Archivi tag: antirazzismo

Contro chi cavalca la paura!

Riceviamo, firmiamo e diffondiamo!

La pagina per firmare è QUI

Diretta a Elena Donazzan, Assessora all’Istruzione della Regione Veneto

Questa petizione sarà consegnata a:

Elena Donazzan, Assessora all’Istruzione della Regione Veneto

DIMISSIONI

La petizione nasce dopo la lettera che l’Assessora all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha inviato ai dirigenti scolastici dopo i fatti di Parigi e dell’attentato terroristico alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo (lettera che si può trovare sul sito web della Donazzan → http://goo.gl/57PpqL).

Nella circolare, si chiede a tutti i presidi delle scuole della Regione di far discutere di quanto accaduto, condannando non solo i fatti e chiedendo a genitori e studenti stranieri di dissociarsi, ma anche la cultura islamica, che alimenta, secondo l’Assessora, la genesi di tali attacchi terrroristici.

Non finisce qui: infatti la Donazzan afferma che tutti i terroristi sono islamici e associa, in uno status su Facebook, un atto di bullismo da parte di un quattordicenne tunisino in Veneto alla strage di Parigi.

Fare un paragone tra un gesto di bullismo e un massacro con armi da fuoco è simbolo di un becero razzismo che non possiamo accettare, specialmente se proveniente da una figura con una certa carica istituzionale. Viene da domandarsi se questo parallelo sia frutto di una strumentalizzazione cosciente dei fatti oppure da semplice ignoranza: i casi di bullismo sono diffusi in tutto il Paese, non importa l’origine culturale del ragazzo.

Inoltre, in tutta Europa crescono i fascismi e il razzismo, e un ruolo decisivo sta anche nell’educazione. La scuola deve essere un luogo laico di confronto e l’educazione dovrebbe essere multiculturale ed interculturale. L’educazione collettiva di cui si fa portavoce la Donazzan fa crescere l’odio verso chi crede in un’altra religione o è semplicemente di una cultura diversa dalla propria.

L’educazione collettiva di cui abbiamo bisogno è quella capace di rispondere con la valorizzazione positiva della diversità all’odio xenofobo che sta emergendo in tutta Europa, a causa anche delle provocazioni di soggetti come l’Assessora.
Chiediamo, con questa raccolta firme, le IMMEDIATE DIMISSIONIdell’Assessora e chiediamo a tutti i dirigenti scolastici di dissociarsi da queste parole di odio e rimandare al mittente la circolare.

 

Associazione Studenti Universitari

Il Sindacato degli Studenti

Annunci

Se c’è qualcuno da cacciare sono i fascisti!

Riportiamo il comunicato del consigliere Giacomo Nilandi di Sinistra per Mogliano in merito alla provocazione fascista di questa notte ed invitiamo tutti ad essere presenti in piazza domattina alle 11.00 in segno di solidarietà verso la redazione di Charlie Hebdo ma anche delle persone amanti della pace e rispettose dei diritti, ingiustamente accomunate agli assassini che lì hanno voluto colpire.

GIU’ LE MANI DAL CENTRO ISLAMICO, FUORI I FASCISTI DALLA NOSTRA CITTA’.

La scorsa notte vi è stato un blitz intimidatorio da parte dei militanti di Forza Nuova al neo nato centro culturale Islamico “Amici della Pace” di Mogliano Veneto in via Torni. Costoro hanno appeso fuori dal centro striscioni con su scritto “Abbiamo vinto a Lepanto, vinceremo ancora, fuori l’Islam dall’Italia”, salvo poi non lasciarne traccia, mandando però le foto alle redazioni dei giornali, che puntuali sta mattina le hanno pubblicate nelle loro edizioni online.

E’ un atto grave e assolutamente inaccettabile nei contenuti e nei modi con cui è stato perpetrato ad un’associazione che fa dell’incontro interculturale e inter religioso un fattore caratterizzante del proprio agire quotidiano. Limpida prova e preziosa testimonianza di cosa sia il vero islam, forse proprio per questo Forza Nuova ha deciso di colpire loro e gli altri centri sparsi per il Veneto, perché smentiscono nei fatti la facile equazione che vuole per forza associare un’intera religione al terrorismo.

Purtroppo tali comportamenti in questi giorni non hanno riguardato solo la destra xenofoba e razzista, ma anche quella così detta “moderata” con l’Assessore Regionale Donazzan che manda a una lettera a tutti i Presidi per far sì che i genitori mussulmani prendano apertamente posizione per condannare gli attentati; oppure a livello locale le deliranti dichiarazioni dei giorni scorsi da parte di Azzolini e della Tronchin.

