VERSO IL POLO DELLA SINISTRA ALTERNATIVA

“CAMBIARE SI PUÒ E SI DEVE”, APPELLO DAL VENETO

Questo, il testo dell’appello a cui vi chiediamo di aderire:

«CAMBIARE SI PUÒ: DAL MONDO DEL LAVORO VENETO UN APPELLO PER UN POLO DI SINISTRA CHE UNISCA FORZE POLITICHE, IMPEGNO SOCIALE, SINDACALE E LE SOGGETTIVITÀ DEMOCRATICHE CHE INTENDONO CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UN’ALTERNATIVA AL MONTISMO E ALLE FORZE CHE LO SOSTENGONO O SI APPRESTANO A SOSTENERLO».
Ci battiamo per la dignità del lavoro, per una società giusta e inclusiva, siamo cittadine/i, lavoratrici/ori, sindacaliste e sindacalisti, che ritengono necessario dar vita per le prossime elezioni a una lista unitaria della sinistra che metta al centro il lavoro, i diritti e l’occupazione. Siamo contro le politiche del governo Monti, sostenute da Pd, Pdl e Udc, che stanno aggravando ulteriormente la drammatica situazione prodotta dal governo Berlusconi e dalla crisi. Il mondo del lavoro si trova allo sbando e senza una vera rappresentanza parlamentare. È necessaria l’unità di tutte le forze della sinistra che si oppongono alla politica neoliberista di Monti, per dare un punto di riferimento a chi lotta, superando divisioni tanto incomprensibili quanto dannose.


Lo scorso 1 dicembre, al Teatro Vittoria a Roma, si è tenuta l’attesissima assemblea “Cambiare si può”, passo importante lungo la strada verso l’appuntamento politico principale: la costruzione di un polo di sinistra per le prossime elezioni, d’opposizione al governo Monti e alle forze che lo sostengono.

Dalla critica profonda al malcostume dei partiti, dalla domanda di partecipazione diretta di esperienze maturate in ambito sociale, nel mondo del lavoro, nelle esperienze ambientaliste e per i diritti di genere, matura la domanda di un nuovo inizio: non si tratta di rimettere semplicemente insieme i cocci di ciò che ancora a sinistra rimane, bensì un nuovo progetto ampio, plurale, capace di far sentire a casa propria le forze politiche, i movimenti, le realtà associative, ma soprattutto le tante donne e tanti uomini che non intendono accettare con passività le politiche antipopolari degli oligopoli europei, di cui Monti è cinico rappresentante.

Dal Veneto vogliamo contribuire, proponendo a tutte e tutti di aderire l’appello lanciato nei giorni scorsi delle lavoratrici e lavoratori del veneziano, per contribuire al percorso di “Cambiare si può”.

Il contenuto è esplicito e pone con fermezza la richiesta che quello partito con l’assemblea di Roma sia un processo inclusivo, di dignità parificate, senza primogeniture, ma anche senza immotivati paletti nei confronti di forze come Rifondazione Comunista, che da sempre è stata parte integrante e spesso motore di queste lotte, respingendo le pulsioni populiste che vorrebbero tutti i partiti uguali.

Parteciperemo al percorso avviato il 1° dicembre con l’assemblea convocata in nome dell’appello “Cambiare si può”, per contribuire alla costruzione di una proposta unitaria, che sia inclusiva, aperta alle forze politiche che in questi mesi si sono opposte concretamente al Governo Monti, a partire dalla mobilitazioni per i referendum su lavoro e pensioni, da tutte le realtà dell’impegno sindacale e sociale e dalle soggettività democratiche che su questo terreno intendono contribuire.

Sul sito del Comitato Regionale Veneto di Rifondazione Comunista trovate la form per sottoscrivere l’appello e l’elenco dei firmatari

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