Archivi tag: barbarie

Civiltà…

Il delitto della deputata laburista inglese, Jo Cox, pugnalata e uccisa da almeno due colpi di pistola avrebbe un movente politico […] Alla vigilia del referendum sull’uscita della GB dall’Europa il delitto ha creato effetto sulle Borse, con gli indici in rialzo.

Annunci

Memoria

Il 4 aprile 1944 alla Risiera di San Sabba entra in funzione il forno crematorio. La struttura viene inaugurata con la cremazione di settanta cadaveri di ostaggi fucilati nel poligono di tiro di Opicina

Il 4 aprile 1944 alla Risiera di San Sabba entra in funzione il forno crematorio. La struttura viene inaugurata con la cremazione di settanta cadaveri di ostaggi fucilati nel poligono di tiro di Opicina


#NOTINMYNAME

I fatti di Tunisi ci consegnano solo l’ultimo anello della catena di morte che l’ISIS sta stringendo attorno al collo della pace tra i popoli, in medio oriente e nel mondo. Un operazione totalitaria e delirante, che mira a cancellare la pluralità delle coscienze nel tempo e nello spazio, perpetrando la predicazione della paura in ogni dove.

La frenesia della comunicazione nel nostro tempo non consente distinguo e nella sua corsa non riesce a sottolineare che L’ISIS non è una religione, ma bensì puro fanatismo nei confronti del potere. Di tutto ciò ne approfittano avvoltoi senza scrupoli che instillano facili stereotipi nell’opinione pubblica, che in molti casi colpevolmente ingoia. Semi di odio che sospinti dal vento dell’ignoranza fanno germogliare razzismo e intolleranza.

Nessuno però si domanda quale Dio vorrebbe tutto questo? Nessuno si domanda come, da dove e per quali motivi ciò sia nato? In pochi lo fanno perché le risposte proporrebbero responsabilità geopolitiche scomode e difficilmente giustificabili se non con logiche di danaro e potere.

Di ciò noi da mesi ne stiamo facendo le spese per le strade, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Tante però sono anche le persone di buona volontà che ci supportano e creano anticorpi nel tessuto sociale per fermare il cancro della xenofobia.

Insieme all’Amministrazione Comunale ci rivolgiamo a loro per portare anche nella nostra città l’urlo di #notinmyname, che in questi mesi ha caratterizzato tutte le piazze d’Italia e d’Europa. Lo faremo attraverso un flashmob, dal quale costruiremo un video che poi sarà fatto girare in maniera virale sul web.

L’appuntamento è per domenica 29 marzo alle ore 15.00 presso il parco delle piscine in via Barbiero, l’unica richiesta è di indossare tutti una maglietta bianca e spargere la voce il più possibile in città.

Vi aspettiamo in tanti.

Mogliano Veneto, 23/3/2015.

Amar Abdelhamid

Presidente dell’associazione Amici della Pace.


Dal g8 di genova – Violenza privata e abuso d’ufficio

Giacomo Toccafondi, medico-torturatore, sia radiato dall’Ordine dei medici

Giacomo Toccafondi ha compiuto azioni terribili durante il G8 di Genova, picchiando, torturando, minacciando e umiliando i pazienti che aveva in cura, anziché aiutarli. Si è trattato per la maggior parte di ragazzi molto giovani, che si sono trovati soli, tra i poliziotti ostili, a dover subire in silenzio abusi incessanti. Molti di loro erano manifestanti arrestati all’interno della scuola Diaz: tutte persone che le indagini successive hanno dimostrato essere pacifiche e non pericolose, e sulle quali Toccafondi ha infierito con particolare crudeltà durante il suo mandato in qualità di dipendente del ministero di Grazia e Giustizia.
Quel giorno di luglio del 2001, il signor Toccafondi si presentò in infermeria – ufficialmente in qualità di medico – vestendo una mimetica anziché il tradizionale camice. Da allora decise deliberatamente di svestire i panni di medico. I giudici che lo processarono descrissero la caserma di Bolzaneto, luogo in cui torturò i suoi pazienti, come una prigione e affermarono pubblicamente che, secondo le prove in loro possesso, Toccafondi “agì con crudeltà” nel corso del suo mandato. Marco Poggi, suo assistente all’epoca dei fatti, testimoniò contro di lui: “Vidi di tutto, non feci quanto avrei voluto per fermarlo. Dileggiava con i pazienti, gli urlava ‘Te lo do io Che Guevara!’, ‘Sporchi comunisti!’ eccetera […] Non li ho aiutati quanto avrei voluto. È un senso di colpa che mi porterò dietro per sempre”.
Per il suo operato Toccafondi è stato incriminato per omissione di referto, violenza privata, lesioni e abuso d’ufficio, ma è stato salvato dalla provvidenziale prescrizione, senza fare un giorno di carcere nonostante le pesanti condanne a suo carico. E ora, da ottobre, potrà tornare a svolgere liberamente la sua professione di medico.
Con le sue azioni, Giacomo Toccafondi ha gettato l’Ordine dei medici nella vergogna e nell’ignominia, rinnegando e ignorando qualsiasi obbligo etico e morale nei confronti dei propri pazienti. Visti gli orribili atti di cui si è reso complice e promotore, viste le numerose testimonianze e la nutrita e incontrovertibile documentazione relativa al caso, dati e comprovati i fatti inoppugnabili che lo condannano, giuridicamente ed eticamente, chiediamo che il dottor Toccafondi non debba più essere messo in condizione di avvicinarsi a un paziente bisognoso di cure. Alla luce di tutto ciò, chiediamo pertanto che Giacomo Toccafondi venga radiato dall’Ordine dei medici.

