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Civiltà…

Il delitto della deputata laburista inglese, Jo Cox, pugnalata e uccisa da almeno due colpi di pistola avrebbe un movente politico […] Alla vigilia del referendum sull’uscita della GB dall’Europa il delitto ha creato effetto sulle Borse, con gli indici in rialzo.


Memoria

Il 4 aprile 1944 alla Risiera di San Sabba entra in funzione il forno crematorio. La struttura viene inaugurata con la cremazione di settanta cadaveri di ostaggi fucilati nel poligono di tiro di Opicina

Il 4 aprile 1944 alla Risiera di San Sabba entra in funzione il forno crematorio. La struttura viene inaugurata con la cremazione di settanta cadaveri di ostaggi fucilati nel poligono di tiro di Opicina


Crociate

Il prossimo Consiglio Comunale di Mogliano sarà chiamato a discutere (e ci auguriamo votare ed approvare), la delibera di adesione alla rete RE.A.DY. ovvero la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. La proposta di delibera parte dal gruppo de La Sinistra per Mogliano, appoggiato da altri consiglieri della maggioranza.

Questa rete si pone come obiettivi (cito il punto 7 “Ipotesi di intervento” della Carta di Intenti ufficiale della rete):

  1. azioni volte a promuovere l’identità, la dignità e i diritti delle persone lgbt e a riconoscere le loro scelte individuali e affettive, nei diversi ambiti della vita familiare, sociale, culturale, lavorativa e della salute;
  2. azioni conoscitive sul territorio per individuare i bisogni della popolazione lgbt e orientare le politiche, attingendo anche dalle esperienze degli attori locali;
  3. iniziative culturali finalizzate a favorire l’incontro e il confronto fra le differenze;
  4. azioni di informazione e sensibilizzazione pubblica rivolta a tutta la popolazione;
  5. azioni informative e formative rivolte al personale dipendente degli Enti partecipanti;
  6. azioni informative e formative rivolte al personale impegnato in campo educativo, scolastico, socio-assistenziale e sanitario;
  7. azioni informative e formative rivolte al mondo produttivo sui temi del diritto al lavoro delle persone omosessuali e transessuali;
  8. azioni di informazione e di prevenzione sanitaria;
  9. azioni di contrasto alle discriminazioni multiple;
  10. collaborazioni con le associazioni per valorizzarne le attività, sviluppare percorsi formativi e iniziative comuni, secondo modelli di amministrazione condivisa e di cittadinanza attiva.

Insomma nulla di trascendentale o rivoluzionario, ma semplicemente la promozione del diritto al rispetto delle proprie scelte.

Eppure immediatamente parte la crociata integralista con strilli in difesa della “Famiglia Naturale” (Azzolini: noto esperto in proposito!) e contro “il problema della triplice sessualità nell’educazione dei bambini nelle scuole cittadine” con tanto di raccolta di firme avviata da AGESC (Agenzia Scuole Cattoliche) che a Mogliano è rappresentata solo (mi risulta) al Collegio Astori e di cui mai si era sentito parlare quando i problemi della scuola erano ben altri e coinvolgevano tutti i cittadini.

La sua presidente arriva a dichiarare “Il comitato Agesc dell’Astori si è interessato da subito a questa ideologia del gender che non ha fondamenti per l’educazione scolastica. Riteniamo che questa ideologia sia lesiva più che istruttiva se spiegata a bambini delle prime classi. Siamo venuti a conoscenza che il 3 marzo l’argomento RE.A.DY. verrà discusso in Consiglio. Non intendiamo restare indifferenti al fatto che l’argomento possa essere trattato nelle scuole di Mogliano ed abbiamo avviata una petizione al fine di sospendere il punto in Consiglio e di chiedere alla cittadinanza di esprimersi prima di deliberare. Contrastare l’omofobia va bene, ma trasferire l’argomento nelle scuole da 0 a 18 anni è terribile“, confondendo evidentemente le politiche scolastiche con le scelte dell’Amministrazione Comunale contro la discriminazione ed addirittura schierandosi in difesa dei “bambini delle prime classi” che rimarrebbero certamente traumatizzati dall’adesione del Comune di Mogliano Veneto ad una rete contro la discriminazione!

Non si capisce poi cosa abbia a che vedere il comitato dell’Astori con il resto delle scuole oltre a cosa abbia a che vedere l’adesione del comune ad una rete di enti locali con le scuole ed infine quando mai sia stato necessario far “esprimere la cittadinanza” prima di aderire ad una rete anti discriminazione senza costi.

