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Quando la poltrona si fa incerta i duri iniziano a giocare

E così tutti i presidenti di provincia della Lega sono scatenatissimi contro la riorganizzazione delle province, venete in particolare. Zaccariotto, Degani e Muraro schierate/i come un sol uomo (pur donne in maggioranza) contro la fusione di Padova e Treviso e l’abolizione della provincia di Venezia. Guarda caso le loro!

Si scatenano con argomenti campanilistici: Treviso non vuole finire “sotto” Padova; così come Padova, entrasse nella città metropolitana finirebbe “sotto” Venezia. E così via. Provano a titillare i localismi popolari senza rendersi conto che di più impopolare delle province c’è veramente poco in Italia: forse solo i presidenti di provincia.

Da almeno vent’anni (quasi più trenta) si parla di Patreve: la città metropolitana che potrebbe riorganizzare il territorio compreso tra Venezia, Padova e Treviso razionalizzando i trasporti ed i servizi, comportando risparmi ed ottimizzazioni, evitando lo scontro sulle piccinerie localistiche di ciascuna fettina di territorio che guarda all’orticello fregandosene dei vicini.

Ma qui ci vanno di mezzo fior di poltrone: consigli provinciali (a maggioranza leghista), presidenze, succulenti consigli di amministrazione dove parcheggiare amici e portaborse. Se chiudiamo questi spazi la disoccupazione avrebbe una discreta impennata: e giusto tra coloro che possono ancora permettersi di spendere (come ha detto confindustria di fronte al rischio di una tassa di solidarietà tra i ricchi per finanziare il salvataggio degli esodati).

Noi riteniamo che ridurre le province sia una misura essenziale seppur minima: il Veneto potrebbe benissimo venir suddiviso in tre/quattro aree omogenee per tipologia di territorio e problematiche: quella montana a nord, quella urbana nella parte centro orientale ed una terza che comprenda polesine, un’area del padovano e la parte sud di vicentino e veronese. Alcune aree probabilmente starebbero meglio aggregandosi ad altre regioni: Friuli in particolare.

Quanto a Mogliano insistiamo su una proposta che pareva avesse ottenuto una certa fortuna: aggregare Mogliano alla città metropolitana, vista la sua omogeneità funzionale con Venezia-Mestre. Trasporti, comunicazioni, impresa, sono certamente molto più vicini a Venezia che a Treviso. Ma la stessa sanità: pur dipendendo di fatto dalla AUSL 9 trevigiana, verte molto più frequentemente sulle strutture del veneziano: si pensi solo a quanti moglianesi sono nati a Venezia per pura comodità ospedaliera.

Purtroppo la ventilata proposta di referendum non ha fatto nessun passo avanti, così come la consulta di ex sindaci ed amminitstratori. Abbiamo più volte garantito il nostro appoggio alla proposta dell’ex sindaco Ugo Bugin, ma pare che nessuno ne voglia fare nulla.

Vogliamo provarci noi?

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Trelluno? Belviso? E perchè non…

L’ultima disposizione in merito alla riorganizzazione degli enti locali detta la fine di diverse tra le province del Veneto: tra queste Treviso che dovrà accorparsi con Belluno.

C’è chi parla di sedi (il Sant’Artemio costato 80 milioni di euro non è centrale per i due territori e poi i campanilismi…), chi auspica la eliminazione totale; chi si ribella: ovviamente verranno a mancare un sacco di poltrone che fanno gola a molti!

Voglio star fuori da questo coro che poco mi tange e pensare piuttosto alla realtà locale: Mogliano.

Da sempre in bilico tra Treviso e Mestre il nostro comune è, per questioni storiche, sociali, di comunicazione, ecc. molto più prossimo idealmente ed anche geograficamente a Venezia (o meglio: a Mestre) che a Treviso.

Se penso alla Città Metropolitana che vedrà la luce al posto della provincia di Venezia, non posso non considerare il fatto che Mogliano sia certamente molto più organico a questa nuova realtà di tanti comuni che si trovano all’estremo est o ovest dell’attuale provincia. Inoltre con la fusione la nuova provincia TV-BL avrebbe un territorio vastissimo e questioni che renderebbero Mogliano ancora più marginale (si pensi solo alla montagna bellunese).

Ma allora perchè non cogliere l’occasione della riorganizzazione per trasferire Mogliano a buon diritto nell’area metropolitana di Venezia?!

La contiguità geografica è fuor di dubbio (addirittura tracciare un confine tra Mestre e Mogliano è quasi impossibile), la vicinanza culturale anche. Dal punto di vista commerciale, turistico, produttivo, di vie di comunicazione direi che non c’è alcun dubbio. Abbiamo perfino lo stesso prefisso telefonico e per molti anni siamo dipesi dalla stessa ULSS.

Che ne dite: ci facciamo un pensierino?!


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