Grilli parlanti

PGrilliLa prosopopea pentastellata non ha fatto i conti con un fattore imprevedibile: esiste ancora qualcuno che legge. Ho il limite di far parte di questa categoria e dunque, armato di santa pazienza e di un po’ di pelo sullo stomaco, ho deciso di affrontare il loro programma politico.

L’incipit: “vuole distinguersi nettamente da quanto si è abituati a leggere […]: pagine e pagine, spesso quasi fotocopiate tra un partito e l’altro che […] pochi mesi dopo diventano lettera morta”. Effettivamente ci riescono: il loro programma è in buona parte materiale quasi fotocopiato e per il resto già lettera morta, oppure inutile (quando non cialtronesca) fuffa.

Il tutto orchestrato nell’incrocio tra quattro pilastri e 5 macro-temi che, giusto per rimanere coerenti con la capacità di elaborazione, definiscono essi stessi “Non-programma” (che poi non mi si accusi di averlo detto io: pag. 2, Introduzione, ultimo capoverso).

I 4 pilastri, assolutamente unici ed originali tra tutti i programmi politici di ogni era, sono: la partecipazione, la trasparenza, il bilancio partecipativo e le frazioni.

Dite la verità: non li avevate mai sentiti? No se conditi a loro modo.

Dove, ad esempio, la partecipazione diviene “servizio di volontariato civile politico” (pag. 2 fine dell’ultimo capoverso) e si articola nel fatto che tutte le decisioni “saranno, ove possibile, prima discusse all’interno delle riunioni del movimento sul territorio”. Incredibile vero: i grillini che discutono! E poi “costruiremo le soluzioni insieme nel rispetto dei valori espressi nelle 5 stelle del movimento”: come dire che chiunque può dire la sua purchè sia d’accordo con loro.

La trasparenza invece significa che “gli atti amministrativi devono essere perciò visibili, conoscibili e soprattutto comprensibili”. Questo significa che i signori negli ultimi due mesi, oltre alla possibilità di partecipare da spettatori al Consiglio Comunale ed all’esistenza della ricorrenza del 25 aprile, hanno scoperto anche l’utilità dell’Albo Pretorio.

Ma il meglio viene sulle frazioni definite “le 5 stelle di Mogliano Veneto” (pag. 3 ultimo titolo) per le quali intendono muoversi “in un’ottica unitaria [sic!] dove tutti i cittadini possano concorrere all’individuazione delle priorità del comune

Originalissimi i 5 (e ti pare?!) punti del programma che comprendono Ambiente, Acqua come bene pubblico, Sviluppo economico e sociale, Trasporti sostenibili e – udite udite! – Internet gratuito per tutti.

Tralasciamo pure l’acqua che non rischia la privatizzazione (non qui da noi almeno) e per la quale io non ricordo la partecipazione di un solo grillino alle decine di banchetti per la raccolta di firme per il referendum che ho contribuito a realizzare.

Il resto è un’accozzaglia di luoghi comuni e parole al vento: per lo sviluppo si parla ad esempio di “rapporto costruttivo tra amministrazione e cittadini” ma anche di “rapporto collaborativo tra comune e settori produttivi”. Per il rapporto con i cittadini il clou è “consigli comunali convocati in orari che consentano l’ampia partecipazione dei cittadini” (non sto scherzando: pag. 6, verso il centro, uno degli “obiettivi concreti”!).

Il vertice assoluto del surrealismo politico si registra nel paragrafo dedicato alla scuola dove appare il “divieto di somministrazione di test psicologici agli alunni”. La signora Manes che partecipa agli organismi scolastici, dovrebbe sapere che la scuola non somministra (ne potrebbe farlo!) test psicologici, al più suggerisce ai genitori di richiederli all’ASL. Ma anche non fosse così, il sindaco non avrebbe comunque voce in capitolo. Non è che si sta confondendo con i test Invalsi?!

Alla fine l’unico punto originale è la proposta del “internet gratuito” che, tralasciando la faciloneria sintattica, rimane condito di alcune perle. Oltre a dare la connessione wi-fi gratuita a tutti ovunque, si vuole realizzare “corsi di formazione comunali gratuiti” che evidentemente insegnino come si deve usare internet; ma anche un sistema “analogo a quello che a livello nazionale permette ai cittadini del M5S di votare sulle leggi in fase di gestazione”: il loro insomma. Con questa dotazione tutti – nonne comprese! – potranno dire la loro e se proprio non fossero in grado stanno progettando “un servizio di assistenza […] tramite la collaborazione dei CAF”.

Se sperate di trovare qualcosa sulle politiche abitative (140 sfratti esecutivi e 1.450 case inutilizzate), sul lavoro, sul sociale, sul PAT… Bene; scordatevelo! Ma state contenti: poi con l’internet gratuito potrete comunque divertirvi

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