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Crociate

Il prossimo Consiglio Comunale di Mogliano sarà chiamato a discutere (e ci auguriamo votare ed approvare), la delibera di adesione alla rete RE.A.DY. ovvero la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. La proposta di delibera parte dal gruppo de La Sinistra per Mogliano, appoggiato da altri consiglieri della maggioranza.

Questa rete si pone come obiettivi (cito il punto 7 “Ipotesi di intervento” della Carta di Intenti ufficiale della rete):

  1. azioni volte a promuovere l’identità, la dignità e i diritti delle persone lgbt e a riconoscere le loro scelte individuali e affettive, nei diversi ambiti della vita familiare, sociale, culturale, lavorativa e della salute;
  2. azioni conoscitive sul territorio per individuare i bisogni della popolazione lgbt e orientare le politiche, attingendo anche dalle esperienze degli attori locali;
  3. iniziative culturali finalizzate a favorire l’incontro e il confronto fra le differenze;
  4. azioni di informazione e sensibilizzazione pubblica rivolta a tutta la popolazione;
  5. azioni informative e formative rivolte al personale dipendente degli Enti partecipanti;
  6. azioni informative e formative rivolte al personale impegnato in campo educativo, scolastico, socio-assistenziale e sanitario;
  7. azioni informative e formative rivolte al mondo produttivo sui temi del diritto al lavoro delle persone omosessuali e transessuali;
  8. azioni di informazione e di prevenzione sanitaria;
  9. azioni di contrasto alle discriminazioni multiple;
  10. collaborazioni con le associazioni per valorizzarne le attività, sviluppare percorsi formativi e iniziative comuni, secondo modelli di amministrazione condivisa e di cittadinanza attiva.

Insomma nulla di trascendentale o rivoluzionario, ma semplicemente la promozione del diritto al rispetto delle proprie scelte.

Eppure immediatamente parte la crociata integralista con strilli in difesa della “Famiglia Naturale” (Azzolini: noto esperto in proposito!) e contro “il problema della triplice sessualità nell’educazione dei bambini nelle scuole cittadine” con tanto di raccolta di firme avviata da AGESC (Agenzia Scuole Cattoliche) che a Mogliano è rappresentata solo (mi risulta) al Collegio Astori e di cui mai si era sentito parlare quando i problemi della scuola erano ben altri e coinvolgevano tutti i cittadini.

La sua presidente arriva a dichiarare “Il comitato Agesc dell’Astori si è interessato da subito a questa ideologia del gender che non ha fondamenti per l’educazione scolastica. Riteniamo che questa ideologia sia lesiva più che istruttiva se spiegata a bambini delle prime classi. Siamo venuti a conoscenza che il 3 marzo l’argomento RE.A.DY. verrà discusso in Consiglio. Non intendiamo restare indifferenti al fatto che l’argomento possa essere trattato nelle scuole di Mogliano ed abbiamo avviata una petizione al fine di sospendere il punto in Consiglio e di chiedere alla cittadinanza di esprimersi prima di deliberare. Contrastare l’omofobia va bene, ma trasferire l’argomento nelle scuole da 0 a 18 anni è terribile“, confondendo evidentemente le politiche scolastiche con le scelte dell’Amministrazione Comunale contro la discriminazione ed addirittura schierandosi in difesa dei “bambini delle prime classi” che rimarrebbero certamente traumatizzati dall’adesione del Comune di Mogliano Veneto ad una rete contro la discriminazione!

Non si capisce poi cosa abbia a che vedere il comitato dell’Astori con il resto delle scuole oltre a cosa abbia a che vedere l’adesione del comune ad una rete di enti locali con le scuole ed infine quando mai sia stato necessario far “esprimere la cittadinanza” prima di aderire ad una rete anti discriminazione senza costi.

Inutile tornare sul tema della cosiddetta “Famiglia Naturale” su cui abbiamo avuto modo di parlare più volte. Ma è difficile sorvolare sulle deliranti dichiarazioni del (per fortuna) ex sindaco dott. Giovanni Azzolini: “Con l’adesione a RE.A.DY si vogliono stravolgere i valori della famiglia così come la configura la Costituzione e cioè famiglia naturale. Si vogliono introdurre  nuovi tipi di famiglia che non si possono chiamare famiglia. E’ anticostituzionale ed un comune non può supportare questo“.

Siamo al demenziale: combattere la discriminazione nei confronti di omosessuali e transessuali è incostituzionale perché stravolge i valori della famiglia naturale?! Il virgolettato è riportato su OggiTreviso da Gianfranco Vergani, che già altre volte s’è dimostrato più realista del re con il nostro ex sindaco, ma non abbiamo motivo di dubitarne fintato che non sia smentito dal diretto interessato. Dunque ci permettiamo di dubitare della sua logica!

Stiamo parlando di una rete di Enti Locali che comprende una folta schiera di comuni, province e regioni; che si pone l’obiettivo di abbattere o quantomeno ridurre le discriminazioni; che ha delle ipotesi di intervento molto moderate e rivolte al sociale (e non alla scuola); che non ha potere per intervenire sui programmi scolastici; che non ha costi.

