Archivi del mese: settembre 2013

Conoscere le nuove destre per fermarle – Treviso venerdì 4 ottobre

Dai raduni skinhead a quello di Casa Pound, dalle campagne antislamiche ai messaggi omofobi. Assemblea sul neofascismo per un rinnovato antifascismo

SAVERIO FERRARI Direttore osservatorio democratico sulle nuove destre, autore di diversi libri sul neofascismo e lo stragismo nero

UMBERTO LORENZONI nome di battaglia da partigiano Eros, presidente provinciale trevigiano dell’Anpi

SEDE RIFONDAZIONE COMUNISTA via Pisa 13 Treviso, Venerdi 4 ottobre ore 20.45NO NAZI IN MY TOWN

Azzolini contro Zaia: che sia per l’area Vega di Bonisiolo?

Sfogliando l’albo pretorio scopriamo che la giunta comunale muove alcune osservazioni alla variante del PTRC ed in particolare al fatto di definire “oggetto di pianificazione strategica regionale” il raggio di 2 km attorno ai caselli che (testuale) potrebbe mettere in forse “in primis la localizzazione di attività legate alla logistica

Ora la prima cosa che ci viene in mente pensando a 2 km attorno ai caselli ed alla logistica è il centro il logistico Vega a Bonisiolo, per la cui localizzazione sono stati mossi mari e monti promettendo ai cittadini enormi benefici sfumati poi uno ad uno. Evidentemente però qualche beneficio per qualcuno rimane se si arriva a contestare i piani regionali pur di poter proseguire sulla strada intrapresa!

Sul sito del comune le osservazioni: http://www.comune.mogliano-veneto.tv.it/albo/doc/130153391.PDF


Aggiornamenti per la TAV in val di Susa

Biani - Vignetta de il Manifesto (nuova finestra)


Sveglia(mo)gliano

Abbiamo sentito parole sensate, ragionevoli e condivisibili in questi giorni provenire da tutti i fronti di una possibile coalizione di centro-sinistra (mannaccia ai trattini!) in merito alla necessità di unità e di un progetto di ampio respiro che scuota la nostra città dallo stato precomatoso in cui è stata ridotta e ne curi – ahimé nei limiti del possibile: i miracoli non sono alla portata di nessuno! – le piaghe da decubito azzolinian-leghista.

Sono parole che infondono un certo livello di fiducia: checché si sia detto fino ad ora, una coalizione è possibile. Esistono energie nuove e positive, c’è l’interesse (e/o l’obbligo) all’ascolto, la disponibilità all’incontro ed alla mediazione, la volontà di superare divisioni ed aprire orizzonti. Insomma prospettive positive che suggeriscono orizzonti luminosi di cambiamento.

Bene

Tutte le forze attualmente in campo hanno aperto alla possibilità di tenere delle primarie di coalizione, ovvero laddove emergessero candidature alternative pur all’interno – com’è ovvio! – di un comune quadro di riferimento, queste andranno sottoposte al vaglio di iscritti, simpatizzanti e, più in generale dei cittadini per orientare le scelte comuni. Considerato che la sensazione comune a tanti era che queste fossero lo scoglio principale, la generale disponibilità pare anch’essa un segnale positivo.

Bene

La cerchia di coloro che si riconoscono nell’alveo della alternativa al (non)governo della destra azzolin-lego-pidiellina che negli ultimi 5 anni ha sedimentato deretani ovunque possibile, tendenzialmente per occuparsi della terribile piaga della prostituzione a Mogliano (allargando ultimamente i propri orizzonti al piano nazionale), si è allargata arrivando a comprendere (giusto questa mattina) un centro ragionevole e, a detta di molti, ampie fette di società civile.

Bene

Tutti – ma proprio tutti! – intendiamo mettere in primo piano i problemi della città e le proposte per la loro soluzione, o quantomeno attenuazione visti i chiari di luna! Tutti – ma proprio tutti! – riteniamo vi siano potenzialità che, se adeguatamente valorizzate, potrebbero permettere a Mogliano di esprimere altre doti oltre a quella di comodo dormitorio per chi lavora nel resto del Veneto o di tristo trespolo su cui ciondoloare per coloro che il dannato lavoro non l’hanno più (o non l’hanno ancora).

Bene

Tutti si concorda poi nell’individuazione dei principali problemi; nel fatto che l’attuale amministrazione abbia offerto il miglior contributo possibile per farli aggravare e/o incancrenire, nella necessità di affrontare le questioni su un piano totalmente diverso.

Bene

Allora adesso ci attendiamo che da subito si inizi a parlare di soluzioni. Delle mie e delle tue, ma per individuare le nostre, di quelle possibili – magari fantasiose o sperimentali in mancanza di disponibilità! – di risposte da dare e del come darle. Di ipotesi da formulare e da sottoporre al vaglio dei cittadini. Di modo che essi possano scegliere se concentrarsi sulla riapertura delle case chiuse ed una guerra di manifesti pacchiani quanto inutili (o meglio: utili alla campagna elettorale di Azzolini e pagati da tutti!) contro il patto di stabilità. Oppure sui servizi al cittadino, l’investimento su Educazione e Cultura (le maiuscole non sono casuali), le nuove e vecchie povertà, la marginalizzazione degli anziani, gli spazi per i giovani, il trasformare i cittadini stranieri da presunto problema a reale risorsa, il rispetto per ciascuno stile di vita,  le risorse economiche e creative di una comunità.

Svegliamo Mogliano? Forse si può fare…


Mogliano si risveglia?

Salutiamo con soddisfazione il fatto che il PD (ri)apra finalmente al confronto con le altre forze di sinistra accorgendosi forse di quanto da tempo è evidente: che l’unità è indispensabile per offrire a Mogliano la svolta che merita e che questa non può che nascere dal confronto e dalla sintesi delle diverse posizioni.

Per parte nostra, pur nelle naturali differenze, abbiamo sempre operato mantenendo come obiettivo la nascita di una coalizione di teste (poco ci importa dei partiti) che sia in grado di pensare un futuro diverso per la nostra città, uscendo dal pantano in cui ci hanno condotto gli anni di questa attuale, infausta amministrazione. Chiudere il capitolo dei piccoli interessi di bottega; dello sguardo perennemente rivolto all’ombelico; dell’incapacità di confronto; della pretesa della verità in mano; del disinteresse, quando non addirittura del fastidio, per le istanze che provenivano dai cittadini più attenti ed interessati, o anche solo con maggiore bisogno di aiuto. Chiudere questa cosa: poter guardare indietro un giorno pensando ad una parentesi fortunatamente breve (mai troppo!) e terminata si spera per sempre.

Ora però si evitino gli errori del passato. Sbaglierebbe il PD se pensasse ad una propria autosufficienza che gli consenta di dettare le regole a cui altri debbano solo adeguarsi.

Svegliarsi una mattina dicendo “Bene, siamo pronti: adesso primarie con chi ci sta il 15 ottobre” comunica l’esatto contrario di ciò che paiono dire le parole. Si può tradurre molto facilmente con un “Io ci sono chi vuole si aggreghi“, ovvero con un messaggio sprezzante e contrario a qualsiasi logica di confronto ed elaborazione comune. Un messaggio che non ci stupiremmo di sentire dalla Lega o dal nostro ludico Sindaco pro tempore.

Sbaglierebbero le altre forze se, con la scusa della presunta autosufficienza e/o indisponibilità del PD, si arroccassero in una posizione di chiusura in difesa, o di attacco preventivo o rispondendo agli ultimatum con ultimatum.

Ripartiamo con il piede giusto: confronto di proposte, di obiettivi, se è il caso di candidati e di agende.

Non abbiamo bisogno di uomini (o donne) della provvidenza che sappiano come salvare la città purché gli altri li seguano o quantomeno non disturbino il manovratore. Non abbiamo proprio bisogno del manovratore! Abbiamo bisogno del massimo di coinvolgimento di energie mentali, creative, di voglia di fare, di proposte e di disponibilità alla discussione. Soprattutto abbiamo bisogno di discussione dopo cinque anni di soli litigi: interni alla maggioranza di governo e tra questa ed ampie fasce di cittadini.

Il nostro auspicio è dunque che questa fase si apra: rapidamente ma soprattutto con attenzione, intelligenza, rispetto, partecipazione e disponibilità all’ascolto. Sarebbe imperdonabile se si ripetessero gli errori che, 5 anni fa, ci hanno portati a dover subire ciò che l’attuale amministrazione ha inflitto a Mogliano, che richiederà anni per essere rimarginato.


Turchia: vittime collaterali

Ribloggato da Polvere da sparo.

Serdar Kadakal è morto stamattina. È morto per un attacco cardiaco dovuto a inalazione di gas. È morto perché da tre giorni a Kadikoy, quartiere in parte asiatica di Istanbul, va in onda uno spettacolo pirotecnico di fuochi d’artificio offerto dalle forze dell’ordine. Non è dunque il gas delle mura domestiche che ha stroncato Serdar, ma quello nostrano delle forze del disordine. Omicidio? Suvvia non scherziamo. Chiamiamola tragica fatalità.

