Archivi del mese: marzo 2013

Paralipomeni della presidentomachia

A perdere il posto sono stati solamente i consiglieri di amministrazione, che venivano nominati dai Sindaci. Ricordo che, in passato, i Sindaci nominavano nelle società partecipate una squadra di amministratori – circa 13 – fra Presidenti e Consiglieri; oggi io ne nomino zero, non è così in tanti altri comuni d’Italia. Anche questo è un esempio concreto di riduzione dei cosiddetti costi della politica

Queste le parole con cui il sindaco dott. Giovanni Azzolini commenta, in un post sulle news del comune, il placet ottenuto dalla CGIL nell’operazione di passaggio dell’Asilo Lilliput dalla gestione comunale a quella privata. Per la verità il commento della CGIL non pare esprimere l’entusiasmo che il titolo del post lascerebbe trasparire, ma fin qui è questione di valutazioni.

Quello che invece lascia basiti è l’entusiasmo del sindaco: non ci era parso che fino a poco tempo fa fosse colto da cotanta smania risparmiatrice, non quantomeno in merito agli incarichi nel sottobosco delle partecipate, dove non ci pare abbia esitato granché a nominare bocciati, amici e/o portaborse: un po’ come del resto all’Istituto Gris dove il ruolo di commissario gli permette di concedersi alcune libertà di manovra.

E’ forse il caso di ricordare che i costi della politica, di cui si assume il merito della riduzione, per il momento non sono poi così tagliati:  SPL non ha più un CdA solo perché sostituito da un liquidatore, con una perdita per le casse comunali calcolata in diversi milioni. Molius sta chiudendo i battenti nelle stesse condizioni se non peggiori; mentre la privatizzazione di Mo.Se. ha comportato una perdita secca di circa la metà del valore del centro cottura: intorno ai 7/800 mila euro!

Facciamo dunque pure i conti con la realtà odierna, ma almeno evitiamo di cercarla di far passare per il risultato della spinta moralizzatrice proveniente da tale pulpito: un po’ di pudore, che diamine! E non stiamo nemmeno lì a chiederci se, ove non fosse intervenuta la magistratura contabile, tutte queste smanie di risparmio le avremmo viste all’opera lo stesso, che del senno di poi…

Quanto ai lavoratori speriamo bene, contiamo sulla valutazione della CGIL; almeno per quelli dell’asilo Lilliput!
I dipendenti di Mo.Se. non se la stanno passando molto bene: tra tagli agli orari e cassa integrazione – “lavorare meno, lavorare tutti!” l’ha definita ludicamente il sindaco nell’ultimo consiglio comunale! – non stanno facendo certo i salti di gioia


3 leggi per la civiltà

Il sito ufficiale in nuova finestra

DIGNITÀ E DIRITTI UMANI
Campagna per tre leggi di civiltà: Tortura, Carcere, Droghe

Con una sentenza all’inizio dell’anno la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia per trattamenti disumani e degradanti, in relazione allo stato delle carceri. L’Italia ha un anno di tempo per ripristinare le condizioni dello stato di diritto e l’osservanza della Costituzione. Il Presidente Napolitano ha definito il sovraffollamento carcerario una questione di “prepotente urgenza” e di recente ha rivolto l’ennesimo invito perché siano approvate misure strutturali per porre fine alle disumane condizioni delle carceri.

Il sovraffollamento non è una calamità naturale né un mostro invincibile: basta cambiare le leggi criminogene alla radice del fenomeno, prima fra tutte la legge sulla droga. Solo l’anno scorso sono entrate in prigione per violazione della normativa antidroga 28.000 persone (fra consumatori e piccoli spacciatori), mentre sono oltre 15.000 i tossicodipendenti ristretti su un totale di 67.000: la metà dei detenuti ammassati e stipati nelle patrie galere hanno a che fare con la legge sulle droghe. E’ urgente la cancellazione delle norme più deleterie e “affolla-carcere” della legge sulle droghe, al fine di evitare l’arresto agli accusati di detenzione di sostanze stupefacenti per fatti di “lieve entità” e per far uscire i tossicodipendenti e destinarli a programmi alternativi (oggi preclusi da vincoli assurdi e dall’applicazione della legge Cirielli sulla recidiva).