Firma la petizione


Chi manipola le fonti falsifica il presente e allontana la verità sulle foibe

Ben volentieri ci uniamo a GIAP per una doverosa operazione di restituzione della memoria.

31 luglio 1942: esecuzione sommaria di civili sloveni nei pressi del villaggio di Dane

31 luglio 1942: esecuzione sommaria di civili sloveni nei pressi del villaggio di Dane

Questo è solo un piccolo addendo al bellissimo post di Lorenzo Filipaz «Foibe o esodo? Frequently Asked Questions sul Giorno del Ricordo», che negli ultimi due giorni ha avuto un vero boom di visite.

Ripubblichiamo qui sopra la famigerata foto, stavolta con didascalia incorporata.
Infatti, un modo per contrastarne la falsificazione è farne apparire il senso già in Google Immagini, a colpo d’occhio.
Perché se ci limitiamo a pubblicarla con la spiegazione a parte, come abbiamo fatto nel post di Lorenzo, rafforziamo comunque la sua associazione con la parola chiave «foibe», e continuerà a essere “pescata” ignorando il contesto.
Diverso se la si fa girare per il web, pubblicata su un gran numero di blog, con avviso incorporato.

Il consiglio è: ripubblicatela ovunque potete, in questa versione, con un breve testo che, come questo che state leggendo, spieghi il senso della cosa. Aggiungete i nomi dei cinque fucilati la cui memoria viene costantemente negata:

Franc Žnidaršič

Janez Kranjc

Franc Škerbec

Feliks Žnidaršič

Edvard Škerbec

Aggiungete poi un link diretto all’intera sequenza fotografica di cui quest’immagine è parte.

Aggiungete un link al dossier sulle manipolazioni che questa foto da troppi anni subisce.

Aggiungete un link all’opinione di Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica e studioso di fotografia, intitolata «Non dire falsa testimonianza».

E, se volete, un link alle FAQ preparate da Lorenzo.

Soprattutto, mantenete la calma di fronte a reazioni furibonde. Sono di corto respiro. L’importante è che questa foto non venga più travisata. Ci vorrà un po’ di tempo, ma otterremo il risultato. Per Franc Žnidaršič, Janez Jranjc,Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič ed Edvard Škerbec.


We are Anonymous…

Greetings Arturo di Corinto,
We are Anonymous. We write this email to you in light of OperationIceISIS in which we dismantle and effectively destroy the communication and recruitment infrastructure of the terrorist organisation calling themselves ISIS. Moreover, since their primary tool for propaganda and recruitment is in the domain of the internet, it is imperative that we expose those who are their website and forum administrators. In January alone, a systems administrator-turned hacker-of of three ISIS websites managed to penetrate and deface over 20,000 france domains! Our operation began in July,2014.

