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VIDI UNA BESTIA SALIRE DAL MARE…

Riceviamo questo scritto di Alex Zanotelli che molto volentieri ripubblichiamo.


E’ con queste parole che il profeta dell’Apocalisse descrive l’Impero Romano alla fine del primo secolo. Le stesse parole le userei per le nuove bestie che appaiono all’orizzonte: il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, nell’acronimo inglese T-TIP e l’Accordo per il Commercio dei servizi, nell’acronimo inglese TISA. Due trattati pericolosissimi, purtroppo poco conosciuti dal grande pubblico, perché porteranno alla privatizzazione dei servizi.
Il T-TIP creerà la più grande area mondiale di libero scambio fra le economie degli USA e della UE, che rappresentano metà del PIL mondiale e il 45% dei flussi commerciali. Le trattative per creare il T-TIP sono partite in tutta segretezza nel luglio 2013 a Washington e sono condotte da pochi esperti della Commissione Europea e del Ministero del Commercio USA. Obama vuole firmare il Trattato entro il 2015.
“Il Trattato più importante del mondo” , proclama il Sole 24 ore. Lo è infatti per i poteri economico-finanziari mondiali. Secondo De Gucht, commissario per il commercio UE, il Trattato offrirà all’Europa due milioni di posti di lavoro in più, 119 miliardi di euro di PIL che equivale a 545 euro in più all’anno per ogni famiglia. Per di più, ci sarà un incremento del 28% delle vendite di prodotti europei negli USA e dell’1% del PIL, nel giro di dieci anni. La realtà,invece , è tutt’altra! Il T-TIP è un negoziato stipulato senza la partecipazione dei cittadini. E’ un vero e proprio golpe da parte dei poteri economico-finanziari che governano il pianeta. E’ la vittoria delle lobby(multinazionali e banche), che hanno a Bruxelles quindicimila agenti e tredicimila a Washington, stipendiati a fare pressione sulle istituzioni.
Infatti il Trattato indebolisce il principio di precauzione vigente in Europa in relazione ai nuovi prodotti, elimina le sanzioni in caso di abusi relativi ai diritti sociali e ambientali, mira a una progressiva privatizzazione di tutti i servizi pubblici , a sottomettere gli Stati a una nuova legislazione a misura di multinazionali ed infine trasferisce la risoluzione delle controversie tra imprese private e poteri pubblici a strutture di arbitrato privato tramite il cosidetto ISDS(Individual State Dispute Settlement) .”Questa è una rivoluzione nelle procedure usate per risolvere i contenziosi tra privati e Stati”, dichiara Marcello de Cecco su La Repubblica , un quotidiano che spesso sulle sue pagine inneggia al Trattato. E continua:” E’ un’innovazione giuridica che serve a limitare drasticamente la sovranità degli stati , favorendo le grandi multinazionali.”
Il Trattato inoltre avrà pesanti ricadute sul mondo del lavoro aggirando le norme del diritto dei lavoratori proclamato dall’ILO, svuotando le normative per la protezione dei lavoratori, ma anche ridimensionando il diritto di contrattazione collettivo.
Quest’area di libero scambio USA -UE, creata dal T-TIP, sarà protetta dalla NATO , che peraltro già investe 1.000 miliardi di dollari all’anno in armi!
L’altra Bestia, ancora più minacciosa della prima, è il TISA (Trade in Services Agreement)- Accordo per il Commercio dei servizi. Il settore dei servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto interno lordo: solo negli USA rappresenta il 75% dell’economia e genera l’80% dei posti di lavoro nel settore privato . Su questo ghiotto bottino, i rappresentanti di una cinquantina di Stati (UE, USA, Canada,Australia, Giappone…) si stanno ritrovando in totale segretezza nell’ambasciata australiana a Ginevra, dal 15 febbraio 2012 per un accordo sul “commercio dei servizi”(sic!). Si è venuti a conoscenza di questo grazie a Wikileaks. I testi dell’accordo rimangono segreti. Scopo fondamentale di questo accordo è accelerare la privatizzazione di tutti i servizi pubblici e impedire qualsiasi forma di riappropriazione pubblica di un’attività privatizzata(sic!). Il TISA impedirebbe i monopoli pubblici (educazione nazionale) e i fornitori esclusivi di servizi anche a livello regionale e locale (per esempio le minicipalizzate per i servizi idrici).
Tutto questo avviene nel più totale silenzio, anzi con l’impegno degli stati a non rivelare nulla di questa trattativa fino a cinque anni dopo la sua approvazione. Anche con il TISA, i governi vorrebbero concludere le trattative entro il 2015.
Come cittadini non possiamo accettare l’arrivo di queste Bestie che consegneranno l’Europa e il mondo alle logiche del mercato. “E’ l’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria”, che Papa Francesco bolla con tanta forza. Solo una vasta protesta di massa in tutta Europa potrà sgominare il T-TIP e il TISA. Nel 1998 noi europei siamo riusciti a sconfiggere il MAI (Accordo multilaterale sugli Investimenti), che è quasi la copia del T-TIP. Abbiamo vinto dicendo MAI al MAI! Possiamo fare altrettanto con il T-TIP e il TISA.
Già è in atto una mobilitazione in Italia fatta da un network di un centinaio fra associazioni di consumatori, sindacati e reti agricole con un sito molto informato. (www.stop-ttip-italia.net)
I capi di Stato europei sono già preoccupati per la crescente ostilità contro questi Accordi. Ne hanno parlato al vertice del G20 a Brisbane(Australia). E il più convinto sostenitore di questi trattati l’abbiamo in casa. Il governo Renzi.
Carlo Calenda, vice-ministro per lo sviluppo economico nel governo Renzi e responsabile dell’Italia per il T-TIP, insiste perfino di includere nel Trattato il controverso meccanismo di risoluzione tra investitori e Stato, il cosidetto ISDS, fortemente voluto dagli USA.
“Il T-TIP- afferma la Susan George-è un assalto alla democrazia, alla classe lavoratrice, all’ambiente, alla salute e al benessere della cittadinanza. L’unica risposta possibile dinanzi a questo attacco è alzarsi dal tavolo, chiudere la porta e lasciare la sedia vuota.”E’ questo quello che chiediamo al governo Renzi.
Mentre alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) chiediamo di esprimersi su questi Trattati. La commissione degli episcopati della comunità Europea (COMECE) ha sottolineato che il T-TIP “solleva una serie di problemi e controversie proprio perché la Chiesa deve far sentire la voce dei più deboli e dei più poveri in Europa e nel mondo, nella misura in cui saranno interessati dall’accordo di libero scambio.” I vescovi europei hanno deciso di preparare un documento per gli eurodeputati. Ma dovranno farlo in fretta se vogliono arrivare in tempo.Perché i vescovi italiani non potrebbero fare lo stesso? Questo darebbe tanta forza alle comunità cristiane, all’associazionismo di ispirazione cristiana a congiungersi con il grande movimento di opposizione a questi trattati. Uniti possiamo farcela!
Ma dobbiamo muoverci perché i poteri forti vogliono chiudere la partita al più presto possibile.
Diamoci da fare perché vinca la Vita.

