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Marche e marchette

Diffondiamo un comunicato dell’Agenzia Regionale Comunista del Veneto.
Finanziaria 2012. Pettenò (FSV): “marchetta clientelare” per multinazionali acqua minerale

Una “marchetta clientelare” a favore delle multinazionali dell’acqua minerale, lo definisce così il consigliere della FSV, Pietrangelo Pettenò, l’emendamento approvato dalla maggioranza e che proroga fino al 2015 le riduzioni del pagamento dei diritti di prelievo di acque minerali previste dalla legge 22/2009. “Solo qualche giorno fa, intervenendo in aula, – dichiara Pettenò – l’assessore al lavoro aveva ribadito che “nemmeno con il doppio dei finanziamenti” si sarebbe potuto intervenire a sostegno della aziende in crisi, come noi invece puntualmente proponevamo (per la Ditec, la Nuova Pansac, Murano, ecc…). Con un colpo di mano la maggioranza, Lega PDL, ha invece presentato e fatto approvare un emendamento in cui di fatto si regalano dieci milioni di euro alle grandi multinazionali della acque minerali, che con l’acqua pubblica hanno fatto i miliardi e anche se queste non sembrano attraversare situazioni più drammatiche di altre. Si tratta – ribadisce Pettenò – di una “mancia clientelare” insopportabile, perché rappresenta uno spregio al mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, agli artigiani che dalla Regione non avranno nessun aiuto. E’ evidente che pesano i rapporti con settori della politica che oggi stanno dando la prova di tutta la loro natura servile.


Dal Comitato Acqua Bene Comune

Da mercoledì 12 ottobre il Consiglio Regionale Veneto inizia la discussione sullo Statuto; è quindi urgente ed utile sostenere da subito in modo quanto più ampio possibile il nostro articolo, presentato alla comissione regionale in data 18 luglio, inviando a Zaia ed ai consiglieri di riferimento di ogni provincia (indirizzi allegati) mail con due parole di sostegno al nostro articolo da allegare, di associazioni, comitati, organizzazioni, singoli cittadini…

Proposta articolo :  Tutela dei beni comuni

 La RegioneVeneto tutela i beni comuni costituiti dalle risorse essenziali per la vita del pianeta e dei patrimoni culturali, paesaggistici e naturali, garantendone agli abitanti attuali e futuri la conservazione ed il godimento.

  1. A questo finela Regione applica le disposizioni nazionali e comunitarie in merito alla tutela del paesaggio, alla difesa del suolo, dei corpi idrici e del ciclo delle acque e, nell’ambito della propria autonomia, le integra con disposizioni politiche ed azioni istituzionali volte all’affermazione della proprietà comune dell’acqua e alla riduzione del consumo di suolo.
  2. La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti inalienabili della persona umana, diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato.  La Regione garantisce a ciascun individuo il diritto al minimo vitale giornaliero d’acqua quale diritto alla vita. L’acqua è considerata bene comune ed il servizio idrico integrato è definito servizio pubblico locale di interesse generale, privo di rilevanza economica e come tale non soggetto alle dinamiche della concorrenza. Le modalità della loro gestione sono definite attraverso il coinvolgimento delle autonomie locali e la più ampia partecipazione anche decisionale, dei cittadini e delle comunità territoriali.
  3. Il territorio non urbanizzato né coperto da artefatti e lasciato libero all’azione della natura, guidata e, ove occorra, corretta per le esigenze di attività agro-silvo-pastorali è un bene comune la cui estensione può essere ridotta solo ove ricorrano congiuntamente le seguenti due condizioni: a) la sua utilizzazione sia indispensabile per soddisfare esigenze socialmente rilevanti che non possono essere soddisfatte in altro modo, come l’utilizzazione di suoli già urbanizzati; b) che sia prevista la rinaturalizzazione di una superfice di dimensione almeno pari a quella sottratta.
  4. La Regione emana entro…i provvedimenti normativi e strutturali necessari per rendere effettive le prescrizioni di cui ai precedenti commi.

E’ FATTA!!!!

I dati che stanno affluendo al Viminale, ancora incompleti (80% dei comuni), parlano di percentuali di votanti intorno al 57% per tutti 4 i referendum!

I primi risultati che arrivano danno i SI tra il 93% ed il 95%


Ancora un ultimo sforzo!

Alle 22.00 i dati ufficiali del Viminale dicono che l’affluenza ha superato per tutti quattro i referendum, con leggerissime differenze percentuali (è possibile non utilizzare tutte le schede), il 41%

La meta è vicina: rimane domattina per portare al voto un altro 10% circa di elettori: un numero attorno ai 5 milioni.

Muoviamoci in tutti i modi possibili per smuovere gli incerti: andiamo al mercato a parlare con la gente che passa, ricordiamolo nei negozi, parliamo con i conoscenti ed i vicini di casa.. Insomma: facciamo tutto il possibile per superare questo maledetto sbarramento che sta tra noi e l’abrogazione di quattro leggi malefiche!


Questa sera si fa festa!

Dalle 19.00 alle 23.30 festa in piazza Caduti per la chiusura della campagna per i referendum!

Musica, teatro, rinfreschi ed un po’ di informazione e motivazione

VI ASPETTIAMO TUTTI

TUTTI INSIEME PER 4 SI

E DOMENICA MATTINA?

Non al cinema!!!


Referendum: suggerimento per il voto

Alcune valutazioni hanno mostrato come le percentuali di affluenza al voto diffuse dai mass media possano influenzare il comportamento di voto degli elettori:

  • Chi è interessato al risultato, ma magari è costretto a qualche sacrificio per votare, tenderà ad andare al seggio più facilmente se ritiene che i dati indichino la possibilità di arrivare al quorum e ad abbandonare se l’affluenza è bassa
  • Ci sono persone che si lasciano trascinare dal comportamento degli altri: i più incerti in particolare se sentono di basse affluenze tendono a seguire la massa ed astenersi
  • Chi è contrario, ma incerto se votare no oppure astenersi nella speranza che il quorum non sia raggiunto, sarà più portato ad andare a votare se i dati indicano che si va verso il raggungimento del quorum

Insomma: le spiegazioni possono essere molte e di vario genere, e forse tutte più o meno vere nel senso che si tratta di fattori che contribuiscono.

Queste considerazioni però contribuiscono tutte a suggerire una tattica magari marginale ma che può avere il suo peso in una situazione di incertezze:

ANDIAMO A VOTARE PRESTO!

certamente entro le 12 (meglio le 11) della domenica mattina! In questo modo le percentuali di voto rilevate e diffuse (la prima rilevazione ufficiale è fatta alle 12 della domenica appunto) tenderanno ad essere più alte e stimolare i più incerti ad andare a votare.

Fallo anche tu dunque: a votare domenica mattina 12 giugno abbastanza presto; e passa parola!!!


Passaparola: 4 SI


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