We branched out to OpCharlieHebdo after the horrendous, but nonetheless real, attack on free speech and democracy at Charlie Hebdo headquaters in France. The notorious ISIS hackers spread their web of almost dragnet-scope scanning on france domains; irrespective of their relevance to jihad. Unsuspecting websites with vulnerabilities were primary victims of this grotesque vengence against freedom of speech and liberty in the name of Allah. We, Anonymous, answered these attacks by defacing, dumping, and shutting down a large number of ISIS websites and forums such as: http://pastebin.com/eiBhqUJv

We have compiled a list of all the extremist twitter accounts that we have got suspended: http://pastebin.com/xr67aCVV

As you know, a Jordanian airstrike killed the main ISIS hacker, the one who penetrated the Twitter account of CENTCOM. Their only other good hacker is Tunisian, and he also created a team: ‘The Fallaga DZ Team’. They work tirelessly to create chaos and harm innocent sites. For example you can see: http://dark-h.org/deface/id/174252. Furthermore, since they do not have pre-disposed targets, these despicable criminals target vulnerable websites of schools, universities, hospitals and media. Anonymous has even gone to the lengths of making a video on the basics of how to secure websites: https://www.youtube.com/watch?v=4_fne9RFT0U

Since OpIceISIS is long term operation, we will persevere in the hope that the number of jihadist recruits substantially decrease, thereby diminishing the reach of terrorist networks worldwide.

Nevertheless, we announce to you and to the world that this criminal will be jailed.

Here are his details:

First Name: Majdi

Last Name: Mgaidia

Work: Tunisie Haut Debit

School: Bordeaux Management School

Live: Manouba, TUNISIA

Email addresses: majdi@tunitech.net, majdi@fallega.tn, majdi@localhost.tn, capoo.tunisianoo@yahoo.fr

Facebook: http://www.facebook.com/mmgaidia

Twitter: @bad_shark1

Address: Balti Amir 6, Rue des Fleurs, Ezzahra, Ben Arous, 2034 Tunisia

Phone: 0021699630975

HE WAS THE SYSADMIN OF ISIS WEBSITES:

http://www.alfidaa.org/vb

http://www.atahadii.com/vb

http://www.salafia.info

http://www.fallega.tn/vb

For more information: https://twitter.com/OpAntiISIS/status/563713592352980992/photo/1

We are Anonymous.

We are Legion.

We do not Forgive.

We do not Forget.

Expect Us.


Contro chi cavalca la paura!

Riceviamo, firmiamo e diffondiamo!

La pagina per firmare è QUI

Diretta a Elena Donazzan, Assessora all’Istruzione della Regione Veneto

Questa petizione sarà consegnata a:

Elena Donazzan, Assessora all’Istruzione della Regione Veneto

DIMISSIONI

La petizione nasce dopo la lettera che l’Assessora all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha inviato ai dirigenti scolastici dopo i fatti di Parigi e dell’attentato terroristico alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo (lettera che si può trovare sul sito web della Donazzan → http://goo.gl/57PpqL).

Nella circolare, si chiede a tutti i presidi delle scuole della Regione di far discutere di quanto accaduto, condannando non solo i fatti e chiedendo a genitori e studenti stranieri di dissociarsi, ma anche la cultura islamica, che alimenta, secondo l’Assessora, la genesi di tali attacchi terrroristici.

Non finisce qui: infatti la Donazzan afferma che tutti i terroristi sono islamici e associa, in uno status su Facebook, un atto di bullismo da parte di un quattordicenne tunisino in Veneto alla strage di Parigi.

Fare un paragone tra un gesto di bullismo e un massacro con armi da fuoco è simbolo di un becero razzismo che non possiamo accettare, specialmente se proveniente da una figura con una certa carica istituzionale. Viene da domandarsi se questo parallelo sia frutto di una strumentalizzazione cosciente dei fatti oppure da semplice ignoranza: i casi di bullismo sono diffusi in tutto il Paese, non importa l’origine culturale del ragazzo.

Inoltre, in tutta Europa crescono i fascismi e il razzismo, e un ruolo decisivo sta anche nell’educazione. La scuola deve essere un luogo laico di confronto e l’educazione dovrebbe essere multiculturale ed interculturale. L’educazione collettiva di cui si fa portavoce la Donazzan fa crescere l’odio verso chi crede in un’altra religione o è semplicemente di una cultura diversa dalla propria.

L’educazione collettiva di cui abbiamo bisogno è quella capace di rispondere con la valorizzazione positiva della diversità all’odio xenofobo che sta emergendo in tutta Europa, a causa anche delle provocazioni di soggetti come l’Assessora.
Chiediamo, con questa raccolta firme, le IMMEDIATE DIMISSIONIdell’Assessora e chiediamo a tutti i dirigenti scolastici di dissociarsi da queste parole di odio e rimandare al mittente la circolare.

 

Associazione Studenti Universitari

Il Sindacato degli Studenti


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: