che non ha prodotto (le analisi dimostrerebbero la sua eventuale responsabilità), i dirigenti non possono essere chiamati a rispondere di cose su cui non possono avere controllo (i bambini portano comunque la merenda!) e gli insegnanti e gli ATA non hanno responsabilità o autorità in proposito

In questo modo si potrebbe mettere la parola fine ad una lunga ed ingiustificata guerra per bande che vede contrapposta l’amministrazione comunale al resto di Mogliano e che ha come vittima bambini e famiglie. Si ristabilirebbe un decente rapporto di lavoro per i dipendenti della Mo.Se. Si allenterebbe la tensione all’interno delle scuole. Si garantirebbe ai bambini un pasto decente ed alle famiglie – provate dalla crisi – un modo per risparmiare senza pesare sulle casse comunali o dover dipendere dalle associazioni di volontariato.

Questo nell’immediato. Con più calma sarebbe sufficiente un confronto franco, onesto e diretto (non mediato dagli interessi politici dell’attuale giunta!) tra rappresentanti di Mo.Se., dei lavoratori dell’azienda e dei genitori per ricercare modalità, accettabili da tutti, che possano portare a risparmi sui costi non punitivi e concordati. La crisi c’è: colpisce le casse del comune come quelle di Mo.Se ed i portafogli delle famiglie. Nessuno può negarla ma nessuno dovrebbe nascondercisi dietro. I pasti potrebbero costare meno senza incidere (eccessivamente) sulla qualità o sul lavoro. Il pasto da casa è un’alternativa praticabile (praticata fino a pochi anni fa e tuttora per la merenda!).

Il paventato divieto di consumo di pasti non ufficiali (sia l’amministrazione che la dirigenza scolastica continuano a minacciarlo) sarebbe una palese illegalità ed un modo per negare il diritto allo studio a chi in questo momento ha meno possibilità.

Costituzione della Repubblica Italiana – articolo 34
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

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