I veri terroristi in realtà sono quelli che utilizzano in maniera vigliacca quanto è accaduto a Parigi per fare speculazione politica sulle paure della gente normale, usando un fatto gravissimo per inquinare l’immagine di interi popoli e intere religioni, alimentando così guerre tra poveri da possibili risvolti drammatici. Irresponsabili e meschini, sembra quasi che non abbiano mai aperto un libro di storia per capire a cosa ha portato qualche decennio fa il connubio tra crisi economico- sociale e le teorie nazi- fasciste di cui loro si fanno tristemente eredi. Forse non si sono neanche resi conto di vivere nel 2015 dove la globalizzazione permette oltre al libero scambio delle merci anche la libera circolazione delle persone, che si spostano per godere a pieno del sacrosanto diritto universale alla felicità.

Se si formano delle sacche di disagio e di esclusione dal tessuto sociale che poi generano comportamenti criminali di intensità variabile, la soluzione non è quella della cacciata indiscriminata di un’intera etnia come predicano le destre reazionarie Europee, ma bensì la costruzione di meccanismi di integrazione interculturale che gettino ponti sui quali fondare un nuovo sentimento identitario, non più nazionalista ma cosmopolita.

In tal senso la nuova amministrazione considera l’esperienza del centro islamico un tesoro da valorizzare e da mettere in rete a disposizione della crescita dell’intera comunità. Per questo il centro islamico insieme al comune sta costruendo un percorso di iniziative per tutto il territorio, in cui saranno coinvolte parrocchie, scuole, associazioni e sindacati. Il culmine sarà il conferimento della cittadinanza onoraria ai figli dei migranti nati nel nostro paese, in attesa che il legislatori si esprimano in merito ad un passaggio dal criterio di assegnazione della stessa dallo ius sanguinis allo ius soli.

Rilanciamo intanto l’appuntamento di domani alle 11 in piazza Caduti, dove un gruppo di cittadini ha organizzato in maniera spontanea una manifestazione silenziosa di solidarietà verso le vittime dell’attentato di Charlie Hebdo.

Nella nostra Mogliano le porte alle diversità saranno sempre aperte, mentre le sbatteremo in faccia ai seminatori di odio. Giù le mani dal centro islamico, fuori i fascisti dalla nostra città !

 

Giacomo Nilandi

Consigliere Comunale capogruppo de La Sinistra per Mogliano.


Mio figlio starà a casa l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze

L’INIZIATIVA

In Veneto la Festa della Famiglia naturale
l’ultimo giorno di scuola prima di Natale

La decisione è stata deliberata dalla giunta dopo una mozione del consiglio. La Regione: «Non è una decisione contro ma a favore dei valori in cui crediamo»

VENEZIA Il Veneto, prima regione italiana, celebrerà, già da quest’anno, la «Festa della Famiglia Naturale», nella quale saranno coinvolte tutte le scuole di ogni ordine e grado. L’iniziativa si terrà ogni anno in concomitanza con l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. La decisione, formalizzata con una delibera di Giunta proposta dall’assessore all’Istruzione Elena Donazzan***, discende dall’approvazione in Consiglio regionale di una mozione in questo senso, con primo firmatario il Consigliera regionale Arianna Lazzarin ed è stata presentata oggi a Palazzo Balbi dalle due protagoniste. «Questa è una scelta semplice e bella – ha detto Donazzan – presa per valorizzare la famiglia naturale come pilastro della nostra società ed esprimere con un atto e un appuntamento il nostro riconoscimento di valori indiscutibili, che discendono dalle leggi millenarie della natura e che nessun atto umano può modificare». «Attenzione però – ha aggiunto l’assessore – perché siamo di fronte ad una decisione a favore di valori in cui crediamo ma assolutamente non contro chicchessia. Rispettiamo il diritto di chi la pensa diversamente e gli orientamenti sessuali più diversi, ma pretendiamo a nostra volta il rispetto per la famiglia naturale».

