Etca in economia e nuove povertà (convegno a Mogliano)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa

Lettera  aperta sul Convegno a Mogliano

Organizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con  il  Lyons di Mogliano

( visto da chi della povertà ne ha  solo sentito parlare )

Ci troviamo  costretti  a scrivere  questa lettera  aperta, dopo  essere andati – doverosamente-  ad  assistere ad un  dibattito che poteva risultare  interessante, e che non ha  dato nessuno spazio ad interventi post-conferenza. Altrimenti queste considerazioni le  avremmo fatte in  loco.

Il Convegno vedeva anche la presenza di Monsignor Longoni, della Coop, della Leva  Civile, per cui poteva  anche  essere  equilibrato ed interessante.

1. Vorrei  far  presente, anche a futura  memoria, che un cittadino ha il dovere di  alzarsi in  piedi durante un convegno solo se viene cantato ( o eseguito) l’inno nazionale o se  entra una personalità del calibro di un presidente del consiglio, un presidente  della Repubblica, un  alto prelato…. chiedere all’assemblea di alzarsi  in piedi mentre si legge lo statuto dei  Lyons, francamente l’abbiamo  trovato stravagante.

2. Credo che  nessuno possa  smentirci se  affermiamo che a Mogliano un profondo senso dell’etica caratterizza  numerose e diverse   associazioni di  volontariato.

Affermare che i  Lyons  abbiano più di tutti il  “senso dell’etica”  a  Mogliano, francamente può risultare offensivo per quanti hanno dato e stanno dando contributi rilevanti alla coesione sociale. Siamo  d’accordo sull’apporto che i  Lyons danno ad alcune iniziative benefiche, ma da  qui a definire questo convegno un “ dono  immenso per la città” ( parole del sindaco)…  il nostro  sindaco rischia di  rimanere senza aggettivi nel definire l’impegno capillare della caritas o della SOMS!

3. Passiamo ai relatori. Prof. Ferruccio Bresolin, Docente di Politiche Economiche Internazionali – Univ. Ca’ Foscari Venezia. Caro professore, vero  lei  i dati li ha presi dall’Istat ( abbiamo  controllato), ma con 1100 euro ci  campano tante  famiglie in 4 o più. Quindi se  dice che la  soglia di  povertà assoluta è dai 1100 euro  mensili per 2 persone, poi si rifletta su come tante  famiglie ce la  facciano, invece con redditi anche inferiori ai 550 euro mensili pro capite. E’ il caso della nostra famiglia ma anche di  molti pensionati e persino di molte giovani coppie  . Ovvio che non andiamo in  via  Montenapoleone a fare  shopping, ma i ragazzi riciclano, vendono agli  amici quello che non  usano più, andiamo in  vacanza dai parenti e non a  Sharm el Sheik, abbiamo  l’orto e controlliamo strettamente le bollette. In una parola abbiamo adottato stili di vita e modalità di consumo diversi da quelli “consigliati” e che in fondo sono parte di un problema etico.

Passando alle  affermazioni sulla decrescita felice e sul  lusso motore  dell’economia….

Finiamola con il  dipingere i sostenitori della decrescita come fricchettoni che si fanno la  marmellata e il  sapone in casa! Ci  son fior di  economisti (tra i quali oltre ai molti noti ci piace citare Fitoussi), studi sulle monete  locali, movimenti di riduzione del  debito, bilanci di giustizia, dePILiamoci . Un intero universo di esperienze con  teorie  economiche solide alle spalle sicuramente più etiche della economia cosiddetta “Mainstream”.

Se vuole un esempio basta guardare a Feltre dove, grazie a Valter Bonan,  sta crescendo un biodistretto che diventerà un  modello economico per le  motle comunità montane ( anche con il  Trentino ) e un  forum del turismo responsabile. Tutte “buone pratiche  “che  tengono  conto dei beni  comuni e sono intrinsecamente etiche .

Se poi ascoltiamo frasi del  tipo: Il  lusso è il  motore  dell’economia…..rispondiamo che La Riqualificazioe Energetica, la mobilità intelligente , la costruzione di filiere produttive sane , la Salute pubblica,  la Cultura, e soprattutto  l’istruzione debbono DIVENTARE  il  motore  dell’economia.

Quando una società è in grado di assicurare questi  beni in modo   diffuso  e alla portata di  tutti, creano una  società etica e welfare  diffuso. Crede  davvero che pochi beni  di  lusso in  mano a  pochi facciano  ripartire l’economia? O non saranno un’istruzione che RITORNI ad essere un trampolino  sociale, l’accesso a tutti dei  beni  culturali, di una libreria, di un  museo, di festival  letterari, musicali……?

4.  Concordiamo in  pieno con il prof Filippi: i suicidi e la disperazione non hanno solo  motivazioni  economiche, ma sociali di interruzione di  rete (famigliare e  amicale). Per  questo  siamo strenui  sostenitori di amministrazioni e di associazioni che agevolino la creazione di  reti di  solidarietà, familiari e di buon vicinato.

5.   Siamo rimasti perplessi dall’intervento di Monsignor Longoni. Un  intervento  molto “ filosofico” e poco “religioso”. Siamo   contenti sia stato  sottolineato che l’individualismo sia fondamentalmente un  male  e non  un bene ( e con  ciò vogliamo sottolineare che considerare il benessere individuale disgiunto da un contesto  sociale è tra i problemi alla base di  questa crisi )

Più problemi ci ha creato la frase secondo cui “… i  poveri non vanno amati in sé, ma automotivati.” Quanti ci conoscono sanno che  siamo tra i  primi che vogliono dare opportunità alle famiglie in difficoltà e non mero assistenzialismo. Ma contesti e  tempi sono  diversi per  ognuno. Ma  partiamo  tutti alla pari: la povertà ci livella e così devono essere anche le opportunità  in termini di accesso alle risorse comuni.  E’giusto e doveroso per tutti  rimboccarsi le  maniche  per  creare queste  opportunità, ma in un contesto che deve essere sostenuto, aperto e giusto. Una volta si chiamava  SOLIDARIETA’ SOCIALE ed era interclassista e apartitica ( vogliamo citare Don Camillo e  Peppone? ).

Speriamo quindi che il  forum indetto dall’assessore  Tronchin per il 25 maggio sia più rappresentativo delle varie forme di economia etica, sostenibile e solidale.

Disma e  Marina  Lamon

coordinatori provinciali ANFN

www.famiglienumerose.org

treviso@famiglienumerose.org

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