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Crowfounding Resistente

Per il 70° anniversario della Liberazione, la sezione di Treviso dell’Associazione “rEsistenze” sta realizzando un filmato dal titolo “Con i messaggi tra i capelli. Ragazze della Resistenza trevigiana”. Clicca per visionare il DEMO

Il video racconterà la partecipazione delle donne che hanno operato nella Resistenza del trevigiano attraverso i volti e le parole di: Tina Anselmi “Gabriella” ( presidente onoraria di “r-Esistenze”), Vittorina Arioli “Anita”, Leda Azzalini “Mariska”, Olga Bernardi, Rosina Annetta Bernardi “Annarosa”, Onorina Borin, Lisetta Campion, Teresa Casagrande, Anna Colles, Marcella Dallan, Itala Da Re, Giovanna Faè, Bruna Fregonese, Sofia Gobbo “Giorgio”, Noris Guizzo “Carmen”, Rina Lorenzon, Annamaria Lorenzoni, Elisa Perini, Lina Piccin Livieri, Luciana Tecla Piva “Elda”, Gina Roma, Nedda Zanfranceschi.

Sono testimonianze (video e audiointerviste, lettere, diari e memorie) raccolte dalla nostra Associazione“rEsistenze” oltre che da ISTRESCO (Istituto per la storia della Resistenza della Marca trevigiana), IVESER (Istituto veneziano per la storia della Resistenza) e ANPI di Treviso.

Pensiamo che questa iniziativa debba rivolgersi in primo luogo ai giovani, e quindi lo proporremo come contributo alla scuola per assolvere al proprio mandato istituzionale di sviluppo della cittadinanza attiva.

Per la realizzazione del filmato abbiamo attivato una campagna di crowdfunding. Il costo del progetto è relativamente contenuto (riferito unicamente al compenso per il regista e alla stampa dei DVD). Pensiamo che questa formula “corale” di finanziamento possa rappresentare un’opportunità di partecipazione all’iniziativa per i futuri fruitori del filmato, per altri soggetti che rivestono un ruolo istituzionale, politico o culturale, nonché per tutti i cittadini interessati.

Chi vuole appoggiare il progetto può versare il suo contributo economico a: Associazione Resistenze – Calle Michelangelo 54 P – Giudecca Zitelle – 30133 Venezia (codice IBAN IT56D0760102000000086053899 e CCP 86053899) indicando come causale: “video partigiane Treviso”.

http://www.resistenzeveneto.it/


Aleida Guevara a Mogliano

Una segnalazione che non possiamo mancare.

AleidaGuevara

All’interno degli eventi di Marzo Donna 2015, organizzato da diverse associazioni, con il patrocinio del Comune di Mogliano, Mercoledì 25 marzo 2015 – ore 20.45 Centro Sociale – Piazza Donatori di Sangue

ATTENZIONE: l’appuntamento è spostato al Cinema Busan

Incontro-intervista con ALEIDA GUEVARA – DONNA DI PACE
COSA CAMBIA A CUBA? prospettive del popolo cubano con la fine dell’embargo degli USA
ALEIDA GUEVARA, Figlia del Comandante Ernesto Guevara fa parte del corpo diplomatico cubano. E’ impegnata in politica ed in particolare nel processo di distensione con gli USA per garantire un futuro migliore al popolo cubano
La serata ha anche un fine solidale, infatti Aleida Guevara verrà in Italia anche per raccogliere fondi per l’acquisto di alcune apparecchiature necessarie ad un centro per disabili all’Avana, dove lei svolge volontariato come medico pediatra.

25 novembre: contro la violenza sulle donne!

25 novembre

 

il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il gruppo SeNonOraQuando  in collaborazione con altre associazioni moglianesi ha voluto porre l’attenzione su questa dolorosa tematica con alcuni eventi significativi. La staffetta contro la violenza sulle donne vede coinvolti i comuni di Treviso, Casier, Preganziol e Mogliano…l’esposizione fotografica di Mario Boccia “Imbroglio etnico” dedicata alle donne della Bosnia…e altro…  i dettagli nella locandina.
Chi minaccia e umilia le donne
conta sul loro silenzio…
SE NON ORA QUANDO
DONNE MOGLIANO

Antirazzismo e discriminazione positiva

Riceviamo e volentieri diffondiamo

Care tutte

La scorsa settimana il Centro Donna di Mestre ha lanciato presso il parco Bissuola a Mestre un nuovo progetto di “piscina aperta solo donne” la domenica mattina, che permette anche alle donne di fede islamica di fare ogni tanto il bagno con i loro bambini.