Una domanda all’assessore Elena Donazzan: i bambini figli di coppie non sposate, genitori singoli magari con compagni/e gay, l’ultimo giorno prima delle vacanze di natale saranno cacciati da scuola non potendo festeggiare la Famiglia Naturale, oppure potranno restare per essere scherniti dai bambini le cui famiglie sono allineate con i suoi valori indiscutibili?!
Una domanda più generale: c’è qualche organo di giustizia in italia che possa far tacere i fascisti come questa signora e ripristinare il diritto di tutti soprattutto all’interno delle scuole?
*** Dell’assessore Elena Donazzan abbiamo avuto già modo di parlare in occasione di “Rogo di libri” mostrando la sua foto ingrandita con evidente celtica al collo, ma anche alla commemorazione dei fascisti morti con la Repubblica di Salò: usate “Donazzan” come termine di ricerca e verranno fuori diversi articoli. A questa signora, giusto un cicinin fascista, si permette di fare l’assessore all’istruzione nella nostra regione. E questa signora pretende di instaurare la festa della famiglia naturale?! Cosa sarebbe questa famiglia naturale? Quella in cui il marito va a prendersi contravvenzioni da 500 euro per procacciamento di prostitute e poi quando torna a casa picchia la moglie ed i figli? Ovviamente dopo essersi regolarmente sposato magari in chiesa… Poi la domenica va a confessare i suoi peccati, in coda dietro la signora Donazzan?!
Bene: alla faccia della famiglia naturale mio figlio starà a casa da scuola l’ultimo giorno prima delle vacanze, oppure andrà accompagnato – munito di opportuna delega – da qualche coppia di amici gay, pronti a farlo uscire in anticipo se mai la scuola si permettesse di tentare di rintronarlo con le frescacce della fascista signora Donazzan!

Antirazzismo e discriminazione positiva

Riceviamo e volentieri diffondiamo

Care tutte

La scorsa settimana il Centro Donna di Mestre ha lanciato presso il parco Bissuola a Mestre un nuovo progetto di “piscina aperta solo donne” la domenica mattina, che permette anche alle donne di fede islamica di fare ogni tanto il bagno con i loro bambini.

In seguito a questa iniziativa il Centro è stato preso di mira da più parti: è stata presentata dai consiglieri PDL una protesta formale in Consiglio Comunale, il Presidente Zaia le ha accusate di star ‘islamizzandosi’ e i militanti di Forza Nuova hanno minacciato ‘ritorsioni’.

Come alcune di voi sanno lo scorso anno ho collaborato col Centro Donna per un progetto sulle donne migranti: ho potuto vedere e ‘toccare con mano’ quanto la loro presenza sia preziosa, spesso il primo anello di congiunzione con la città per molte donne straniere che attraverso di loro possono imparare la lingua, trovare sostegno burocratico e qualche sorriso, e ‘fare scorta’ di fiducia in se stesse.
E’ una silenziosa ma preziosissima azione di pace, che ha sostenuto in questi anni decine di donne, e i loro bambini.

Ora mi hanno chiesto di aiutarle a diffondere questo progetto, invitando più donne possibili, e possibilmente non solo straniere, a partecipare, in solidarietà a una proposta che – posso confermarlo per averlo verificato di persona quando vivevo lì, è la norma ovunque ci siamo grandi comunità islamiche, come in Francia, Germania e in USA (a Brooklyn, lo ricordo bene perché mi è capitato di partecipare a mia insaputa una volta!, erano 2 giorni alla settimana, fissi).

Vi giro perciò l’invito, se potete (e naturalmente se siete d’accordo) ad andare a farvi una nuotatina… 😉
con tante altre donne, mamme e bambini
e a diffondere a vostra volta, se vi è possibile.

Grazie a tutti x l’attenzione,
Laura Boato


La vita come la patente

Riceviamo e ripubblichiamo da Coordinamento Migranti, rimandandovi al loro sito per l’articolo completo.

La “Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell’Integrazione” descrive l’Italia come una comunità di persone e di valori: una sorta di paradiso in terra! Tra i molti valori che rendono gioiosa la vita in paradiso, ci sono: libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, dignità, la parità tra uomo e donna, i diritti umani e persino quelli sociali, come se il welfare non fosse ormai un miraggio per tutti, precari, operai e migranti. In effetti, quando entrano per la prima volta in questo paese, i migranti forse non sanno che esistono i centri di identificazione ed espulsione (CIE) dove si può essere rinchiusi per mesi senza aver commesso alcun reato, ma soltanto per aver perso il diritto a restare. Non sanno che per rinnovare il permesso dovranno dimostrare continuamente di avere un contratto di lavoro, di avere un reddito sufficiente, una casa con una certa metratura e di aver versato i contributi. Non sanno neanche di dover pagare centinaia di euro a ogni rinnovo per ogni membro della loro famiglia e di dover aspettare mesi (anche se la legge stabilisce un tempo massimo di sessanta giorni) per avere in mano un foglio di carta che talvolta è persino consegnato in scadenza. Non sanno inoltre che non potranno riscattare i contributi versati in anni di lavoro, nel caso perdessero il permesso o decidessero di tornare nel loro paese (a meno di accordi bilaterali stipulati dal governo italiano, ancora però con pochi paesi). Non sanno che dovranno aspettare più di dieci anni per avere la cittadinanza, semmai riusciranno a ottenerla. Non sanno che i loro figli nati e cresciuti qui non sono cittadini, ma dovranno sottostare come loro al ricatto del permesso di soggiorno una volta compiuti 18 anni e terminati gli studi. Non sanno neanche che può succedere che i loro figli siano respinti dalle scuole, si dice per “mancanza di posti”, nonostante il diritto alla scuola dell’obbligo sia stabilito dalla Costituzione. La Carta dichiara inoltre la parità di genere, ma le migranti che entrano per ricongiungimento familiare non sanno che per lo Stato italiano “esistono” soltanto nel permesso di soggiorno del marito. Però la poligamia è vietata. Non sapendo tutto questo, senza dubbio, i migranti aderiranno più che volentieri ai valori di una Carta che li vuole integrare in un paese che affonda le sue radici nella “tradizione ebraico-cristiana”, ma che comunque garantisce la libertà religiosa.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO


