Hanno dato ragione a noi!

Sana accoppiata di figure di m… ieri sera per la Lega in Consiglio Comunale.

In primis hanno tirato la corda ai limiti della rottura sull’OdG presentato dall’opposizione  – ed accettato da tutti gli altri gruppi con un paio di ritocchi – che chiede l’impegno dell’Amministrazione per la soluzione della questione del Centro Giovani. In pratica (semplifico) si chiedeva di risolvere il degrado della struttura e rimetterla a disposizione delle associazioni giovanili.

E’ pur vero che nelle premesse si riferiva della proposta della Lega di farne la nuova sede del Distretto Sanitario e che tra i destinatari si enunciavano i soli giovani e non più in generale le associazioni del volontariato, ma in seguito ad una riunione dei capigruppo la prima è stata rimossa e la seconda completata, con soddisfazione di tutti… Fuorché della Lega.

Infatti nella persona del suo capogruppo Zardetto questa lamentava il fatto che la premessa, dove parlava di degrado, si configurava come un’accusa esplicita alla maggioranza (una sorta di piove governo ladro sotto mentite spoglie?!).

Non paghi di aver tirato la corda fino all’ultimo, sempre per bocca di Zardetto si sono spinti a dichiarare che loro non avevano parlato del Centro Giovani come sede del Distretto Sociale, ma più genericamente del Parco delle piscine. In molti si sono domandati se intendessero ospitare uffici ed ambulatori in palafitte costruite sugli alberi più solidi, ma il dubbio è rimasto irrisolto non essendosi spinto, il capogruppo Zardetto, su ulteriori scivolosi chiarimenti.

Colpo di scena: riunione del capogruppo (si: leggete bene, al singolare! Nel senso che l’unico a seguire il sindaco che l’ha indetta è stato lo stesso Zardetto) e messo ai voti prima l’emendamento che apportava le due correzioni di cui sopra e poi l’OdG così corretto, il tutto passa all’unanimità. Con un certo disappunto di Tarzan (in incognito tra il pubblico) che già si vedeva a regolare il traffico su liana per raggiungere gli ambulatori.

Non vorrei sbagliarmi, ma viene il dubbio che ciò che ha convinto la Lega sia stato qualcosa del tipo “Tanto ci chiedono di fare tutto il possibile per… Ovvero non siamo tenuti a fare nulla!“.

Ma il vero coup de théâtre arriva poi, quando si discute della proposta padana di bacchettare il ministro Kyenge per aver solo accennato all’idea di istituire uno Ius Soli corretto che permettesse ai bambini nati in Italia da genitori immigrati di ottenere facilmente ed abbastanza presto la cittadinanza.

Premessa. Per evitare di cadere in svarioni prevedibili – sui quali il pubblico sarebbe stato inclemente visto che ci si ostina a chiedere l’esame di italiano per gli stranieri – la consigliera Michele Maschietto da lettura pedissequa dell’OdG  aggiungendo di suo solamente un “e questo è tutto” sotto lo sguardo preoccupato del capogruppo che evidentemente l’aveva invitata a non correre tali rischi.

Un coacervo (nel caso mi leggessero preciso che non si tratta della coabitazione di ungulati dalle corna ramificate) di luoghi comuni, dichiarazioni terroristiche, pisciate fuori dal vaso ed amenità di altro genere.

Si va dalla clandestina che raggiunge a nuoto la spiaggia per sfornarvi il pupo che sarà poi abbandonato in Italia dalla madre rimpatriata a forza (manco il libro Cuore!); alla necessità di verificare “la conoscenza della lingua italiana, della cultura e del territorio” per assegnare la cittadinanza.  Ma scusi: quale territorio?! Perché nell’improbabile caso che lei – sebbene padana – si trasferisse a Roma, pensa la interrogherebbero sulla mappa prima di darle la residenza?! Oppure le revocherebbero la cittadinanza se non conosce questo ed il folklore laziale?!

Quanto a minzioni e vasi i toni usati nell’OdG nei confronti del ministro erano al limite (o forse oltre) dell’offesa: roba che il Consiglio Comunale di Mogliano avrebbe dovuto dichiarare che le proposte del ministro erano dovute solo “alla ricerca di visibilità mediatica“! Oppure bollare le opinioni più volte espresse dal Presidente della Repubblica come “punti di vista di un privato cittadino“. Insomma cose da scontro istituzionale.

L’opposizione presenta un emendamento: un OdG totalmente opposto nel quale si plaude all’ipotesi di Ius Soli invitando tutte le istituzioni a fare seri passi avanti sull’integrazione degli immigrati attraverso il riconoscimento della cittadinanza e dei loro diritti.

Ma il coup de théâtre di cui parlavo prima arriva qui: interviene la consigliera Montemagno che, adducendo le norme del cosiddetto Decreto del Fare, pubblicato dopo la stesura di entrambi gli OdG, indica entrambi come superati nei fatti, visto che tale decreto ha ribadito le norme attuali sulla concessione della cittadinanza semplicemente semplificando ed accelerando le procedure.

Esulta Zardetto: hanno dato ragione a noi, non c’è più motivo di chiedere pronunce formali dal Consiglio! E dopo un po’ di svicolamenti e tira e molle (gli rodeva pronunciare la parola “ritiro“) acconsente a ritirare l’OdG.

Peccato che quello che è stato proditoriamente utilizzato per coprire la coda che pendeva tra le gambe (così si sono ritirati: orecchie basse e coda tra le gambe, anche se l’aria era di bullesca sufficienza) sia a tutti gli effetti solo una serie di semplificazioni normative senza alcun intento di cambiamento di leggi fondamentali. Malgrado ciò bollato da Ignazio La Russa così «vuole far passare uno ius soli mascherato sotto forma di semplificazioni»: si mettano d’accordo!

In altri termini il Decreto del Fare ha come unico obiettivo semplificare un po’ la vita dei cittadini e delle aziende snellendo la burocrazia: qualsiasi decisione in merito alla concessione della cittadinanza o alla eliminazione del vergognoso reato di clandestinità istituito dalla famigerata Bossi – Fini (entrambi personaggi non certo al culmine della popolarità ultimamente), spetterà al Parlamento nel prosieguo della legislatura. Dunque non da ragione alla Lega, ma si limita a limare alcune spigolosità della burocrazia che ammanta l’attuale legge in attesa di vedere se rimarrà o sarà cambiata.

E per giunta non mi pare che il ministro Kyenge abbia ancora fatto sua una proposta di legge: finora si è solo parlato liberamente della cosa.

Comunque diamo a Cesare quel che è di Cesare: un merito la Lega lo ha avuto ed è giusto riconoscerglielo! Tra il pubblico infatti erano presenti diversi cittadini stranieri: tra cui giovani e giovanissimi di cui mai avrei immaginato l’interesse per la partecipazione alla vita pubblica. Chissà che l’aver assistito ad una dimostrazione di civiltà serva loro a rafforzare questo interesse e renderlo più continuativo.

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