Alex Zanotelli
Napoli, 3 dicembre 2014

 

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Mi riprendo il manifesto

Cara/o
ti scriviamo perché abbiamo due notizie importanti. Una buona e una cattiva.Quella buona è che il manifesto è in salute. Nonostante una crisi drammatica e le gravi difficoltà del giornalismo su carta, il nostro bilancio, le vendite e gli abbonamenti tengono e piano piano, giorno dopo giorno, stiamo migliorando la qualità del giornale e di tutti i suoi allegati, sia cartacei che digitali.La notizia cattiva è che la testata “il manifesto” è ancora di proprietà dei commissari liquidatori della vecchia cooperativa ed entro Natale la metteranno in vendita al miglior offerente.

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Senza oneri per lo stato (o per il comune)

Da televideo RAI di oggi 27/05/2013 h. 7:41

Il referendum consultivo sui fondi comunali per le scuole private dell’infanzia di Bologna ha premiato i promotori di Articolo 33, che chiedono di destinare quelle risorse, circa un milione di euro ogni anno, alla scuola pubblica.

L’opzione A, ha vinto con il 59% con 50.517 votanti, mentre per quella B 35.160, pari al 41%. Al voto, che ha messo in crisi la maggioranza di centrosinistra che guida la città, sono andati il 28,71% degli aventi diritto, oltre 85mila bolognesi.

