Archivi tag: democrazia

Non disturbare il manovratore

Sul TTPI, l’accordo di “libero scambio” tra UE e USA si può ancora dire molto poco: praticamente la trattativa è segreta, così come lo stato di avanzamento degli accordi. Quello che si sa è che in nome di presunti vantaggi per le due economie intendono farci ingoiare bocconi molto amari: armonizzare le legislazioni ed i regolamenti infatti implica enormi passi indietro nell’ambito della sicurezza alimentare, dei beni comuni e perfino della libertà e della conoscenza, visto che la legislazione sui brevetti negli USA è molto più liberale che in Europa.

Non ci si faccia incantare dalla parvenza positiva del termine liberale: in questo caso significhe che negli USA si può brevettare quasi qualsiasi cosa: dai codici genetici (non inventati, bensì solo rilevati in organismi esistenti) fino a componenti di software (il software in Europa può essere brevettato ma non registrato) e design. Questo comporta già ora cause dai costi stellari per cosucce tipo la forma di uno smartphone (recente scontro tra Apple e Samsung) o la necessità di pagare royalties se nel software prodotto si usa una barra di avanzamento (quella barretta colorata che muovendosi fa vedere che l’operazione sta procedendo) coperta dal brevetto di qualcuno. Ad esempio in USA è fenomeno piuttosto frequente quello di aziende che brevettano l’inverosimile in attesa che qualche big dell’industria lo utilizzi, quindi gli fanno causa finendo in genere per giungere ad un accordo extra giudiziario pagato fior di quattrini.

Ma sono molto meno restrittive anche le regolamentazioni farmaceutiche o alimentari: mentre in Europa vige in linea di massima un sistema cauto (prima mi dimostri che non fa male e poi ti autorizzo) negli USA le autorizzazioni sono molto più rapide: non è morto nessuno per cui ti autorizzo, se poi si scoprirà che fa male eventualmente (se riusciranno a dimostrarlo!) pagherai i danni. E dunque spazio libero a OGM, all’uso di fitofarmaci in agricoltura ed antibiotici in zootecnia e vai chimicheggiando.

Dell’accordo – o meglio della trattativa in corso – quasi nessuno sa nulla: non si informa il Parlamento Europeo e men che meno i cittadini: ufficialmente per non rischiare di comprometterla con notizie fuori luogo, in realtà, molto probabilmente, perché se sapessimo cosa ci stanno svendendo e come, probabilmente faremmo saltare il banco. Si pensi solo ai beni comuni: la privatizzazione dei servizi vorrà dire multinazionali che arrivano a papparsi in un sol boccone una bella fetta del nostro welfare con il vantaggio ulteriore che se gli stati tentassero di arginare la cosa potrebbero pure appellarsi alla Corte Europea pretendendo che sia rifuso il danno subito per non aver potuto speculare sulla nostra salute o quant’altro! Chi avrà più il coraggio di mettersi contro questi colossi in nome del bene comune o della salute pubblica?!

C’è chi cerca di combattere tutto ciò, ma sono (siamo) in pochi, anzi: pochissimi. La maggior parte delle persone non sa nemmeno che la trattativa è in corso o, se lo sa, ha solo sentito parlare della “NATO commerciale” come è stata soprannominata dal qualche TG e pensa probabilmente ad un sistema per proteggere le economie di fronte alla crisi.

Perchè ne parlo ora? Perchè ho appena letto su Televideo RAI che a Bruxelles “Circa 250 persone, la metà dei manifestanti che si sono radunati davanti all’European Business Summit a Bruxelles, sono stati fermati dalla polizia belga e caricati su mezzi della polizia“. Tra loro anche il candidato della lista l’Altra Europa con Tsipras, Luca Casarini e la verde belga Anne Herscovici.

Sui motivi si dice solo che “I manifestanti protestavano contro l’accordo di libero scambio Ue-Usa“, come dire i soliti bastian contrari!

Magari ora almeno sapete contrari a cosa

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: