Irrituale e fuori luogo

Abbiamo assistito ieri alla cerimonia dell’alza bandiera in piazza Caduti in occasione della Festa della Liberazione e siamo rimasti stupiti di fronte all’iniziativa delle associazioni d’arma, concordata con l’Amministrazione Comunale, di manifestare per i due soldati italiani in attesa di processo in India.

Si fosse trattato di una manifestazione di solidarietà verso le due persone non avremmo avuto nulla da eccepire: non sappiamo se siano colpevoli o innocenti, ma in compenso sappiamo che nella questione rientrano diversi livelli di responsabilità: da chi ha deciso di richiedere all’esercito un servizio decisamente al limite (se non del tutto fuori) delle sue competenze, a chi ha mentito in prima battuta sulla dinamica degli eventi, a chi non ha saputo gestire in seguito il problema fino al penoso tira-molla in occasione dell’ultima licenza di cui i militari hanno goduto per poter votare in Italia.

Quello che abbiamo ritenuto assolutamente non opportuno, da parte poi di persone prive di qualsiasi qualifica per esprimersi nel merito, è stato il tono di superiorità e nazionalismo che s’è colto nel discorso.

In base a quali conoscenze o competenze si è potuto affermare che la nave si trovava certamente in acque internazionali e che l’India pretende di processare i due militari in spregio a tutti i trattati internazionali?

Pare che l’Unione Europea e la stessa ONU abbiano preferito mantenere sulla questione un basso profilo invitando piuttosto le parti a risolvere il contenzioso a livello diplomatico. Ma evidentemente i dubbi dell’ONU e dell’Unione Europea non sfiorano nemmeno i nostri amministratori locali e le associazioni d’arma che, dall’alto della loro esperienza in ambito di legislazione ed accordi internazionali, hanno deciso che l’India è incompetente e probabilmente che si muove così solo per farci uno sgarbo o per le sue piccole questioni interne (cosa che in Italia tra l’altro non accade mai!).

Forse sarebbe stato meglio meditare un po’ di più il discorso con cui l’iniziativa è stata presentata, mantenendolo sul piano della solidarietà con le persone coinvolte.

O forse, sarebbe stato meglio ancora, non inserirla affatto nell’ambito delle celebrazioni per il 25 aprile che nulla hanno a che vedere con la questione. Anche in considerazione del fatto che questi stessi promotori spesso hanno accusato chi il 25 aprile pretende di ricordare la lotta partigiana, di farne un evento politico.

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