Inutile tornare sul tema della cosiddetta “Famiglia Naturale” su cui abbiamo avuto modo di parlare più volte. Ma è difficile sorvolare sulle deliranti dichiarazioni del (per fortuna) ex sindaco dott. Giovanni Azzolini: “Con l’adesione a RE.A.DY si vogliono stravolgere i valori della famiglia così come la configura la Costituzione e cioè famiglia naturale. Si vogliono introdurre  nuovi tipi di famiglia che non si possono chiamare famiglia. E’ anticostituzionale ed un comune non può supportare questo“.

Siamo al demenziale: combattere la discriminazione nei confronti di omosessuali e transessuali è incostituzionale perché stravolge i valori della famiglia naturale?! Il virgolettato è riportato su OggiTreviso da Gianfranco Vergani, che già altre volte s’è dimostrato più realista del re con il nostro ex sindaco, ma non abbiamo motivo di dubitarne fintato che non sia smentito dal diretto interessato. Dunque ci permettiamo di dubitare della sua logica!

Stiamo parlando di una rete di Enti Locali che comprende una folta schiera di comuni, province e regioni; che si pone l’obiettivo di abbattere o quantomeno ridurre le discriminazioni; che ha delle ipotesi di intervento molto moderate e rivolte al sociale (e non alla scuola); che non ha potere per intervenire sui programmi scolastici; che non ha costi.

Tutti coloro che sono contro la discriminazione di omosessuali e transessuali purché non se ne parli, stiano a casa loro, non si facciano riconoscere e non pretendano di avere diritti dimostrano di avere una coda di paglia lunga un chilometro. Argomentare sul “problema del terzo sesso nelle scuole e tra i bambini delle prime” o della “difesa della famiglia naturale” sono scuse: l’adesione alla rete RE.A.DY. non ha nulla a che vedere con i programmi scolastici o con la famiglia.

Chi è contrario abbia almeno la decenza di dichiarare il motivo: ritiene che sia giusto discriminare le persone in base alle scelte sessuali di ciascuno e dunque non vuole che l’Amministrazione Comunale si adoperi contro questa discriminazione.

Abbiano il coraggio di dirlo e di raccogliere le firme sotto ad una petizione che chiede questo!


Opportunisti di tutto il mondo: unitevi!

“Mi metto alla tua sinistra anche se non è facile”. Così Renzi scherza con il primo ministro greco Tsipras dal podio per la conferenza stampa dopo il bilaterale a Palazzo Chigi. “Dalle elezioni greche arriva un messaggio di speranza, il successo di Tsipras è basato sulla speranza, non sulla paura”. “Io e Tsipras vogliamo avvicinare le nuove generazioni. Ciascuno di noi nei nostri paesi deve attuare le riforme, e prendere atto delle novità che la politica economica europea sta offrendo. L’arrivo di Tsipras è una benedizione”


Borsa comunista?

Televideo RAI ore 17.16: “Seduta in fortissimo rialzo per la Borsa di Atene che ha chiuso una giornata euforica con un aumento finale dell’11% recuperando il livello pre-elettorale. […] Il balzo in avanti del listino è avvenuto anche grazie alla buona accoglienza nella City del piano greco per uscire dall’impasse sulla pretesa riscrittura di un patto sul debito.”

Ha pesato – pare – anche la garanzia che non si mangeranno i bambini!


Cambiare si può?

A pochi minuti dalla chiusura delle urne in Grecia, Syriza sembra avviarsi verso una vittoria netta. E’ quanto risulta dai primi exit poll.
Il partito di sinistra guidato da Alexis Tsipras avrebbe ottenuto voti per il 35,5%-39,5%.
Secondo partito sarebbe Nuova Democrazia, che si starebbe attestando tra il 23 al 27%. Terzo partito a pari merito Potami (centrosinistra) e Alba Dorata (neonazisti) tra il 6,4% e l’8%.


Ma come?!

L’Italia è sotto la media dei Paesi dell’Eurozona sia per il costo del lavoro orario (27,5 euro contro 28,4) sia per la retribuzione lorda oraria (19,9  euro contro 21,2). E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulla “Struttura del costo del lavoro” nel 2012.

Ed io che avevo capito che era colpa mia….


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