Dimissioni del papa: dopo le prime reazioni a caldo…

… che rispecchiavano più che altro lo spiazzamento e lo sconcerto di fronte ad una notizia per la quale non è possibile trovare precedenti se non risalendo a Celestino V° nel 1294, iniziano ad emergere le prime reazioni ragionate dei politici in lizza per le prossime elezioni del 24 e 25 febbraio. Ne diamo un breve resoconto sommario.

Berlusconi ore 8.30: “Non bastassero l’intromissione di San Remo ed il rischio di San Vittore, adesso ci si mette pure il papa…”

Bersani: “Le recenti politiche del PD hanno fatto scuola: dopo la rinuncia alla candidatura di D’Alema ed altri, anche nella chiesa cattolica s’è colta l’importanza di non prolungare eccessivamente i mandati. Ora suggeriamo un passo ulteriore: per il prossimo papa iniziate dalle primarie tra la gente”

Casini: “Di fronte allo sfascio della famiglia naturale composta da un uomo ed una donna di sesso diverso e di figli nati dall’astensione dall’uso degli anticoncezionali, la pur grande tempra dell’uomo Ratzinger non ha retto. Solo un voto al centro cristiano che da sempre propugna i valori della famiglia, può ricondurci ad una condizione tale da consentire una ripresa della romanità cattolica in un contesto di equilibrio che sfati definitivamente questo bipolarismo forzoso”

Berlusconi ore 9.00: “Un altro tedesco che si adopera per impedirmi di ottenere l’audience televisiva con la quale potrei certamente battere i comunisti!”

Monti: “Ritengo probabile che si vada verso un papa tecnico di transizione; potrebbe trattarsi di Gotti Tedeschi in grado di risollevare l’economia del vaticano e contemporaneamente garantire un certo grado di continuità con il papa tedesco”

Ferrero: “Vedete che non è vero che in Italia è difficile licenziare? Ritengo probabile che avesse già firmato una lettera di dimissioni in bianco”

Vendola: “La narrazione di Ratzinger – esattamente come quella di SEL – recuperando l’interezza estetica della tradizione più pura degli uomini e delle donne del nostro sud – e qui voglio riferirmi apertamente e senza infingimento alcuno all’abruzzesità di Celestino V – ha trovato nuove parole che esprimono adeguatamente lo sconforto di fronte alla caducità del presente inteso come gabbia della vera volontà piegata all’affabulata necessità univoca del mercato. Non possiamo poi non cogliere come augurale per il nostro lavoro sui diritti, il senso profondo del suo progetto di vita: sposo in Cristo come ogni clausura che si ricordi”

Berlusconi ore 12.30: “Ringrazio le gerarchie vaticane per l’offerta che informalmente m’è giunta per la prossima sostituzione; ma insisto, non ho ambizioni a posti di mera rappresentanza: noi vinceremo per riformare l’Italia, azzerare le tasse ed anche i comunisti”

Maroni: “Come avevamo pronosticato nemmeno un tedesco o austriaco, pur con tutta la preparazione e buona volontà, può riformare Roma! Siamo certi che l’unica scelta possibile sia quella di una chiesa federalista, con una macro-diocesi della Padania unita alla Carinzia”

Grillo: “Visto che già sono su Twitter perché non indire una bella consultazione popolare da cui Casaleggio poi potrà trarre le conclusioni sul prossimo papa preferito dai cittadini comuni?!”

Ingroia: “Ho inviato diversi SMS ma senza ottenere nessuna risposta. Inutile che insistano per una nostra desistenza al conclave: se vorranno una qualche forma di collaborazione dovranno trattare. La nostra posizione è che il prossimo sia un papa nero.. E poi basta!”

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