Occorre dare applicazione alle proposte del Consiglio Superiore della Magistratura, in particolare eliminando le norme di tipo emergenziale, dagli automatismi sulla custodia cautelare alla legge Cirielli sulla recidiva, dal reato di clandestinità alle misure di sicurezza e prevedendo un meccanismo di messa alla prova, di misure alternative e di numero chiuso.

Su queste linee sono state elaborate tre proposte di legge di iniziativa popolare, sostenute da un vasto Cartello di organizzazioni e associazioni impegnate sul terreno della giustizia, del carcere e delle droghe: la prima propone l’inserimento nel Codice Penale del reato di tortura secondo la definizione data dalla Convenzione delle Nazioni Unite; la seconda interviene in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario. La terza si propone di modificare la legge sulle droghe nei punti più odiosi che provocano tanta carcerazione inutile. Sosteniamo le tre proposte di legge e invitiamo tutti e tutte a sottoscriverle.

Il 15 marzo si riunirà il nuovo Parlamento e inizia una legislatura certamente difficile. Ci auguriamo che nell’agenda del nuovo governo siano presenti punti precisi e qualificanti. Fra questi, i temi della giustizia, del carcere, della droga dovrebbero entrare nell’agenda delle priorità. Ci appelliamo con forza al Parlamento perché dedichi subito una sessione speciale all’esame di provvedimenti urgenti per il carcere.

Chiediamo infine la nomina di un ministro della Giustizia capace di rompere le logiche di potere e corporative che hanno fin qui impedito di operare le scelte necessarie e indifferibili. Pretendiamo una netta discontinuità nella responsabilità del Dipartimento delle Politiche Antidroga, che ha perseguito politiche dannose e fallimentari in nome dell’ideologia punitiva e proibizionista.

Le condizioni inumane delle nostre carceri mettono in gioco la credibilità democratica del nostro paese. Noi non intendiamo essere complici, neppure per omissione, dell’illegalità quotidiana. Invitiamo tutti e tutte a fare altrettanto.

Sostenete la campagna “Carcere, droghe e diritti umani” aderendo on line e firmando ai banchetti e alle iniziative le tre leggi di iniziativa popolare.

Associazioni Promotrici: A Buon diritto, Acat Italia, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere


Oppure…

Il ministro degli Esteri indiano, Khurshid informerà oggi il Parlamento della decisione dell’Italia di far ripartire i maro’ alla scadenza del permesso concesso dalla Corte Suprema. “E’ la dimostrazione che la diplomazia ha lavorato bene”, ha detto il ministro.

Oppure che l’Italia è piuttosto portata a fare figure da c**o?


Chi non impara dalla propria storia….

“I nostri avversari ci accusano e accusano me in particolare di essere intolleranti e litigiosi.
Dicono che rifiutiamo il dialogo con gli altri partiti.
Dicono che non siamo affatto democratici perché vogliamo sfasciare tutto.
Quindi sarebbe tipicamente democratico avere una trentina di partiti?
Devo ammettere una cosa – questi signori hanno perfettamente ragione.
Siamo intolleranti.
Ci siamo dati un obiettivo, spazzare questi partiti politici fuori dal parlamento.
I contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni… invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo delle ultime sei settimane… chi è il responsabile? Loro!
I partiti!
Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare.
Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati.. sono loro i responsabili!
Io vengo confuso… oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro.
Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba!
Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento.
Mi hanno proposto un´alleanza.
Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.
E´ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta.. noi non siamo un partito, rappresentiamo l´intero popolo, un popolo nuovo.”