Tutti coloro che sono contro la discriminazione di omosessuali e transessuali purché non se ne parli, stiano a casa loro, non si facciano riconoscere e non pretendano di avere diritti dimostrano di avere una coda di paglia lunga un chilometro. Argomentare sul “problema del terzo sesso nelle scuole e tra i bambini delle prime” o della “difesa della famiglia naturale” sono scuse: l’adesione alla rete RE.A.DY. non ha nulla a che vedere con i programmi scolastici o con la famiglia.

Chi è contrario abbia almeno la decenza di dichiarare il motivo: ritiene che sia giusto discriminare le persone in base alle scelte sessuali di ciascuno e dunque non vuole che l’Amministrazione Comunale si adoperi contro questa discriminazione.

Abbiano il coraggio di dirlo e di raccogliere le firme sotto ad una petizione che chiede questo!

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Contro chi cavalca la paura!

Riceviamo, firmiamo e diffondiamo!

La pagina per firmare è QUI

Diretta a Elena Donazzan, Assessora all’Istruzione della Regione Veneto

Questa petizione sarà consegnata a:

Elena Donazzan, Assessora all’Istruzione della Regione Veneto

DIMISSIONI

La petizione nasce dopo la lettera che l’Assessora all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha inviato ai dirigenti scolastici dopo i fatti di Parigi e dell’attentato terroristico alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo (lettera che si può trovare sul sito web della Donazzan → http://goo.gl/57PpqL).

Nella circolare, si chiede a tutti i presidi delle scuole della Regione di far discutere di quanto accaduto, condannando non solo i fatti e chiedendo a genitori e studenti stranieri di dissociarsi, ma anche la cultura islamica, che alimenta, secondo l’Assessora, la genesi di tali attacchi terrroristici.

Non finisce qui: infatti la Donazzan afferma che tutti i terroristi sono islamici e associa, in uno status su Facebook, un atto di bullismo da parte di un quattordicenne tunisino in Veneto alla strage di Parigi.

Fare un paragone tra un gesto di bullismo e un massacro con armi da fuoco è simbolo di un becero razzismo che non possiamo accettare, specialmente se proveniente da una figura con una certa carica istituzionale. Viene da domandarsi se questo parallelo sia frutto di una strumentalizzazione cosciente dei fatti oppure da semplice ignoranza: i casi di bullismo sono diffusi in tutto il Paese, non importa l’origine culturale del ragazzo.

Inoltre, in tutta Europa crescono i fascismi e il razzismo, e un ruolo decisivo sta anche nell’educazione. La scuola deve essere un luogo laico di confronto e l’educazione dovrebbe essere multiculturale ed interculturale. L’educazione collettiva di cui si fa portavoce la Donazzan fa crescere l’odio verso chi crede in un’altra religione o è semplicemente di una cultura diversa dalla propria.

L’educazione collettiva di cui abbiamo bisogno è quella capace di rispondere con la valorizzazione positiva della diversità all’odio xenofobo che sta emergendo in tutta Europa, a causa anche delle provocazioni di soggetti come l’Assessora.
Chiediamo, con questa raccolta firme, le IMMEDIATE DIMISSIONIdell’Assessora e chiediamo a tutti i dirigenti scolastici di dissociarsi da queste parole di odio e rimandare al mittente la circolare.

 

Associazione Studenti Universitari

Il Sindacato degli Studenti


Mio figlio starà a casa l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze

L’INIZIATIVA

In Veneto la Festa della Famiglia naturale
l’ultimo giorno di scuola prima di Natale

La decisione è stata deliberata dalla giunta dopo una mozione del consiglio. La Regione: «Non è una decisione contro ma a favore dei valori in cui crediamo»

VENEZIA Il Veneto, prima regione italiana, celebrerà, già da quest’anno, la «Festa della Famiglia Naturale», nella quale saranno coinvolte tutte le scuole di ogni ordine e grado. L’iniziativa si terrà ogni anno in concomitanza con l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. La decisione, formalizzata con una delibera di Giunta proposta dall’assessore all’Istruzione Elena Donazzan***, discende dall’approvazione in Consiglio regionale di una mozione in questo senso, con primo firmatario il Consigliera regionale Arianna Lazzarin ed è stata presentata oggi a Palazzo Balbi dalle due protagoniste. «Questa è una scelta semplice e bella – ha detto Donazzan – presa per valorizzare la famiglia naturale come pilastro della nostra società ed esprimere con un atto e un appuntamento il nostro riconoscimento di valori indiscutibili, che discendono dalle leggi millenarie della natura e che nessun atto umano può modificare». «Attenzione però – ha aggiunto l’assessore – perché siamo di fronte ad una decisione a favore di valori in cui crediamo ma assolutamente non contro chicchessia. Rispettiamo il diritto di chi la pensa diversamente e gli orientamenti sessuali più diversi, ma pretendiamo a nostra volta il rispetto per la famiglia naturale».