Considerando il fatto che solo una parte dei cittadini è direttamente coinvolta nella situazione della scuola, e della scuola dell’infanzia in particolare; che il comune ha fatto il possibile per complicare la vista a chi voleva votare (pochi seggi e mal dislocati nel territorio), che praticamente tutti i poteri forti si sono dati un gran da fare per far passare l’opzione B (che avrebbe confermato i fondi alle scuole private), si direbbe proprio una bella vittoria.

Adesso aspettiamo di vedere come se ne prenderà atto (il referendum ha solo finalità consultive) e quanto potrà diffondersi il movimento per la scuola pubblica contro il finanziamento pubblico alle scuole private (non solo quelle confessionali).


La quadratura della frittata

Supponiamo che ci sia un’Amministrazione Comunale che, tagliando i contributi tesi a calmierare i costi di un servizio pubblico – che ne so: ad esempio la refezione scolastica – pare essersi creata attorno il peggior casino che potesse immaginare, ma non intenda tentare di risolverlo perché non è interessata ad offrire un servizio adeguato a prezzi ragionevoli, bensì intende privatizzarlo.

Ora supponiamo che ci sia un’azienda che, appalto dopo appalto, si sta garantendo il controllo dello stesso servizio – supponiamo sempre la refezione – in una determinata area geografica. Per amor di discussione supponiamo anche che l’area geografica insista sul comune di cui al punto precedente, che anzi risulterebbe centrale.

L’azienda ha una necessità impellente legata alla logistica: tutti gli appalti relativi a questo servizio pongono tra le condizioni che il trasporto del prodotto finito (diciamo pasti) avvenga entro un raggio di chilometri piuttosto limitato. Dispone di un centro in zona, ma questo è dimensionato per i servizi che sta già offrendo e dunque non permette di espandersi, inoltre risulta decentrato rispetto all’area di espansione. Attrezzarsi con un nuovo centro logistico (per rimanere nell’esempio diciamo un Centro Cottura), oltre a richiedere aree adeguate, permessi, progetti, ecc. e dunque molto tempo, comporterebbe anche un investimento non indifferente: diciamo attorno ai 2 milioni di euro.

Anche l’Amministrazione ha una necessità immediata: il gioco al massacro portato avanti negli ultimi due anni nei confronti della società pubblica che gestiva il servizio, si sta trasformando in un boomerang. I cittadini sono assolutamente scontenti del servizio, pagano troppi soldi per ottenerlo. Ma soprattutto qualcuno si è accorto che la colpa non è tanto dell’azienda pubblica, quanto delle politiche a cui l’amministrazione la costringe, impedendole il confronto con i fruitori dei servizi, la partecipazione a gare d’appalto nei dintorni per ampliare il mercato, la gestione più oculata dei costi e perfino mantenendo bloccato un credito rilevante di cui ha il controllo grazie ad un commissariamento.

La misura assolutamente indispensabile a questa ipotetica amministrazione è la riduzione del costo del servizio di una percentuale attorno al 25% senza oneri per l’amministrazione stessa. Ma si tratta di risparmi troppo rilevanti per poterli ottenere senza un miracolo.

Questa società pubblica dispone di un Centro Cottura interamente pagato dai cittadini e dai consumatori, il cui valore viene peritato a 1.522.000,00 euro. Potrebbe essere ceduto insieme alla società pubblica all’azienda privata che ne ha bisogno: l’azienda avrebbe un risparmio e le casse comunali un’entrata rilevante, ma mancherebbe il miracolo di cui l’amministrazione intende assumersi il merito.

Ecco dunque il miracolo. Adducendo motivazioni fumose, tra le quali spiccano per ironia i debiti che il commissario non paga, il valore della perizia del solo Centro Cottura, sommato al valore della società pubblica e rivalutato in considerazione del fatto che questa società detiene un contratto di fornitura valido fino al 31/12/2021 (ben altri 9 anni di appalto certo: una manna!), dà un risultato negativo: in pratica si dice che chi compra si porta a casa tutto per metà del valore del solo Centro Cottura.

