Sono senza parole!

Come da titolo: sono senza parole. Ma nel senso di essere talmente indignato da far fatica ad argomentare la cosa!

So che purtroppo è non solo possibile, ma addirittura normale, che in un paese, per quanto civile, vi siano soggetti talmente ignoranti, maleducati, bacati, imbecilli (e qui mi fermo perché potrei allineare una sequela di insulti da riempirci il blog) da ritenere possibile attaccare una donna di colore (e poco m’importa il suo ruolo: sia ministro della repubblica o casalinga la cosa non cambia!) paragonandola ad una scimmia. La nostra storia ed il nostro presente non sono certo esenti da tali idiote barbarie.

Persone così hanno governato l’Italia e controllato la sua cultura per tutto un ventennio, usando questi paragoni per giustificare colonialismo becero, crimini di guerra, massacri di inermi, leggi razziali e così via. Ce ne siamo liberati quasi 60’anni fa con una guerra civile che pensavamo avesse reso impossibile a questa marmaglia riemergere dalla pattumiera della storia in cui era stata cacciata.

Che persone di tal fatta possano oggi – nel 2013! – assumere ruoli di rilevanza tale da far si che le loro parole possano raggiungere il grande pubblico attraverso i mezzi di informazione, questo mi risulta incomprensibile. E’ un’onta per l’intera nazione; una vergogna per le istituzioni che hanno permesso loro di raggiungere tali livelli; un atto d’accusa nei confronti di tutti coloro che – votandoli come rappresentanti o eleggendoli a tali cariche – hanno consentito che il loro pensiero abbia una rilevanza maggiore del pattume che esprime.

L’Italia non è esente da razzisti ipocriti ed imbecilli: ma la maggior parte di loro è costretta a sfogarsi in famiglia o con amici di pari livello intellettuale. Al massimo ottiene la visibilità che ruba con la vernice su un muro. Se qualche straniero ci chiedesse conto della loro esistenza probabilmente ce ne vergogneremmo al punto da negarla, consentendo al massimo alla presenza di qualche mela marcia. La prima risposta più ovvia per tutti noi sarebbe qualcosa del tipo “No: gli italiani non sono razzisti, anche se c’è qualche ignorante che…”.

Se qualcuno di loro facesse di fronte a noi una battuta di questo genere la reazione normale sarebbe di sdegno e riprovazione, ed altrettanta riprovazione raccoglierebbero eventuali tentativi di sminuirne il peso.

Non ritengo sia ammissibile che affermazioni di questo genere possano nascondersi dietro la giustificazione di uno scivolone lessicale e tanto meno che possano rimanere impunite grazie a scudi normativi che consentono ad un parlamentare di non rispondere delle sue affermazioni.

POST SCRIPTUM: per chi volesse partecipare aggiungo il link ad una petizione lanciata da Stefano Corradino e Beppe Giulietti:  In seguito alle dichiarazioni razziste riferite al Ministro Kyenge, chiedi al Presidente Grasso di far dimettere Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato.

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