Il grande imbroglio

Se arriviamo al 30% il giorno dopo il governo Renzi si sfalda” è più o meno quanto dichiarato da Grillo in questi giorni, seguito da considerazioni sul pensionamento del presidente Napolitano e la consueta sequela di amenità.

Non è da meno Renzi, che si sta giocando nelle elezioni europee una sorta di referendum sul suo operato. Berlusconi ne fa una questione di rapporto affettivo tra i padroni ed i loro amati cagnolini senza dimenticarsi la consueta propaganda (in ciò molto più comico di Grillo) con uscite tipo quella dei comunisti in Russia che uccidevano i nobili ed anche i loro cani! La Lega chiede il voto per uscire dall’Europa.

Insomma: si vota alle prossime elezioni per rafforzare o abbattere il governo, promuovere i diritti degli animali da compagnia, uscire dall’Europa. Ma allora a cosa servono le elezioni europee?! Per il primo punto ci saranno (prima o poi…) le elezioni politiche, per il secondo una petizione online sarebbe sufficiente, il terzo richiederebbe un forte governo anti-europeista, probabilmente qualche referendum, modifiche costituzionali e così via; e finirebbe per farci diventare una provincia austriaca. Come dire che nessuno di questi ha qualcosa da dire sull’Europa?

Ed invece no: da dire ne hanno, anzi: ne avrebbero! Considerate che tutti loro hanno detto molto fino ad ora: sia in Italia che in Europa, ma non l’hanno detto a noi, l’hanno detto “nelle sedi opportune“, mentre qui da noi ci propinavano la favola di andare a battere i pugni, o a spiegare che l’Italia i suoi compiti a casa li ha già fatti e sciocchezze simili. A nessuno di loro conviene dirlo a noi cittadini, perché se i cittadini sapessero li manderebbero a quel paese.. E non parliamo di Bruxelles!

Grillo invece in Europa non c’è mai stato. In compenso sta dimostrando tutta la sua inutile arroganza in Italia dove, con percentuali molto consistenti in parlamento, riesce a far parlare di sé solo per le sparate da baraccone di fiera. In Europa ha già anticipato che non farà accordi con nessun partito o gruppo (arrivando a dire che non li farà con la Le Pen non perché fascista, ma perché partito!). Anche ammesso che raggiungesse percentuali da capogiro qui in Italia, con due o tre decine di parlamentari quale peso avrebbe in Europa?! Insomma: non c’è mai stato e sarà esattamente come se non ci fosse (teatrini a parte).

logoufficiale_laltraeuropa180Gli unici che parlano di Europa sono coloro che pare non abbiano diritto di parola, o quantomeno di diffusione del loro pensiero. L’Altra Europa con Tsipras infatti è completamente oscurata dai mezzi di comunicazione, è l’unica lista che ha dovuto raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni ed è l’unica lista che parla di progetti e prospettive per l’Europa, disegnando un continente democratico e partecipato, che lavori per il benessere delle persone, i diritti, l’economia solidale, la crescita sostenibile, il rispetto dell’ambiente, lo sviluppo della cultura, e così via. Una lista che parte già con la certezza di far parte di un ampio gruppo di rappresentanti di tutti i paesi, che verosimilmente sarà il terzo gruppo al Parlamento dopo popolari e socialisti.

Ma allora perché il messaggio non riesce a passare?

Forse perché l’Europa ha speso in questi anni di crisi circa 4.500 miliardi di euro per “salvare” le banche dagli effetti dell’esplosione della bolla causata dalle loro attività speculative. Considerate che lo stipendio medio mensile (e dunque si considerano tutti i paesi, anche i più ricchi e tutti gli stipendi, anche quelli del manager più pagati!) in Europa è pari a 1.904 euro, se lo moltiplichiamo per 12, quindi per la popolazione europea pari a circa 739,2 milioni di persone (dai neonati agli ultra centenni, dati del 2011) otteniamo un reddito annuo medio pari a 16.889 miliardi di euro. Dunque nel periodo della crisi ogni europeo, neonati compresi, ha versato alla speculazione internazionale poco meno di 4 mesi del suo stipendio.

Se consideriamo però che la popolazione attiva, era nel 2010 di circa 240 milioni di persone (attiva non significa occupata: significa in età da lavoro!) il pedaggio pagato alla speculazione diviene molto più consistente: circa 1 anno e 2 mesi di lavoro a testa!

Forse perché si sta lavorando per il cosiddetto TTPI– Transatlantic Trade and Investment Partnership – il trattato tra Unione Europea e Stati Uniti che dovrebbe regolare scambi, dogane ed aperture dei mercati, e che permetterà alle multinazionali americane di imporre ai vari paesi i loro prodotti (ad es. OGM o carni allevate senza controlli sull’uso di medicinali, farmaci poco testati; ma anche brevetti su tutto: DNA umano compreso), la loro logica sui servizi e così via permettendosi pure di chiedere i danni agli stati laddove la legislazione fosse di impedimento. E tutto questo si sta facendo quasi in segreto: nessuno parla ai cittadini di trattative, bozze, proposte e così via.

Forse perché attorno a commissione e parlamento europei gira una massa di lobbisti, che rappresentano i poteri forti dell’economia, della finanza, del farmaceutico, dell’energia e di quant’altro vi possa venire in mente, stimata tra le 15 e le 20 mila persone. Ciascuna delle quali impegnata a trattare con parlamentari e burocrati – spesso crassamente ignoranti in materia e quasi sempre affamati dei benefit che vengono promessi – per far passare regolamenti e direttive consoni ai loro interessi.

La prossima volta che qualcuno vi chiede chi votare tra Renzi, Grillo, Berlusconi e Salvini, provate a proporgli questo punto di vista.

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