La quadratura della frittata

Supponiamo che ci sia un’Amministrazione Comunale che, tagliando i contributi tesi a calmierare i costi di un servizio pubblico – che ne so: ad esempio la refezione scolastica – pare essersi creata attorno il peggior casino che potesse immaginare, ma non intenda tentare di risolverlo perché non è interessata ad offrire un servizio adeguato a prezzi ragionevoli, bensì intende privatizzarlo.

Ora supponiamo che ci sia un’azienda che, appalto dopo appalto, si sta garantendo il controllo dello stesso servizio – supponiamo sempre la refezione – in una determinata area geografica. Per amor di discussione supponiamo anche che l’area geografica insista sul comune di cui al punto precedente, che anzi risulterebbe centrale.

L’azienda ha una necessità impellente legata alla logistica: tutti gli appalti relativi a questo servizio pongono tra le condizioni che il trasporto del prodotto finito (diciamo pasti) avvenga entro un raggio di chilometri piuttosto limitato. Dispone di un centro in zona, ma questo è dimensionato per i servizi che sta già offrendo e dunque non permette di espandersi, inoltre risulta decentrato rispetto all’area di espansione. Attrezzarsi con un nuovo centro logistico (per rimanere nell’esempio diciamo un Centro Cottura), oltre a richiedere aree adeguate, permessi, progetti, ecc. e dunque molto tempo, comporterebbe anche un investimento non indifferente: diciamo attorno ai 2 milioni di euro.

Anche l’Amministrazione ha una necessità immediata: il gioco al massacro portato avanti negli ultimi due anni nei confronti della società pubblica che gestiva il servizio, si sta trasformando in un boomerang. I cittadini sono assolutamente scontenti del servizio, pagano troppi soldi per ottenerlo. Ma soprattutto qualcuno si è accorto che la colpa non è tanto dell’azienda pubblica, quanto delle politiche a cui l’amministrazione la costringe, impedendole il confronto con i fruitori dei servizi, la partecipazione a gare d’appalto nei dintorni per ampliare il mercato, la gestione più oculata dei costi e perfino mantenendo bloccato un credito rilevante di cui ha il controllo grazie ad un commissariamento.

La misura assolutamente indispensabile a questa ipotetica amministrazione è la riduzione del costo del servizio di una percentuale attorno al 25% senza oneri per l’amministrazione stessa. Ma si tratta di risparmi troppo rilevanti per poterli ottenere senza un miracolo.

Questa società pubblica dispone di un Centro Cottura interamente pagato dai cittadini e dai consumatori, il cui valore viene peritato a 1.522.000,00 euro. Potrebbe essere ceduto insieme alla società pubblica all’azienda privata che ne ha bisogno: l’azienda avrebbe un risparmio e le casse comunali un’entrata rilevante, ma mancherebbe il miracolo di cui l’amministrazione intende assumersi il merito.

Ecco dunque il miracolo. Adducendo motivazioni fumose, tra le quali spiccano per ironia i debiti che il commissario non paga, il valore della perizia del solo Centro Cottura, sommato al valore della società pubblica e rivalutato in considerazione del fatto che questa società detiene un contratto di fornitura valido fino al 31/12/2021 (ben altri 9 anni di appalto certo: una manna!), dà un risultato negativo: in pratica si dice che chi compra si porta a casa tutto per metà del valore del solo Centro Cottura.

Ma è un regalo, una truffa!” direte voi. No: è una vendita rateale nascosta, effettuata in condizioni di estremo favore per l’acquirente perché permette a chi gestisce la vendita (solo gestisce: il venditore sono i cittadini di quel comune che l’hanno pagato non l’amministrazione!) di guadagnarci molto in immagine! Infatti il costo del servizio, miracolosamente, cala di una percentuale pari a circa il 25% medio, con un risparmio annuo di 200 mila euri circa. Come dire che l’altra metà del Centro Cottura verrà ripagata in 4 anni. Anzi meno, diciamo 2: perché c’è l’altro fastidio del credito nei confronti dell’ente commissariato. Il credito rimane a futura memoria (ed a futuro pagamento, ma da parte di altri!), ma intanto il commissario ha messo a tacere uno scomodo esattore ed ha un nuovo fornitore certamente più disponibile ad una certa elasticità.

Fino a che questa amministrazione rimane: sia chiaro, appunto circa 2 anni! Poi, ci si è garantita una spada di Damocle sulla testa di quelle future che fino al 2021 rimarranno legate mani e piedi ad un fornitore di cui non avranno modo di liberarsi e che potrà strangolarle in qualsiasi momento semplicemente smettendo di pagare le “rate nascoste” del suo debito, per le quali non ha nessun obbligo giuridico.

Questo si chiama costruire la ciambella attorno ad un buco.

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One response to “La quadratura della frittata

  • Déjà vu | ComunistiMogliano

    […] Ora per carità, lungi da noi voler fare di tutta l’erba un fascio! Ma certo questa cosa dell’amministrazione leghista, della ristorazione scolastica, dell’appalto con un  vincitore predefinito, dell’omonimia dell’azienda vincitrice, dei vantaggi evidentemente garantiti… […]

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