Una domanda all’assessore Elena Donazzan: i bambini figli di coppie non sposate, genitori singoli magari con compagni/e gay, l’ultimo giorno prima delle vacanze di natale saranno cacciati da scuola non potendo festeggiare la Famiglia Naturale, oppure potranno restare per essere scherniti dai bambini le cui famiglie sono allineate con i suoi valori indiscutibili?!
Una domanda più generale: c’è qualche organo di giustizia in italia che possa far tacere i fascisti come questa signora e ripristinare il diritto di tutti soprattutto all’interno delle scuole?
*** Dell’assessore Elena Donazzan abbiamo avuto già modo di parlare in occasione di “Rogo di libri” mostrando la sua foto ingrandita con evidente celtica al collo, ma anche alla commemorazione dei fascisti morti con la Repubblica di Salò: usate “Donazzan” come termine di ricerca e verranno fuori diversi articoli. A questa signora, giusto un cicinin fascista, si permette di fare l’assessore all’istruzione nella nostra regione. E questa signora pretende di instaurare la festa della famiglia naturale?! Cosa sarebbe questa famiglia naturale? Quella in cui il marito va a prendersi contravvenzioni da 500 euro per procacciamento di prostitute e poi quando torna a casa picchia la moglie ed i figli? Ovviamente dopo essersi regolarmente sposato magari in chiesa… Poi la domenica va a confessare i suoi peccati, in coda dietro la signora Donazzan?!
Bene: alla faccia della famiglia naturale mio figlio starà a casa da scuola l’ultimo giorno prima delle vacanze, oppure andrà accompagnato – munito di opportuna delega – da qualche coppia di amici gay, pronti a farlo uscire in anticipo se mai la scuola si permettesse di tentare di rintronarlo con le frescacce della fascista signora Donazzan!

Due eventi da non perdere!

Martedì 6 maggio alle 20.45 al Cinema Busan ci sarà la presentazione ufficiale della coalizione che appoggia la candidatura a sindaca di Carola Arena.

Il nostro Circolo è parte attiva de La Sinistra per Mogliano con i suoi candidati, con la quale intendiamo far pesare le ragioni della sinistra nel centro – sinistra che si appresta a vincere le elezioni del 25 maggio.

Mercoledì 7 maggio, sempre alle 20.45 ma questa volta al Centro Sociale una serata organizzata dalle associazioni dei genitori nella scuola (CGD, AGE e Articolo 34) alla quale sono stati invitati tutti i candidati e le candidate alla carica di sindaco per le prossime elezioni. Il tema della serata sarà un confronto tra i programmi e le proposte, ovviamente nell’ambito dei servizi per la scuola e per i giovani.

Due serate da non perdere per votare informati!

 


Hanno potenziato i server mail della Presidenza del Consiglio?

«Rivolgendosi a insegnanti e alunni, il premier ha detto: Se c’e’ qualcosa che non va, poi me lo segnalate alla casella mail matteo@governo.it»


Senza oneri?

La scuola pubblica italiana sta meglio di quello che sembra, basta leggere correttamente i dati. Sono le private la vera zavorra del sistema. Almeno stando agli ultimi dati dell’indagine Ocse-Pisa sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze dei quindicenni di mezzo mondo. Insomma: a fare precipitare gli studenti italiani in fondo alle classifiche internazionali sono proprio gli istituti non statali. Senza il loro “contributo”, la scuola italiana scalerebbe le tre classifiche Ocse anche di dieci posizioni. La notizia arriva nel bel mezzo del dibattito sui tagli all’istruzione pubblica e sui finanziamenti alle paritarie, mantenuti anche dall’ultima legge di stabilità, che hanno fatto esplodere la protesta studentesca.

Repubblica.it


Senza oneri per lo stato: e per l’elettorato?

Certo che il comune non è lo Stato, ma gli oneri restano sempre pubblici e quando il senza oneri si traduce in poco meno di 100mila euro in un anno per due scuole paritarie parrocchiali salta la mosca al naso, soprattutto considerando quanto poco si sia sforzata l’attuale amministrazione comunale per le scuole pubbliche che hanno bilanci da lacrime e sangue ed edifici che versano spesso in condizioni pietose. Per i servizi di supporto allo studio (trasporti, mensa, contributi…). Non parliamo poi della connettività ad internet che si continua a considerare un lusso inutile in alcune scuole ed un contentino in altre.

Ma si sa che in fase pre elettorale una lisciata di pelo va fatta a tutti: soprattutto a coloro che poi dal pulpito potranno ringraziare magnificando le doti del donatore. Che poi il donatore doni soldi nostri e non suoi poco importa (ai pulpiti), meno ancora al donatore e di noi non interessa nulla all’uno ed all’altro!

Ma almeno che si sappia: chi finanzia le campagne elettorali, con quanti fondi e destinati a quali obiettivi.

Tra le pieghe del bilancio che hanno permsso una serie di regalie straordinarie, l’attuale amministrazione è riuscita a reperire – a 5 mesi circa dalle amministrative 2014 – ben 50mila euro aggiuntivi da devolvere, senza oneri per lo stato, alle due scuole materne paritarie di Zerman e Campo Croce. Si tratta di risorse aggiuntive: 40mila euro erano già stati stanziati in fase di bilancio preventivo.

Il che porta il totale a 90mila euro… Senza oneri per lo stato


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