La Carta di Lampedusa

Dal preambolo: “La Carta di Lampedusa si fonda sul riconoscimento che tutte e tutti in quanto esseri umani abitiamo la terra come spazio condiviso e che tale appartenenza comune debba essere rispettata. Le differenze devono essere considerate una ricchezza e una fonte di nuove possibilità e mai strumentalizzate per costruire delle barriere

Conclusione: “La Carta di Lampedusa afferma la necessità dell’immediata abrogazione dell’istituto della detenzione amministrativa e la chiusura di tutti i centri, comunque denominati o configurati, e delle strutture di accoglienza contenitiva – siano essi legalmente istituiti secondo leggi vigenti, o semplici decreti e regolamenti, o informalmente preposti alla detenzione e al confinamento delle persone – e la conversione delle risorse fino ad ora destinate a questi luoghi a scopi sociali rivolti a tutti e a tutte“.

Tra questi due paragrafi c’è moltissimo, che non riportiamo qui rimandandovi al sito Melting Pot Europa dove è anche possibile sottoscriverla.


Riflettendo sulla riflessione

Leggo sul sito del comune “una modesta riflessione per prevenire” fatta dall’assessore Giorgio Copparoni, al quale si deve riconoscere di essere una delle voci più ragionevoli nell’urlato quotidiano della maggioranza che governa (speriamo ancora per poco) Mogliano.

Prima di tutto vorrei unirmi alla solidarietà nei confronti dell’assessore Severoni: politicamente mi sono quasi sempre trovato in totale disaccordo con le sue scelte e le sue posizioni e non ho mai esitato a farglielo sapere in maniera estremamente chiara. Ciò non toglie che io possa apprezzare il suo gesto di interporsi di fronte ad un atto violento e che denunci in maniera ferma ciò che ha subito. A lui dunque tutta la mia solidarietà (ed il dispiacere) per quanto gli è accaduto.
Ma passiamo alla riflessione. Dice Copparoni:

Sotto la definizione “extracomunitario” raggruppiamo tutti coloro che, apparentemente diversi da noi, incontriamo quotidianamente. Sbagliato. Ci sono persone che rispettano e apprezzano la nostra cultura e il nostro modo di vivere, che stanno alle regole, che ci siamo a ragione dati, e che contribuiscono al benessere della nazione. Ci sono altri che vivono coscientemente al di fuori della comunità, vittime di un’accoglienza superficiale e finto buonista, che non vanno definiti extra-comunitari ma incivili

Sebbene intenda porre un argine a reazioni razziste che evidentemente si attende quantomeno da una parte dei suoi concittadini – e questo non posso che condividerlo, pur chiedendomi quanto la sua parte politica abbia finora contribuito alla crescita smodata di tali pulsioni – dimostra a sua volta la presenza di preconcetti analoghi a quelli che a parole vorrebbe combattere, sebbene mitigati da una coscienza che evidentemente non gli permette di accettare il razzismo scoperto.

Ci sono persone che rispettano ed apprezzano la nostra cultura“. E’ vero; così come è vero che ci sono tantissime persone che la rispettano meno, persone che non la apprezzano per nulla e persone che non condividono nemmeno lontanamente l’idea che possa esserci una nostra cultura da condividere. Io per esempio, che extracomunitario non lo sono affatto, rispetto il diritto di Copparoni e dei suoi di esprimere le loro idee e la loro cultura; rispetto molto meno le loro posizioni (ovvero appunto la loro cultura), non le apprezzo affatto e rifiuto l’idea che tra la mia e la loro possa esserci una qualsiasi comunanza che permetta di abbinarle in un nostra!