(Adolf Hitler – Eberswalde – 27 Luglio 1932)

Per le dispute sulle accuse di strumentalizzazione effettuata con una traduzione complice si confronti la versione inglese nello STEVEN SPIELBERG FILM AND VIDEO ARCHIVE


(S)comunicati

Corre voce – e pur concedendo il beneficio del dubbio e con le dovute cautele del caso, non possiamo qui esimerci dal darne conto – che il sindaco dott. Giovanni Azzolini, agendo addirittura tramite avvocato, abbia intimato ad un gruppo di privati cittadini e consiglieri comunali di non diffondere un volantino che ne contesterebbe le recenti scelte in merito alla refezione scolastica nella scuola primaria e dell’infanzia.

Non conosciamo il contenuto di tale volantino e non siamo dunque in grado di valutare se possa o meno risultare diffamatorio nei confronti dell’Amministrazione Comunale. Certo è che se consideriamo con un po’ di buona memoria le comunicazioni del sindaco ai cittadini degli ultimi anni è dura pensare che ci possa essere un volantino che le superi in fatto di falsità e diffamazione.
Qualche esempio? La lettera dopo le dimissioni dell’assessore Gosetto, oppure la recentissima ai genitori in cui dichiarava che la privatizzazione di Mo.Se. comportava “la riduzione del costo del buono pasto senza alcuna modifica dei servizi erogati“.

Non sappiamo dunque se ci sia differenza tra il tasso di verità di questi comunicati e quello del volantino diffidato; in compenso sappiamo di una cosa che hanno in comune: sia il volantino che le comunicazioni del sindaco sono a carico dei cittadini di Mogliano. Di un gruppo ristretto (quelli che l’hanno promosso) il volantino; di tutti le lettere del sindaco. E ciò indipendentemente dalla loro utilità o correttezza informativa.


Finalmente chiarezza e velenose polpette

SPL sale agli onori della cronaca per la notizia di ieri della segnalazione di un presunto danno erariale (presunto fino a che la Corte dei Conti non lo accerterà) dell’ammontare di diversi milioni.

Il sindaco dott. Giovanni Azzolini parla di «Una polpetta avvelenata lasciata ai posteri, questo era SPL. Lo avevo sempre sospettato, pur essendo stato in passato amministratore avevo votato contro molte delibere riguardanti SPL» senza per altro mettere granché in crisi le amministrazioni che queste delibere deliberavano… Rivendica ora il merito di aver fatto chiarezza “fin dal 2010”.

Non è chiara la chiarezza che ha spinto il sindaco appena eletto (2009) a parlare di un “carrozzone da chiudere“, per poi riqualificarlo come “cassaforte” (sempre 2009) dove piazzare i suoi fidi (nel senso di persone di fiducia e non di fidi bancari!) ed i nostri fidi: questa volta proprio nel senso di affidamenti, visto che a SPL è stato venduto fior di patrimonio mobiliare (financo la storica pista di pattinaggio!) ed immobiliare del comune (2009 e 2010).

Però nella nota citata aggiunge «Siamo sempre stati contrari alla costruzione di questa società partecipata, infatti l’abbiamo messa in liquidazione», dove il “sempre” del sindaco va evidentemente preso con le doverose molle e dove si  dimentica di far notare come la liquidazione sia stata coatta: dovuta ad un debito superiore al capitale sociale.

Non è chiaro come mai l’allora sindaco dott. Giovanni Azzolini (si tratta solo di un omonimo?) non sapesse nulla di un debito che il suo successore – commissario straordinario dopo la caduta della giunta – iniziò a ripianare. E come mai l’attuale sindaco dott. Giovanni Azzolini (succeduto al commissario) non ne abbia saputo nulla fino a tutto il 2010 malgrado in CdA di SPL sedessero i suoi fidi di cui sopra.

Sarà che qui se ne parlava fin dal 2009, tornando poi sull’argomento più volte in seguito, ad esempio quando nel 2010 fu inaugurata la sede della Polizia Municipale: fatta comprare a SPL dall’attuale sindaco con la giustificazione che “così abbiamo risparmiato l’IVA”. Fino alla “scoperta del buco” fatta in termini e con modalità tali da spiazzare tutti: Mogliano soprattutto!

