Archivi del mese: gennaio 2014

Sacrosanto! Ma mi sfilo…

Ricevo l’invito a partecipare ad una iniziativa lanciata dalle donne di SNOQ (Se Non Ora Quando?) per ottenere la parità di genere nella riforma elettorale.

L’appello – da cui togliamo solo l’accenno al box di Repubblica allegato al messaggio ricevuto e l’indirizzo a cui inviare l’elaborato (per evitare di diffondere dati personali) –   è il seguente:

Da oggi parte una campagna sui social network che punta ad ottenere nella riforma elettorale la parità di genere per candidature ed eletti. Le donne appartenenti a tantissime associazioni femminili, a partire da Se Non Ora Quando?  inonderanno la rete con le loro foto esponendo un cartello: Se non è 50 e 50 non è democrazia paritaria # IO CI SONO
DIVULGATE A TUTTI donne e uomini! Più volti avremo e più avremo voce!

Sacrosanto: senza dubbio. Sono pronto a sottoscrivere immediatamente una richiesta in tal senso, ma…

Ma il problema è che la giustissima battaglia per la parità di genere finisce per fungere da (certamente involontario!) grimaldello per scardinare la questione della rappresentanza democratica, che a mio parere dovrebbe essere quantomeno congiunta, se non addirittura prevalente. In altri termini hanno ben ragione le donne a pretendere la parità di genere, ma in un contesto di rappresentanza democratica che, invece, manca totalmente nelle proposte che stanno circolando.

Il sistema con cui molto probabilmente ci troveremo a votare alle prossime elezioni legislative è stato deciso da un condannato con sentenza definitiva insieme ad un segretario di partito eletto a furor di popolo ma non si sa bene da chi, e quindi imposto a tutti pena la scomunica.

Definisce a tavolino maggioranza assoluta chi raggiunga in coalizione circa un terzo dei consensi espressi (ovvero dei votanti, non dei cittadini), anche se poi rischia di rimanere da solo, considerando le soglie di sbarramento imposte per sfrondare il campo dalle liste minori. In altri termini un partito con il 20%, alleandosi con altri 5 che prendano il 3% circa ciascuno, potrebbe poi trovarsi a governare da solo con il 53% dei parlamentari dell’unica camera titolata a legiferare (visto che il Senato verrebbe trasformato in un’assemblea di sindaci o poco più).
Assegna alle gerarchie il potere di comporre brevi liste di fedeli nominati nelle quali l’elettore non potrà scegliere. Prevedrà la possibilità di candidarsi in più collegi per garantire la copertura certa di chi più preme. Sarà corretto con un meccanismo salva Lega che farà si che lo sbarramento che vale per i rompiscatole che i due capi non vogliono tra i piedi non valga allo stesso modo per gli amici del cavaliere. Non dunque uno sbarramento di garanzia di rappresentatività ma uno ad personam.

Dunque mi pare sia come se in Argentina le madri di Plaza de Mayo avessero fatto una battaglia per la parità di genere nelle alte gerarchie dell’esercito e nel comando delle scuole militari.

Con ciò non intendo sottintendere che le prime firmatarie di questo appello l’abbiano lanciato con l’esplicito intento di sviare l’attenzione da quello che è il vero vulnus alla rappresentanza democratica; ma non posso non rilevare il fatto che, battendosi per l’inserimento nella proposta dell’alternanza di genere nelle liste si finisca per dare per scontato che per il resto la proposta sia accettabile.

Per questo motivo, pur condividendo il senso della loro battaglia, non vi parteciperò


Elettorale, Watson!

Con questa iniziativa abbiamo riportato in vita il vecchio Progetto Giovani ed a questo proposito speriamo di poter risistemare la sala prove del Centro Giovani, basta poco ed un poco di soldi possiamo spenderli. La settimana prossima poi indiremo un incontro sul progetto lavoro quindi ritengo di poter affermare che è stata portata avanti una politica sociale che coinvolge i giovani

L’affermazione è dell’assessora Tronchin e tratta da OggiTreviso dove è accompagnata – anzi: preceduta come di consueto! – da altrettanto baldanzoso autocompiacimento del sindaco pro tempore dott. Giovanni Azzolini.