Se sul piano culturale la distanza è consistente, diviene poi abissale su quello lessicale. Quanta ostinazione ed enfasi – assessore Copparoni – su questo termine extracomunitario! Potrei citare una sfilza di nomi di  cittadini americani – appunto extracomunitari, in quanto non cittadini della Comunità Europea – che hanno compiuto reati gravissimi nel nostro territorio o contro nostri concittadini e molti casi nei quali si sono sfilati dalla nostra giurisdizione dimostrando non solo di non riconscersi nella nostra cultura, bensì di disprezzare la nostra sovranità ed ai nostri diritti. Se poi volessimo citare l’elenco di concittadini, ma anche compaesani, che hanno dimostrato analoga mancanza di rispetto non finiremmo veramente più.

Con ciò intendo dire che le categorie cittadino, comunitario, extracomunitario, razza, etnia, ecc. nulla hanno a che vedere con quanto accade in questi casi: si tratta di categorie fittizie, comodamente attaccate alla bisogna a situazioni nelle quali la distinzione andrebbe fatta tra legale ed illegale, tra violento e non violento.

Perchè alla bisogna? Semplice: basta guardare i titoli dei giornali per distinguere il “Pirata della strada che ammazza la vecchietta” dal “Pitrata della strata romeno (o marocchino, tunisino, ecc.) che ammazza la vecchietta”. La distinzione tra i due qual’è?! O ancora: il marito che piccia la moglie rientrando dall’osteria è più rispettoso della nostra cultura di quello che lo fa rientrando dalla moschea?

Certamente rispettano ed apprezzano la nostra cultura quegli industriali che, dal Veneto e dalla Lombardia (ma non solo),  hanno pagato la mafia per smaltire in maniera illegale rifiuti tossici in zone densamente abitate, condannando alla morte per cancro centinaia di persone e forse generazioni intere per molti anni a venire. Loro non tirano cazzotti ne estraggono il coltello, in ciò assolutamente in linea con i nostri valori… Come la mettiamo in questo caso con il finto-buonismo?

Mi spiace molto per ciò che ha subito l’assessore Severoni: fossi stato lì sarei avrei tentato di intervenire in suo aiuto contro il delinquente che l’ha malmenato e minacciato con un coltello, che avrebbe potuto benissimo essere moglianese piuttosto che di qualsiasi altra provenienza.

Qui l’accoglienza, il finto-buonismo, il comunitario e l’extra-comunitario non centrano proprio nulla: non ci sono buonismi con chi estrae il coltello, ne accoglienza verso chi massacra di botte la moglie o altro.

Qui la distinzione è tra razzismo ed antirazzismo e la differenza tra le due posizione non è quella tra coloro che considerano tutti gli extra-comunitari cattivi e coloro che li considerano tutti buoni; bensì tra coloro che condannano un comportamento senza chiedersi quale sia la nazionalità di chi lo mette in pratica, e coloro che, al contrario, condannano la non condivisione di una presunta nostra cultura e da ciò fanno derivare, in maniera quasi automatica, il comportamento contrario alle regole della convivenza civile.

In questo dunque – e mi spiace dirlo in un certo senso! – la sua posizione, assessore Copparoni, non è meno razzista di quella che a parole sta condannando; ma solo più moderata, meno becera nella sua espressione.

Ma non dobbiamo essere razzisti, la motivazione è una sola: noi non siamo una razza, siamo una cultura. Cultura che va difesa e protetta, senza indifferenza, anche con i comportamenti quotidiani.
Buon anno, Assessore Giorgio Copparoni

E’ vero: noi non siamo una razza, ma non siamo nemmeno una cultura. Siamo piuttosto tante culture diverse, ciascuna delle quali portatrice delle sue specificità, dei suoi valori, ed anche dei suoi difetti. Fintanto che queste differenze provengono da un bacino artificiosamente definito come nostro (per similitudine della lingua,  dei tratti somatici, del colore della pelle, della religione…) le accettiamo tuttalpiù criticandole.

Se invece provengono da un presunto altrove – la cui definizione, si badi bene, è sempre politica! – le rifiutiamo. E dunque l’unico modo per non apparire razzisti è quello di accettare coloro che sono disposti a rinunciarvi in nome di una tranquillizzante omologazione che non serve a difendere una cultura, ma solo la coscienza di chi non vuole doversi riconoscere razzista.

Buon anno a lei assessore; con l’augurio che il nuovo anno possa portare a tutti noi una visione meno angusta ed egoistica dei rapporti tra le persone


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: