Razza

Riporto la conslusione di un bell’articolo di Wu Ming per Iternazionale che suggerisco di leggere per intero.

l’immagine che vorrei consegnare a questo primo maggio contiene anche un’altra contraddizione evidente: quella di stranieri che non hanno un regolare contratto di lavoro in Italia, quindi vengono reclusi come clandestini, in strutture gestite da società che violano i contratti e non pagano i dipendenti. Come dire – con una sola immagine – che la regolarità lavorativa richiesta ai migranti  è il rovescio assurdo di quella “flessibilità” che invece viene imposta ai lavoratori autoctoni.

L’immagine di un paese dove il lavoro e la razza sono strettamente collegati. Perché le razze non esistono, ma l’organizzazione del lavoro finisce per riprodurle e per imporre gerarchie lungo la linea del colore.

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