Archivi del mese: gennaio 2013

Appuntamento

Giovedì prossimo 31/1 alle 17.30 presso la sala Auditorium del Candiani a Mestre assieme al Segretario Nazionale di PRC Paolo Ferrero e ai candidati Simone Bardelle (lavoratore Petrolchimico Fiom Cgil) e Nicoletta Zago (lavoratrice Vinyls)

Intervengono:

  • Nadia Breda antropologa
  • Daniele Zandonella assessore comune Comelico Superiore
  • Silvano Lazzarin ambientalista

Coordina Fabrizio Bergamo lavoratore Ditec Fiom Cgil

per discutere di Lavoro Democrazia e Giustizia in vista delle prossime elezioni.

Locandina

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Perché avrebbero dovuto imparare?!

Televideo RAI 25/01/2013 ore 9.09

Gran “parte dell’industria finanziaria rimane ancora senza controlli“.  Parola del direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Lagarde, intervistata dalla tv France 2.

C’e’ bisogno di andare avanti sulla regolamentazione bancaria” ha detto il direttore del Fondo, a Davos per il World Economic Forum.

Lagarde ha detto che “le banche non hanno imparato la lezione della crisi” e ha chiesto ai governi di intervenire per evitare le strette creditizie.

Tanto le conseguenze le paghiamo noi!!!


Sei stato tu? Giornata della Memoria a Mogliano

Locandina


Serve sapere altro?

8.619 miliardi è la ricchezza netta delle famiglie. Il 45 per cento è nelle mani del 10 per cento di quelle più ricche.

Serve sapere altro? Forse a quanto ammonta il 45%: a 3.878,55 miliardi circa e quanto potrebbe incassare lo stato se non si scartasse a priori l’idea di una patrimoniale che vada ad incidere anche solo su quel 10% di più ricche!


Anche se è metà vita

Dolce è la vita dei complici
Adulano, adorano, difendono
Il loro tiranno giorno dopo giorno
Accettano ogni ingiusto privilegio
E chiedono di più. Camminano
Imitando la sua andatura
Gli prestano il pugnale
E ripuliscono con cura
Il sangue dal pavimento
Con giacca blu o con l’armatura
Attraversano il tempo.

Dolce è la vita dei complici
Che quando gira il vento
Cantano con nuovi strumenti
La novità del cambiamento
No, noi non c’eravamo
Se c’eravamo, fu puro caso
Chiudiamo questa brutta pagina
Il passato è un libro chiuso
Fu solo una brutta commedia
Scritta da un autore confuso.

Dolce è la vita dei complici
Che dopo una tinta e una doccia
Il nuovo padrone circondano
Di gomma hanno il culo e la faccia
A ogni suo scherzo ridono
Rapidamente mimetici
Perché ricordare? I morti
Non usano protestare
In paradiso si perdona
All’inferno hanno altro da fare
Giù le armi, abbracciamoci
Nuove carte, nuova partita
Dolce è la vita dei complici
Anche se è metà vita.

Stefano Benni – “Di tutte le ricchezze”
Feltrinelli, Milano, settembre 2012


Scusa eh: ma fammi capire…

Da Televideo RAI, venerdì 18 gennaio 2013, ore 16:16:

La situazione a Milano nei processi al presidente Berlusconi è ormai insostenibile e fuori da ogni logica” Lo dice Ghedini, difensore dell’ex premier, dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano sul processo per i diritti tv.  Secondo Ghedini, la decisione che i processi debbano continuare incide “pesantemente sulla possibilità di svolgere efficacemente e liberamente la campagna elettorale“. Sono, conclude, “decisioni di inusitata gravità“.

Dunque quando c’è la campagna elettorale bisogna sospender(gli) io processi, dopo idem perchè è troppo impegnato in quanto eletto… Ma per fare questi processi dobbiamo aspettare che gli pigli un coccolone?!

E poi, con tutti questi (legittimi) impedimenti: quando l’ha trovato il tempo per delinquere?!


In ricordo di Aaron Swartz

Con terribile ritardo approfittiamo di un bel post di Sergio Bellucci per ricordare Aaron Swartz.

Difficile la lotta per la libertà. Soprattutto nei territori nuovi, quelli ove si costruiscono le servitù o le schiavitù del futuro e non esistono ancora gli anticorpi sociali sufficienti per grandi battaglie politiche e civili. La morte di Aaron Swartz è una cartina di tornasole di questa difficoltà.

Forse, solo tra qualche decennio si comprenderà il senso di alcune battaglie di alcuni avanzati e inascoltati leader di oggi. Aaron è stato uno di loro. La grande trasformazione digitale, infatti, sta stravolgendo l’orizzonte umano. Pochi, però, ne hanno compreso i limiti e i pregi, le contraddizioni e le opportunità. Su questo confine si giocheranno molti dei diritti, delle evoluzioni sociali, delle condizioni di vita e di lavoro dei prossimi secoli. Troppo spesso, invece, la politica derubrica tale trasformazione in un ruolo secondario. Quello che accade “alla” rete sembra essere recintato, nell’immaginario della politica, alla rete stessa. La rete, al contrario, sta ridisegnando le forme della vita e delle relazioni, del lavoro e della stessa struttura cognitiva della nostra specie. In altre parole, rappresenta la più grande trasformazione “politica” della storia umana, interessando, contemporaneamente, tutte le comunità umane del pianeta, tutte le classi sociali, la stessa relazione tra la conoscenza e il fare umano, le relazioni tra i singoli individui, la realtà a disposizione per le nostre scelte e, in maniera fortissima come aveva potuto constatare Swartz, le nuove forme di dominio e di controllo.

Aaron, nel futuro, verrà ricordato come un grande politico. Certo, lontano dall’immaginario che esiste intorno a chi oggi si autodefinisce o viene definito politico. Aaron aveva posto, per il futuro umano nell’era digitale, uno dei temi centrali che hanno interessato la politica quando aveva la “P” maiuscola: il tema dellaproprietà. Di chi è la proprietà di una ricerca, di un sapere, di una modalità di fare, delle leggi della fisica, delle potenzialità tecniche. Il digitale, infatti, pone nuove e più avanzate questioni al concetto di proprietà privata.

Intorno a questo tema, il movimento alternativo nella rete ha avanzato proposte e pratiche di nuove forme di proprietà condivise, proposte che stanno stravolgendo le regole e i poteri non solo nei settori della produzione intellettuale, dei contenuti culturali e di intrattenimento, ma che sono arrivate al cuore della stessa produzione industriale. Ma non è questo il momento di affrontare questo tema. Bisogna solo segnalare che la stessa “sinistra” non è riuscita a “comprendere” la qualità delle novità politiche che il digitale propone. Ma se la Sinistra vuole mettere radici in questo secolo non può non porsi questo tema.

Ricordare Aaron, oggi, significa prendere un impegno preciso: tenere aperto un varco culturale e politico per impedire che le questioni delle nuove libertà siano derubricate a mera questione commerciale tra grandi gruppi o di sicurezza nazionale con attività di controspionaggio. Il nostro futuro dipende soprattutto da questo.


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