Adesso le polpette volano: restiamo in attesa di vedere dove e quando atterreranno


23 MARZO – BASTA RAZZISMO – CANCELLIAMO LA BOSSI-FINI

 QUESTO É IL MOMENTO!

BASTA RAZZISMO E SFRUTTAMENTO – CANCELLIAMO LA BOSSI-FINI!

SABATO 23 MARZO – ORE 15

Piazza XX Settembre, Bologna

Noi non ce ne andiamo! Siamo forti, facciamoci vedere e sentire: da tutte le città e tutti i luoghi di lavoro, il 23 marzo riempiamo Bologna!

Guarda lo spot di lancio: http://coordinamentomigranti.org/2013/03/18/23-marzo-bologna-ore-15-p-zza-xx-settembre-bastabossifini-spot-prime-adesioni-in-aggiornamento/

Vedi le adesioni e scarica l’appello: http://coordinamentomigranti.org/2013/03/02/appello-il-23-marzo-manifestazione-generale-dei-migranti-basta-razzismo-e-sfruttamento-ricominciamo-a-sognare/

Per info e adesioni: coo.migra.bo@gmail.com

Da più di dieci anni noi migranti siamo incatenati dalla legge Bossi-Fini: il nostro permesso di soggiorno dipende dal lavoro e dal reddito, e per mantenere i documenti in regola dobbiamo accettare qualsiasi condizione di lavoro e salario. Se perdiamo il lavoro corriamo il rischio di perdere il permesso, di essere rinchiusi nei CIE o espulsi. Già migliaia di migranti dopo aver costruito la propria vita qui hanno dovuto lasciare il paese perdendo anni di contributi versati. Già migliaia di migranti hanno dovuto separarsi dalle loro famiglie che sono tornate nei paesi di provenienza. I nostri salari sono mangiati dalle tasse e dai versamenti che siamo costretti a pagare alle Poste per rinnovare un permesso che spesso scade dopo pochi mesi. Per chi non ha il permesso di soggiorno è impossibile ottenerlo e ogni sanatoria è solo una nuova truffa. Il diritto d’asilo esiste solo sulla carta e non è garantita nessuna vera accoglienza.

Questo è razzismo istituzionale! Questo è sfruttamento!

Oggi, però, noi migranti abbiamo ricominciato a sognare. Abbiamo accumulato forza dentro e fuori i posti di lavoro, abbiamo lasciato alle spalle la paura e abbiamo preso parola insieme, donne e uomini. Ora è arrivato il momento di uscire dai luoghi di lavoro, dalle case e dalle comunità per invadere le strade tutti insieme! È arrivato il momento di usare la nostra forza per liberare dal razzismo istituzionale tutti i migranti, in tutte le categorie lavorative e in tutte le condizioni di vita. Sappiamo che non siamo soli, al nostro fianco ci sono i nostri figli che vogliono la cittadinanza per liberarsi dalle catene del permesso di soggiorno. Sappiamo che con noi ci sono operai e precari, donne e uomini: perché sanno che la Bossi-Fini con il suo razzismo è una legge che divide e indebolisce tutti i lavoratori, italiani e migranti.

Basta farci dividere dalle leggi! Nessuno risolverà i nostri problemi al posto nostro, soltanto con la nostra forza possiamo vincere, cancellare la legge Bossi-Fini e conquistare la libertà per tutti i migranti!

▪   Vogliamo che il permesso di soggiorno sia garantito a tutti slegato da lavoro e reddito!

▪   Diciamo basta al quotidiano razzismo istituzionale!

▪   Non vogliamo più sanatorie truffa!

▪   Non vogliamo più la farsa dei permessi umanitari e del finto diritto d’asilo!

▪   Vogliamo chiusi per sempre tutti i CIE!


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