Ma è un regalo, una truffa!” direte voi. No: è una vendita rateale nascosta, effettuata in condizioni di estremo favore per l’acquirente perché permette a chi gestisce la vendita (solo gestisce: il venditore sono i cittadini di quel comune che l’hanno pagato non l’amministrazione!) di guadagnarci molto in immagine! Infatti il costo del servizio, miracolosamente, cala di una percentuale pari a circa il 25% medio, con un risparmio annuo di 200 mila euri circa. Come dire che l’altra metà del Centro Cottura verrà ripagata in 4 anni. Anzi meno, diciamo 2: perché c’è l’altro fastidio del credito nei confronti dell’ente commissariato. Il credito rimane a futura memoria (ed a futuro pagamento, ma da parte di altri!), ma intanto il commissario ha messo a tacere uno scomodo esattore ed ha un nuovo fornitore certamente più disponibile ad una certa elasticità.

Fino a che questa amministrazione rimane: sia chiaro, appunto circa 2 anni! Poi, ci si è garantita una spada di Damocle sulla testa di quelle future che fino al 2021 rimarranno legate mani e piedi ad un fornitore di cui non avranno modo di liberarsi e che potrà strangolarle in qualsiasi momento semplicemente smettendo di pagare le “rate nascoste” del suo debito, per le quali non ha nessun obbligo giuridico.

Questo si chiama costruire la ciambella attorno ad un buco.


E i conti come tornano?!

Leggo su La Tribuna di Treviso di ieri “MOGLIANO. Serenissima si aggiudica la municipalizzata Mose: dall’anno prossimo gestirà il servizio mensa nelle scuole. Il gruppo di ristorazione collettiva nato a Vicenza a metà degli anni Ottanta approda anche a Mogliano, dopo l’Usl 9 e i numerosi comuni limitrofi, come Preganziol, nei quali cura la refezione scolastica.”

Sinceramente il vincitore della “gara” (chiamiamola pure così) stupisce pochissimo: noi con la nostra sfera di cristallo avevamo previsto circa un anno e mezzo fa chi sarebbe stato: MAGIA!!!

Quello che stupisce è un’altra cosa.  Giovedì 13 mattina, alle ore 9.30, ero in Comune deciso a partecipare all’apertura delle buste della gara. All’ultimo momento ci è stato detto che il regolamento del bando non prevedeva una seduta pubblica ma solo l’accesso da parte dei rappresentanti delle ditte che avevano fatto un’offerta. La cosa mi è parsa sinceramente assurda, ma visto che a dirlo era la dirigenza amministrativa (e non politica) fatto buon viso a cattivo gioco mi sono ritirato in buon’ordine.

Anche perché, come mi ha poi confermato la sera al Consiglio Comunale la signora Corbanese, giovedì si espletava solo l’apertura delle buste, con la verifica che tutto fosse in regola, la valutazione tecnica avrebbe poi richiesto diverso tempo. Inoltre mi era parso di capire (ma evidentemente qui mi sbaglio?) che solo al termine della valutazione tecnica ci sarebbe stata l’apertura delle offerte economiche con relativa aggiudicazione.

Invece – potenza delle riforme del governo Monti?! – sono riusciti in un solo giorno a fare tutto e determinare chi fosse il vincitore: dunque già venerdì il sindaco Azzolini, con suo sommo stupore (non se la sarebbe mai aspettata!) ma felicità, ha potuto informare la stampa che Serenissima Ristorazione si è aggiudicata per 680 mila euro la proprietà di Mogliano Servizi con annesso centro cottura del valore di stima di circa  1,5 milioni di euro. Ma «Il valore della società», spiega Boarina, «risente anche dei debiti. Solo 200 mila euro sono i mancati crediti nei confronti dell’Istituto Gris, e numerosi altri debiti verso fornitori»: chissà mai chi sarà quel commissario straordinario che non solo non ha pagato i debiti del Gris, ma ha pure attribuito ad altri (per l’esattezza a Serenissima Ristorazione, pensa un po’…) l’appalto?!

Potenza dell’efficienza padana! Superata in celerità di valutazione solo da noi piccoli Komunisti che avevamo fatto tutte le valutazioni di merito (o piuttosto: avevamo previsto le valutazioni di merito che avrebbero fatto loro!) con un anticipo annuale.

Continuo a chiedermi come sia stata possibile, da parte nostra, una così chiara e tempestiva preveggenza!