Miracoli della campagna elettorale: bastano 3 mesi di piccole spese, probabilmente inutili, per affermare che “è stata portata avanti una politica sociale che coinvolge i giovani“; l’importante è non specificare quando e quanto e sperare di far dimenticare che per quattro anni e nove mesi, invece, i giovani sono stati castigati, ammutoliti ed accusati pure di chissà quali nefandezze.

Elettorale Watson: pre-elettorale!


Ben incontrati compagni!

Il Secondo Congresso di Sinistra Ecologia Libertà impegna pertanto i dirigenti nazionali

• ad aprire immediatamente un confronto ed interlocuzione con tutti quei soggetti che oggi in Italia si prefiggono l’obiettivo di un’AltraEuropa ed in sostegno alla candidatura di Alexis Tsipras, al fine di verificare, con serietà, le condizioni e le possibilità per partecipare ad un percorso comune;

• a riferire degli esiti di tali consultazioni alla prossima Assemblea Nazionale, al fine di definire le modalità ed i criteri per la partecipazione di Sinistra Ecologia Libertà alle elezioni europee.

Favorevoli 382

Contrari 68

Astenuti 123

Il nostro auspicio è che ad un’apertura al confronto ed all’interlocuzione si risponda con altrettanta apertura e si possano trovare comuni disponibilità!


Conserviamo la memoria

locandina eventi a Mogliano


In cammino

Inizia oggi a Riccione il congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà sotto uno slogan che non possiamo non condividere: La strada giusta.

Ovviamente le strade sono tante, e forse perfino le strade giuste sono tante: ciascuno poi deve scegliere la sua, quella che più lo avvicinerà ai traguardi che si pone.

Non sarà una scelta facile quella dei compagni di SEL: tante sono le condizioni che influenzano ed influenzeranno il percorso. Tante anche le destinazioni possibili, gli orizzonti che si presentano, gli  eventuali compagni di viaggio.

In particolare in questo momento è l’orizzonte europeo su cui dovranno fare una scelta dirimente: convergere verso il gruppo socialista che proporrà Martin Shulz alla presidenza, oppure la GUE: la sinistra europea che candida Alexis Tsipras, leader della greca Syriza che si batte per un’Europa sociale che rovesci le attuali logiche economiciste.

Non possiamo che fare i nostri migliori auguri ai compagni di SEL che dovranno decidere, augurandoci che trovino la loro strada giusta.

In ogni caso: che sia una strada sulla quale sarà facile incontrarci per camminare insieme


PAT delle mie brame

In Consiglio Comunale questa sera andava di scena il PAT, anche se pareva piuttosto una commedia dell’assurdo.

La consigliera di maggioranza Buzzanca (PDL, FI, NCD o che altro: difficile saperlo di questi tempi!) propone di mettere ai voti un rinvio di una settimana: probabilmente c’è qualche guaio nella maggioranza se hanno bisogno di altro tempo per accordarsi! La richiesta è respinta quasi all’unanimità – unico voto a favore il suo – e stizzita se ne va. Purtroppo l’assenza (giustificata) del consigliere Corò lascia comunque l’opposizione sotto di un voto.

Inizia dunque la presentazione degli emendamenti, che sono 6: tutti presentati… Dalla maggioranza!

Si: avete letto bene. Non solo: uno di questi è presentato addirittura dall’impagabile protempore dott. Giovanni Azzolini! In pratica sta emendando ciò che ha impiegato due anni a produrre ed una settimana a presentre ai consiglieri di opposizione in commissione: al punto che non c’è stato il tempo materiale per elaborare emendamenti da parte dell’opposizione stessa, subissata da centinaia di pagine e di mappe (ci sarà il tempo per le osservazioni in seguito comunque: non temete!).

Quattro emendamenti sarebbero pure ricevibili, sebbene incredibilmente presentati dalla Lega: eliminare un’ipotesi di strada inutile ed un’area di espansione che non interesserà mai a nessuno, oltre a ridurre la volumetria massima delle perequazioni di costruzioni agricole non più utilizzate come tali (ovvero: se hai una stalla in disuso e ti impegni ad abbatterla e bonificare potrai richiedere che un tot della cubatura complessiva sia destinata ad altro, questo era doppio).

Un quinto è addirittura sacrosanto: l’area del parco delle piscine è indicata come verde pubblico, dimenticando che li in mezzo ci sta il Centro Giovani che, sebbene attualmente in disuso, è un edificio comunale con carattere di servizio pubblico: si chiede di sanare questo errore di indicazione.

Ma il bello arriva con l’emendamento del protempore, annunciato in pompa magna dai giornali del mattino: Azzolini elimina 200mila metri cubi dal PAT! Da non crederci: fa un PAT costato due anni di lavoro ed all’ultimo momento taglia 200mila metri cubi di cemento con un emendamento?!

Non ci crederete (o forse si…) ma si tratta dell’ennesima bufala elettorale. Presentata con un certo savoir-faire, ma pur sempre bufala.. Se non peggio.

Che dice. Ci sono una serie di aree che il vecchio PRG concedeva di edificare, ma che pur avendo ricevuto le autorizzazioni necessarie sono rimaste intonse. Se entro un anno e mezzo dall’adozione del PAT non ci si farà qualcosa decadranno le autorizzazioni date. Ora si può discutere sull’intoccabilità o meno dei diritti acquisiti e pure sui vantaggi di trovarsi un’area su cui paghi (ed hai pagato in questi anni) ICI ed IMU come fosse una seconda casa, ma è pur vero che chi si troverà defraudato di un valore consistente, magari perchè al momento nn può avere credito per costruire, probabilmente porterà l’amministrazione in tribunale: tanto saranno problemi della prossima amministrazione e non certo dell’attuale protempore!

Riane il fatto che, come dice lui, un sindaco che fa un PAT riducendo le cubature non s’è mai visto. Ma proprio qui sta la bufala. A parte il fatto che le cubature semmai si ridurrebbero di 170 e non di 200 mila metri cubi; sono comunque previste altre aree di espansione piuttosto consistenti, quindi il saldo sarà tuttaltro che negativo. Alcune di queste poi in aree già abbastanza martoriate: come quella tra via Ronzinella e via Sassi che già ha problemi idraulici.

Bisogna ascoltarlo quando parla: ogni volta che accenna bizzoso alle concessioni mai utilizzate rinnova due esempi: il Postiglione e l’ex essiccatoio.

Ora: qualsiasi moglianese (e non solo) conosce queste due costruzioni. L’una ha ospitato per molto tempo un ristorante piuttosto rinomato, sul Terraglio verso Marocco, ed ora cade in rovina. L’ex essiccatoio, all’angolo tra via Casoni e via delle Azalee (o dello scautismo a seconda di dove la si guardi), è una fabbrica di topi e parassiti: nel senso che per moltissimo tempo ha ospitato granaglie e da molti anni è lì in stato di abbandono. Chi abita vicino sa bene che il parchetto che lo affianca è inutilizzabile a causa dei ratti che lo infestano.

E’ chiaro che se le concessioni relative a queste due aree dovessero decadere non solo non si avrebbe nessun risparmio in termini di edificazione, ma rimarrebbero anche le attuali situazioni di degrado (ed uso un termine molto moderato!) fino a spingere a concedere qualsiasi cosa pur di liberarsene!

Meno chiaro invece quali siano le altre aree a cui si riferisce: chissà come mai queste le chiama sempre per nome, mentre delle altre cita il codice sui mappali del catasto…


Senza oneri?

La scuola pubblica italiana sta meglio di quello che sembra, basta leggere correttamente i dati. Sono le private la vera zavorra del sistema. Almeno stando agli ultimi dati dell’indagine Ocse-Pisa sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze dei quindicenni di mezzo mondo. Insomma: a fare precipitare gli studenti italiani in fondo alle classifiche internazionali sono proprio gli istituti non statali. Senza il loro “contributo”, la scuola italiana scalerebbe le tre classifiche Ocse anche di dieci posizioni. La notizia arriva nel bel mezzo del dibattito sui tagli all’istruzione pubblica e sui finanziamenti alle paritarie, mantenuti anche dall’ultima legge di stabilità, che hanno fatto esplodere la protesta studentesca.

Repubblica.it


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