In seguito a questa iniziativa il Centro è stato preso di mira da più parti: è stata presentata dai consiglieri PDL una protesta formale in Consiglio Comunale, il Presidente Zaia le ha accusate di star ‘islamizzandosi’ e i militanti di Forza Nuova hanno minacciato ‘ritorsioni’.

Come alcune di voi sanno lo scorso anno ho collaborato col Centro Donna per un progetto sulle donne migranti: ho potuto vedere e ‘toccare con mano’ quanto la loro presenza sia preziosa, spesso il primo anello di congiunzione con la città per molte donne straniere che attraverso di loro possono imparare la lingua, trovare sostegno burocratico e qualche sorriso, e ‘fare scorta’ di fiducia in se stesse.
E’ una silenziosa ma preziosissima azione di pace, che ha sostenuto in questi anni decine di donne, e i loro bambini.

Ora mi hanno chiesto di aiutarle a diffondere questo progetto, invitando più donne possibili, e possibilmente non solo straniere, a partecipare, in solidarietà a una proposta che – posso confermarlo per averlo verificato di persona quando vivevo lì, è la norma ovunque ci siamo grandi comunità islamiche, come in Francia, Germania e in USA (a Brooklyn, lo ricordo bene perché mi è capitato di partecipare a mia insaputa una volta!, erano 2 giorni alla settimana, fissi).

Vi giro perciò l’invito, se potete (e naturalmente se siete d’accordo) ad andare a farvi una nuotatina… 😉
con tante altre donne, mamme e bambini
e a diffondere a vostra volta, se vi è possibile.

Grazie a tutti x l’attenzione,
Laura Boato


Quote rosa? Definizione inaccettabile”

Riceviamo dalla diffusione di SNOQ e ben volentieri rilanciamo!

Carlassare: “Così questa riforma è incostituzionale, bisogna dare le stesse chance a tutti”

ROMA – Quote rosa? “Definizione inaccettabile”. Donne elette? “Lo garantisce la Costituzione”. Le soluzioni proposte? “Non me ne piace nessuna”. La costituzionalista Lorenza Carlassare ha la “sua”, doppio capolista con possibilità di preferenza per chi vota.

Quote rosa, siamo dentro o fuori la Costituzione?
“Mi sono sempre battuta contro questa stupida denominazione di “quote rosa”, usata per abbassare la serietà e l’importanza di un discorso che riguarda la democrazia e l’integrazione della rappresentanza”.

Una quota per le donne viola o è conforme alla Carta?
“La Consulta si è già pronunciata sul tema. Con la sentenza 49/2003 ha fugato ogni dubbio e ha respinto il ricorso del governo su una legge della Val d’Aosta che prevedeva la presenza obbligatoria di entrambi i sessi nelle liste elettorali”.

Dalla Corte donne per forza in lista?
“Certamente sì, per garantire la parità di chance e d’elezione tra uomo e donna. Lo impongono importanti documenti internazionali e l’articolo 51 della Costituzione, rafforzato dalla modifica del 2003”.

Una legge priva di questo sarebbe incostituzionale?
“Ritengo proprio di sì, perché l’articolo 51 è chiarissimo nel voler assicurare la parità di chance”.

Alternanza uomo-donna, capilista alternati, il 40% di essi alle donne, quale promuove?
“Francamente nessuna perché non rispettano la parità di chance. L’alternanza non serve perché potrebbe essere eletto solo il capolista, e se è maschio il discorso è chiuso. La seconda è veramente stravagante, perché non vedo come si possano comparare collegi del tutto diversi tra loro. La terza è uguale alla seconda, ma ulteriormente peggiorata”.

La sua soluzione?
“Se le liste non fossero bloccate andrebbe consentito il doppio capolista e la doppia preferenza. L’ha adottata la Regione Campania, il governo è ricorso alla Consulta, ma ha perso”.

I vantaggi?
“Ci sarebbe la piena parità di chance perché all’elettore verrebbe consentito di esprimere una seconda preferenza per un candidato di sesso diverso. La preferenza, poi, eviterebbe il maggior vizio di incostituzionalità, un elettore cui viene negata qualsiasi possibilità di scelta”.


Sacrosanto! Ma mi sfilo…

Ricevo l’invito a partecipare ad una iniziativa lanciata dalle donne di SNOQ (Se Non Ora Quando?) per ottenere la parità di genere nella riforma elettorale.

L’appello – da cui togliamo solo l’accenno al box di Repubblica allegato al messaggio ricevuto e l’indirizzo a cui inviare l’elaborato (per evitare di diffondere dati personali) –   è il seguente:

Da oggi parte una campagna sui social network che punta ad ottenere nella riforma elettorale la parità di genere per candidature ed eletti. Le donne appartenenti a tantissime associazioni femminili, a partire da Se Non Ora Quando?  inonderanno la rete con le loro foto esponendo un cartello: Se non è 50 e 50 non è democrazia paritaria # IO CI SONO
DIVULGATE A TUTTI donne e uomini! Più volti avremo e più avremo voce!

Sacrosanto: senza dubbio. Sono pronto a sottoscrivere immediatamente una richiesta in tal senso, ma…

Ma il problema è che la giustissima battaglia per la parità di genere finisce per fungere da (certamente involontario!) grimaldello per scardinare la questione della rappresentanza democratica, che a mio parere dovrebbe essere quantomeno congiunta, se non addirittura prevalente. In altri termini hanno ben ragione le donne a pretendere la parità di genere, ma in un contesto di rappresentanza democratica che, invece, manca totalmente nelle proposte che stanno circolando.

Il sistema con cui molto probabilmente ci troveremo a votare alle prossime elezioni legislative è stato deciso da un condannato con sentenza definitiva insieme ad un segretario di partito eletto a furor di popolo ma non si sa bene da chi, e quindi imposto a tutti pena la scomunica.

Definisce a tavolino maggioranza assoluta chi raggiunga in coalizione circa un terzo dei consensi espressi (ovvero dei votanti, non dei cittadini), anche se poi rischia di rimanere da solo, considerando le soglie di sbarramento imposte per sfrondare il campo dalle liste minori. In altri termini un partito con il 20%, alleandosi con altri 5 che prendano il 3% circa ciascuno, potrebbe poi trovarsi a governare da solo con il 53% dei parlamentari dell’unica camera titolata a legiferare (visto che il Senato verrebbe trasformato in un’assemblea di sindaci o poco più).
Assegna alle gerarchie il potere di comporre brevi liste di fedeli nominati nelle quali l’elettore non potrà scegliere. Prevedrà la possibilità di candidarsi in più collegi per garantire la copertura certa di chi più preme. Sarà corretto con un meccanismo salva Lega che farà si che lo sbarramento che vale per i rompiscatole che i due capi non vogliono tra i piedi non valga allo stesso modo per gli amici del cavaliere. Non dunque uno sbarramento di garanzia di rappresentatività ma uno ad personam.

Dunque mi pare sia come se in Argentina le madri di Plaza de Mayo avessero fatto una battaglia per la parità di genere nelle alte gerarchie dell’esercito e nel comando delle scuole militari.

Con ciò non intendo sottintendere che le prime firmatarie di questo appello l’abbiano lanciato con l’esplicito intento di sviare l’attenzione da quello che è il vero vulnus alla rappresentanza democratica; ma non posso non rilevare il fatto che, battendosi per l’inserimento nella proposta dell’alternanza di genere nelle liste si finisca per dare per scontato che per il resto la proposta sia accettabile.

Per questo motivo, pur condividendo il senso della loro battaglia, non vi parteciperò


25 novembre: Scarpe Rosse contro la violenza

ScarpeRosse

SeNonOraQuando  Donne Mogliano Vi desidera partecipanti all’evento SCARPE ROSSE” che inizierà alla Coop di Via Ronzinella  Mogliano Veneto alle ore 17.00 e si concluderà con una fiaccolata silenziosa davanti al Municipio alle  ore 18.30.
Perchè questo? Perchè è un tributo  che va dedicato alle donne ammazzate che non possono più scegliere. Donne e uomini , ragazze e ragazzi insieme a significare il diritto alla libertà e il dissenso al possesso di antica cultura maschilista ancora attuale.
SCARPE VUOTE
che simboleggiano il vuoto lasciato da
ogni  singola donna scomparsa
sia nei propri cari sia nella società.

SNOQ Donne Mogliano


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