Una fatalità che aveva già preso tra le sue braccia il destino di Metin Lokumcu, Irfan Tuna e Selim Onder. Non c’è due senza tre. Ora siamo arrivati a quattro. Quattro vittime – morti non basta – collaterali agli eventi di occupygezi. Difatti nessuna di queste quattro persone è morta negli scontri, anche se le famiglie spingono su questo fatto, anche se la loro scomparsa è legata a questi. Una morte indiretta, se vogliamo, ma scordatevi la casualità. Non si muore per caso.

Ma perché da tre giorni si protesta a Kadikoy? A questa domanda vorrei rispondere non in maniera sintetica, preparatevi a sorbirvi un mezzo pippone. Anzi, no. Prima rispondo, non sia mai si vada a cercare la ragione tra le pagine di qualche infausto quotidiano. A Kadikoy – e a Istanbul, Ankara, Izmir e altre città – si protesta perché pochi giorni fa è morto (ammazzato?) un manifestante. Ahmet Atakan, 22 anni, secondo la polizia si è buttato di sua volontà da un muretto, mentre per i ribelli è stato centrato in pieno da un candelotto lacrimogeno sparatogli da cinque metri. Dov’è la verità? In un video, in effetti, si vede cadere Ahmet da un muretto. Ma cade a peso morto, come un pupazzo, senza muovere un arto; per gli sviluppi si aspettano il RIS di Parma o il CSI. Domanda tecnica per gli esperti di balistica: i candelotti non si sparavano a 45 gradi dal terreno?

Pippone. In Turchia non si manifesta da tre giorni. La protesta non si è mai fermata. Continua dalla fine di maggio e, come tutte le cose, si è evoluta (o involuta, dipende). C’è meno gente che a giugno/luglio, ma più che ad agosto. Niente bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. E nemmeno occupygezi due, che fa molto vendemmia. No. È la natura che è cambiata, meno di pancia e più con il cervello – anche se i morti sembrano smentirmi. Ci sono più partiti adesso che aprono le bandiere dentro le manifestazioni, tipo il BDP e il CHP, e non è necessariamente un male; peccato che questo nuovo partito non ce l’ha fatta a formarsi e non ci sia segno di una grosse koalition. I forum, comunque, stanno dando una spinta eccezionale alla protesta e continuano e continuano, non si sono mai fermati.

Il motivo vero per il quale si è perso di vista la protesta in Turchia, in Italia come altrove, è che non interessa. Diciamocelo. Non fa audience. I morti assordanti dell’Egitto hanno rubato giustamente la scena per poi essere rimpiazzati da quelli silenziosi della Siria. Per un giorno eh, non di più. Poi, pure per loro, dura minga. Dicono che un premio per la pace si prepara a combattere l’ennesima guerra, io non lo so, non so più chi è il buono e chi è il cattivo. Il brutto è che girarsi è troppo facile, ignorare è troppo facile, fare finta di niente è troppo facile. La Turchia è finita sui giornali pochi giorni fa quando Istanbul ha perso la possibilità di tenere le olimpiadi del 2020, ancora ho letto di gente che in Italia pensava a un’opportunità persa per la “democrazia” quando qui i capulcu erano per le strade a festeggiare. A festeggiare una sconfitta. Ossimori, eh?

E così mi sento un po’ io. Sconfitto. Ma non ancora vinto. E fino a quando avrò fiato scriverò le mie parole su un pezzo di carta e che buon pro vi faccia.


Non sarebbe più utile…

l ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha illustrato il piano scuola: per il 2014 saranno disponibili 305 milioni, che arriveranno a 400 nel 2015.  Il Dl prevede altri 10 milioni per il 2014 dedicati alla formazione del personale scolastico, le cui competenze digitali vanno potenziate. Il decreto mette sul tavolo  “13 milioni nel 2013, 305 nel 2014 e 400 nel 2015” per finanziare l’accesso wireless a Internet nelle scuole, le borse di studio, misure per ridurre il costo dei libri di testo e per assumere a tempo indeterminato oltre 26.000 docenti di sostegno per i disabili.

Ma non sarebbe meglio – e più utile, oltre che interessante che dichiarasse “400 milioni nel 2013, 305 nel 2014 e 13 nel 2015”?!

Perché sempre poi?!


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