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Ma forse sono io che ho difficoltà a capire…

Mi pareva che avessero detto che il Jobs Act non comprimeva diritti ed era fatto per il lavoro…

Ora leggo su Televideo RAI le dichiarazioni del sottosegretario all’Economia, Zanetti, di Scelta Civica, a proposito dell’applicazione del Jobs Act, in risposta alle dichiarazioni del ministro Poletti secondo il quale questo non si applica alla Pubblica Amministrazione: “Trovo francamente sconcertante questo affannarsi di alcuni ministri nel negare l’applicabilità dei decreti sul lavoro al pubblico impiego […] Certi distinguo discriminano i privati ingiustamente“.

Ma quando usa i termini “discriminano” ed “ingiustamente”, si riferisce – coerentemente con le politiche del governo di cui fa parte – ad una discriminazione positiva? In altri termini: lamenta il fatto che non è giusto che i lavoratori del privato possano godere delle magnifiche sorti e progressive avviate dal Jobs Act?!

Oppure s’è lasciato sfuggire che di riffa o di raffa la fregatura è sempre per gli stessi?!


Ma come?!

L’Italia è sotto la media dei Paesi dell’Eurozona sia per il costo del lavoro orario (27,5 euro contro 28,4) sia per la retribuzione lorda oraria (19,9  euro contro 21,2). E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulla “Struttura del costo del lavoro” nel 2012.

Ed io che avevo capito che era colpa mia….


l’Italia è tornata indietro di 14 anni

Televideo RAI, 01/04/2014 (ma non è un pesce d’aprile…) ore 10.35

Tasso di disoccupazione al 13% a febbraio, il più alto dal 1977. Resta alta (42,3%), secondo dati provvisori Istat, la disoccupazione giovanile (15-24enni) in calo dello 0,1% su gennaio, ma in rialzo del 3,6% su base annua.
I giovani disoccupati a febbraio sono 678 mila. I disoccupati sono 3 milioni e 307 mila, 8 mila in più su gennaio (+0,2%) e 272 mila in più su base annua (+9%).
Per il tasso di occupazione, fermo al 55,2% (una persona su 2 tra 15-64 anni) l’Italia è tornata indietro di 14 anni


Con i lavoratori della logistica

Le lotte dei lavoratori della logistica proseguono da un bel pezzo; fino a poco tempo fa nel quasi totale silenzio dei media, di recente con prese di posizione decisamente reazionarie tutte improntate sul blocco del trasporto merci, sui cattivi sindacati di base, sui centri sociali che “cavalcano” la protesta strumentalizzandola e così via.

Nessuno che parli delle condizioni di lavoro e di sfruttamento di questi lavoratori, in gran parte immigrati, sballottati da una cooperativa ad un’altra in una progressione di peggioramento della loro condizione. Con livelli che sembrerebbero impensabili: lavoratori licenziati perchè scioperano, o accusati di mettere in cattiva luce l’azienda perchè rivendicano i propri diritti.

[Dialogo interiore, cioè inter nos:]
– Che altro si può fare?

– Metterci in ascolto, trasmettere le voci della lotta, condividere informazioni e aggiornamenti…
– È qualcosa.
– Ma è poco, e non è giusto cavarsela con poco. Non è giusto, e soprattutto non è possibile.

Questo “dialogo interiore” introduce l’ultimo articolo di GIAP: Con i lavoratori della #logistica | Resistere a #Granarolo e ai padroni «buoni» che raccoglie una serie di interventi di diversi autori tesi a rompere l’accerchiamento dei media e parlare – e far parlare! – di queste lotte in maniera diversa.

Nel nostro piccolo ci limitiamo a divulgare ed invitarvi a leggere (e pensare e parlare e raccontare….)


Presidio permanente

CarloNataleCar* tutt*,

dal 13 al 21 dicembre Rifondazione Comunista organizza un presidio quotidiano in Piazza Ferretto a Mestre (e in alcune date anche in Campo S. Margherita a Venezia), dalle 16.30 alle 18.30, in solidarietà ai lavoratori di tutte quelle realtà del nostro territorio maggiormente colpite dalla crisi.

Saranno presenti i lavoratori di Ditec, Pansac, Officine Beltrame, Pometon, Pilkington, Vinyls, Speedline, Vetrerie, Montefibre, Fincantieri, Alcoa.

Siete – ovviamente – tutt* invitat* a partecipare!

Un saluto a pugno chiuso,

Sebastiano Bonzio


Rizzato: la Regione intervenga

Interrogazione a risposta immediata presentata il 6 dicembre 2013 dal consigliere Pierangelo Pettenò

RIZZATO NASTRI ACCIAIO: LA GIUNTA INTERVENGA PER SCONGIURARE LA CHIUSURA DELL’AZIENDA E SALVARE I POSTI DI LAVORO

Premesso che:

le maestranze della Rizzato Nastri Acciaio S.p.A. di Mogliano Veneto sono in cassa  integrazione oramai da un anno e dall’agosto scorso non ricevono più lo stipendio;

la Rizzato è nata dieci anni fa scorporandosi dalla Cesare Rizzato & C. S.p.A., nota a livello nazionale ed internazionale come costruttore di cicli con il marchio Atala;

l’azienda ora fa parte del gruppo LIMA S.p.A. Lavorazione Italiana Metalli Affini di Desio (MI) che ha chiesto in Tribunale il concordato preventivo, in quanto non ha più le risorse per acquistare le materie prime a causa della stretta creditizia da parte delle banche;

le commesse, tuttavia, non mancano sia dall’Italia che dall’estero, in quanto la Rizzato è una delle poche aziende specializzate nel settore della laminazione a freddo, con circa 2 mila tonnellate di produzione mensile;

Ritenuto che:

si tratta dell’ennesima crisi aziendale causata dalla mancanza di credito da parte delle banche che tolgono l’ossigeno alle imprese e gettano sul lastrico migliaia di lavoratori;

non si può lasciare senza stipendio i 39 dipendenti e le loro famiglie, che devono pagare le bollette, i mutui e mandare i figli a scuola;

la chiusura dello stabilimento comporterebbe una crisi sociale molto grave per il trevigiano e un impoverimento del territorio;

Ciò premesso il sottoscritto consigliere chiede alla Giunta regionale di intervenire, anche attraverso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, presso la proprietà della Rizzato Nastri Acciaio S.p.A. affinché si trovi una soluzione che permetta di mantenere l’occupazione e una produzione di eccellenza in un’area già pesantemente colpita da crisi.


Ci 6 il 6 alle 6?!

ATTENZIONE: a causa del maltempo previsto l’evento è spostato a domenica 13/10


Volantino final Vinyls

Domenica 13 ottobre alle ore 18.00 in Piazzetta Teatro si terrà un concerto di solidarietà verso coloro che sono vittime dirette della crisi economica.

I musicisti presenti, oltre ai professionisti che di mestiere eseguono e scrivono musica, sono ex-lavoratori delle Vinyls che si sono trovati senza lavoro, senza o quasi ammortizzatori sociali e senza TFR. Alcuni di loro li abbiamo conosciuti in occasione della presentazione di Point Lenana con Wu Ming a Mogliano, questa estate.

In caso di maltempo l’evento si sposta al vicino Centro Sociale


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