Ripulire il Centro Giovani: domenica 4 novembre dalle 15.00

Riceviamo e volentieri diffondiamo (e partecipiamo!).

Stanchi di aspettare gli interventi dell’amministrazione comunale il cui punto di forza sta nel contestare i vandalismi, come se piovessero dal cielo! I giovani delle associazioni Nite Park e Seekers danno appuntamento ai moglianesi di buona volontà domenica 4 novembre (domani) dalle ore 15.00 al parco Primavera (dietro le piscine di via Barbiero) per un’azione civile di pulizia e risistemazione del Centro Giovani e del parco che lo circonda.

Per arginare il degrado e raccogliere la spazzatura in modo da ridare un po’ di dignità a quel parco e a ciò che resta del Centro Giovani

 


Mogliano che vorrei

E’ nato un nuovo sito web: si chiama Mogliano che vorrei ed è promosso dal coordinamento delle forze del centrosinistra e della sinistra moglianese.

E’ frutto del lavoro di analisi ed elaborazione di proposte svolto per il nuovo PAT (Piano di Assetto del Territorio) che è in fase di elaborazione e – direi quasi soprattutto – come reazione alla totale assenza di confronto con la popolazione, le associazioni, i comitati, le rappresentanze e così via da parte di questa amministrazione comunale.

La nostra prima reazione è stata: com’è possibile che si intenda elaborare un piano strategico, della portata del PAT, che definirà il futuro di Mogliano almeno per i prossimi 10 anni, senza che sia avviato un confronto serio e capillare?! Purtroppo è possibile: la maggioranza Lega – Arlecchino ci ha abituato a questo modo di operare: decidono alle nostre spalle e sulla nostra pelle nelle loro buie stanze. A parole “assumendosene la responsabilità politica“: sempre rivendicata quando si tratta di gestire in proprio affari e scelte, rapidamente dimenticata quando non addirittura scaricata su altri, non appena le scelte fatte mostrano tutta la loro limitatezza (o dannosità come spesso accaduto!).

Bene: noi a questa logica non ci stiamo! Per prima cosa, con uno sforzo notevole, abbiamo organizzato tre incontri che hanno avuto il merito di far chiarezza sul PAT, sulle procedure messe in campo ed anche sulle scelte clandestine (nel senso che erano nascoste nelle pieghe burocratiche del discorso). Ma hanno anche aperto un dibattito ed evidenziato posizioni alternative e ragionate da parte di molti: associazioni di categoria o ambientalistiche, comitati di difesa del territorio, semplici cittadini.

Durante questi incontri abbiamo promosso l’idea di organizzare dei gruppi di discussione e confronto che possano approfondire argomenti specifici legati al PAT per poi intervenire nelle procedure: si tratta di un meccanismo che stiamo mettendo in moto in questo periodo. Nel frattempo però si è pensato anche di avviare uno spazio preliminare (mi si consenta la definizione impropria) dove la discussione possa comunque avviarsi, senza attendere i tempi lunghi (e faticosi!) necessari perche possano incontrarsi persone ed associazioni.

Questo è il senso di Mogliano che vorrei: uno spazio dove dibattere. Si tratta infatti di un sito che offre uno strumento di discussione – i forum – aperto a chiunque sia interessato a pubblicare la propria opinione ed a discuterla con gli altri. Non dunque (e ci preme sottolinearlo!) un blog o una raccolta di documenti o interventi dell’esperto di turno – anche se chiunque può inviare il suo contributo anche in questo senso – ma uno spazio di discussione, disponibile per l’esperto, l’associazione, il cittadino… Chiunque voglia dire la propria o fare domande o saperne di più dell’opinione altrui.

La lettura e consultazione sono libere ed aperte a tutti. Per poter intervenire nel dibattito (che ci auguriamo si creerà) è necessario registrarsi, ma la registrazione è aperta ed immediata – non deve sottostare ad autorizzazioni –  e consente subito di intervenire.

Il nostro augurio è che questo spazio venga utilizzato, veramente da tutti, per cercare di disegnare un futuro migliore per il nostro territorio in primis, ma anche (il PAT incide su moltissimi aspetti della vita cittadina!) per la vita del comune e dei sui cittadini. Vi aspettiamo


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