Con parsimonia ed oculatezza

Avrete ricevuto anche voi immagino, l’auto incensante missiva del sindaco dott. Giovanni Azzolini che “con parsimonia ed oculatezza” utilizza cartoncino pregiato e buste intestate a sé stesso, per far distribuire a mano (immaginiamo dai dipendenti comunali) l’intempestivo primo atto della campagna elettorale 2014.

Si citano presunti meriti dell’amministrazione corrente come risparmi di milioni sul personale (senza licenziare nessuno… Ma evidentemente riducendo comunque posti di lavoro e/o orari e dunque stipendi) o azzeramenti delle nomine politiche. Non si dice che tali azzeramenti derivano da fallimenti o liquidazioni di società patrimonio dell’intero comune oppure dalla loro cessione a privati compiacenti. Ne si dice che l’azzeramento è avvenuto non prima di aver piazzato deretani amici su ogni poltrona disponibile, e che questi hanno largamente contribuito al fallimento delle stesse; e neppure che ci si è garantiti posti di commissario che assicurano di poter fare altrettanto altrove.

Come se il patto di stabilità riguardasse lui solo, si citano grandi numeri “bloccati in conto corrente” che potrebbero servire – vedi tu! – per fare tutte le cose mai fatte fino ad ora malgrado i bisogni; con la debita eccezione delle strade del centro che a suon di riasfaltature ed aiuole fiorite son l’unica manutenzione effettuata (questa si senza parsimonia alcuna!) in tutti questi anni.

Invita poi a sottoscrivere la sua lettera al governo che chiede di rimuovere il patto di stabilità: strabiliante! E chiude con un modesto “io sono solo un amministratore al vostro servizio e sotto vostro giudizio“. Pare abbia già scordato il decisionismo del vangelo secondo Gentilini e le meravigliose sorti e progressive dei moderni manager degli esordi.

A voler dar seguito alle sensazioni verrebbe da dire che superato rapidamente il trauma dell’inattesa dipartita (politica) di Gentilini che l’ha lasciato orfano di miti e protettori; vista la mal parata del carroccio, il ludico sindaco dott. Giovanni Azzolini stia iniziando a cercare di rifarsi un’immagine presentabile anche nel mondo civile, quello che non si accontenta dei malpancismi padani ma chiede competenza e serietà, fatti e non parole, modestia e senso delle istituzioni.

In altre parole potremmo sbagliarci, ma così a occhio questa missiva è il primo passo per l’ennesimo cambio di casacca al quale il prode si prepara in vista della scadenza elettorale dell’anno prossimo. Chi vivrà vedrà

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